mag 01

Altra serata, o meglio nottata, degna di nota. Un eccitante consiglio di amministrazione precede una serata apparentemente come le altre, atteso preludio di un meritato quanto agognato weekend di relax.
È il momento di decidere sul da farsi: sul dove e come consumare la serata, quale giusta e guadagnata ricompensa per il raggiungimento di un obiettivo e,perchè no, per la tanta tenacia dimostrata nel conseguirlo.
Pareri contrastanti ma soprattutto incerti, tipici di menti annebbiate da una lunga e faticosa settimana di lavoro. Finalmente però una soluzione vien fuori e si decide per una tranquilla serata in trattoria, tra buona tavola e cordialità, ma soprattutto lontani dalle luci intriganti del bynight weekendiano.
Si opta per un luogo più appartato, allo stesso tempo però rinomato; d’altronde la ricercatezza e la qualità in queste circostanze sono irrinunciabili.
Il locale, una trattoria, era molto accogliente e il proprietario subito ci ha accolti nel migliore dei modi, offrendoci uno spumantino di alta qualità.
Nell’attesa dell’antipasto siamo intrattenuti dai simpatici aneddoti del padrone di casa, il quale sembrava particolarmente ispirato e interessato a quei forestieri.
Arrivano le portate: antipasti di prosciutto e salumi vari, seguiti dalle classiche verdure. Sapori speciali, troppo spesso dimenticati nella quotidianetà. Il vino non manca e la serata viene dominata dai piemontesi, in un mix spettacolare.
Si procede con i primi e i formaggi, mentre le storie divertenti del proprietario diffondono ilarità nel gruppo. Intanto viene organizzata in nostro onore una tamorra con due esperte danzanti, davvero caratteristico.
La serata si fa ancora più interessante quando entra in scena un personaggio particolare, un tale architetto, a quanto pare con l’abitudine di sedersi ai tavoli per conoscerne i partecipanti e condividere con essi la sua intera esistenza. Il divertimento è al massimo, l’architetto da il meglio di sè con un linguaggio colorito ed irriverente, come se un comico si sedesse al vostro tavolo e iniziasse a prendere in giro tutto e tutti.
È notte fonda ormai e la serata volge al termine, come è giusto che sia. Appena il tempo di un’altra chiacchierata con il proprietario e qualche foto ricordo di una splendida serata, riscoprendo il territorio e la genuinità che esso offre, in ogni sua forma, colore o personaggio che sia.

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apr 19

Cronache di un uomo che, come tanti, cerca se stesso.

Un sabato diverso, diverso dalla solita routine. Si esce, si mangia una pizza, si beve un po’ di vino, quello buono. Ma forse si esagera e si decide di visitare una “sala giochi”, di quelle moderne: niente arcade, solo azzardo. Qui inizia l’avventura e tutti alla ricerca di una trasgressione anomala, una voglia di scoprire cose nuove: come mai in tanti si passa le nottate tra le carte, quelle legalizzate? Giovani, donne, vecchi, tutti alla ricerca di una illusoria verità, tutti inconsci (o forse troppo consci) di ciò che non può essere, ma altrettanto illusi che lo sarà. Ed entra in gioco la mente, la psicologia, il gioco dei colori…il rosso e il verde. Il primo a ricordare la forza, l’audacia e la virilità che è in noi; il secondo come esca infima, per il più infimo dei desideri: il denaro. La tentazione è forte: mi avvicino a un tavolo pieno zeppo di giovani e vecchi giocatori alla ricerca di fortuna…fortuna che, salvo per uno, non si farà viva. Ma ugualmente tutti concentrati, molti visi stanchi, tanta perdizione per un gioco che di virtù non fa vincitori, ma solo vinti. In decine ciò nonostante attendono la carta giusta, la combinazione vincente: nessuno però si pone il perché di tanta tenacia, a fronte di piatti decisamente miseri. D’incanto m’illumino: questo è quello dei poveri, mi ripeto attonito, questo è il gioco dei poveri…dove anche l’azzardo è fuori scena, dimenticato tra insignificanti puntate…dove i giocatori certi di competere per forti somme, si illudono di dare un senso a tali ore, consapevoli o inconsapevoli della povertà del gioco stesso, un azzardo legalizzato, troppa casualità e troppe variabili, troppi giocatori e piatti piangenti. L’indomani si desteranno e, in un attimo di lucidità, realizzeranno l’inutilità del loro fare e di quanto effimero sia il risultato, anche nel migliore dei casi. Troppo breve sarà però l’istante. Ricadranno in un battito di ciglia nel letargo mentale che li dominerà ancora per un altro giro. Soltanto un altro…

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dic 28

Voglio segnalare un interessante documentario in formato audio, realizzato dal LILIK, un laboratorio di informatica libera, facoltà di ingegneria dell’università di Firenze. Al documentario partecipa, tra l’altro, un mio caro amico d’infanzia, l’avv. Marco Scialdone, esperto in diritto d’autore. Il lavoro è stato rilasciato con licenza Creative Commons, pertanto siete liberi di diffonderlo.

Devo dire che il lavoro è stato svolto egregiamente e consiglio a tutti di ascoltarlo, si parla di diritto d’autore, file sharing, attuale situazione normativa, licenze Creative Commons e quello che molti definiscono il futuro sulla realizzazione delle opere creative: la collaborazione massiva digitale.

Uno dei passaggi più interessanti:

“c’è un conflitto in atto, tra chi vorrebbe mantenere il controllo sulla creazione e sulla diffusione della cultura, ed usa le armi del copyright per riuscirci…e milioni di utenti che vorrebbero invece poter ripubblicare e rielaborare i contenuti in modo sempre più veloce: questi utenti sono frenati da un sistema di diritti sempre più conservativo. Come andrà a finire?”

Audio clip: Adobe Flash Player (version 9 or above) is required to play this audio clip. Download the latest version here. You also need to have JavaScript enabled in your browser.

Per chi volesse scaricare l’intero documentario, ecco il » Link al Documentario «

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