Gli Esperimenti creativi di Mariella

Provare, pasticciare, creare!

Questo LO l’ho realizzato per la sfida di febbraio del fantastico challenge blog di ONE MORE SCRAP che richiedeva l’uso di uno sfondo assolutamente fatto a mano. Vietatissime le patterned papers!!!
Io per il mio LO ho utilizzato un semplicissimo cartoncino bianco e l’ho schizzato con tempera marrone….(adoravo farlo quando ero ragazzina!), infine con l’ink pad marrone ho sporcato i bordi.
Nulla di che!
Mi sono divertita moltissimo a farlo, la foto che vedete….è la mia!!!In quella foto avevo due anni!!
Il cuore grande, il fiocchetto con lo strass, il fiocco arancione sul cuore, le chipboard a palloncino e la scritta (insomma TUTTO)è rigorosamente fatto a mano da me!!!
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Ne sono molto orgogliosa, spero vi piaccia e ovviamente spero (ma non credo, sono una schiappa)di vincere!!!
Qualche dettaglio:
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A presto!!!!

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Pace

L’immenso soffio dell’oceano
mi spinge via con se’ a naufragare
su spiagge chiare
a un passo dalla vita muoiono
conchiglie e nelle orecchie ancora il mare
s’arrampicano in cima con quei ginocchi secchi
e tutto il mondo giu’ respirano
si fanno roccia
e al sole un’altra volta guardano
poi chiudono per sempre gli occhi gli stambecchi

e io ti chiedo perdono se
fratello a volte tu mi hai fatto male
io non potevo essere come te
un mago un angelo immortale

pace a noi che abbiamo avuto tanto
da smarrir la luce della semplicita’
quando poi si nasce e il primo grido e’ un pianto
e il bambino e’ un uomo
che il suo nome
non sa dire mai

nel buio della terra aspettano
finche’ lassu’ una notte piu’ irreale
come in una cattedrale
nell’aria antica cantano
per una sola estate le cicale

Virgilio cadde mentre era in volo sopra un prato
e le sue ali non si aprirono
guida di quei poeti
che un giorno si smarrirono
lui si che mi tratto’ da uomo e adesso e’ andato

ed anche noi ci lasciamo qui
Cucaio e non dobbiamo dirci niente
ci serve pure di arrivare qui
per ripartire nuovamente

pace a me che non so amare ancora
cio’ che ho e non so non amar quel che non ho
fermo sull’abisso tra il rischio e la paura
cosa non mi uccise
mi lascio’ la forza
di vivere

pace a te per quello che mi hai dato
e per tutto cio’ che tu non mi desti mai
e cosi’ da solo un cuore l’ho trovato
forse un mondo uomo
sotto un cielo mago
forse me

ora sono libero
un uomo
oltre

Claudio Baglioni

Che dire…chi mi conosce sa che Baglioni resta per me un mito, più che un mito, un sogno….
il sogno sognato della mia adolescenza smarrita, nella quale le sue canzoni avevano un posto speciale…mi hanno aiutato a sognare, a crescere, a soffrire persino riuscendo, con le sue parole, a dare un senso alle mie….
Questa canzone poi, così dolce, semplice e vera, la dedico a tutti quelli che amo.

Cliccate QUI se volete ascoltaerne una versione sublime.

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9 luglio 2006

Chi puo’ dimenticarlo? Oggi corre un anno. Un anno e’ trascorso, io sono ancora qui, con mille gioie da vivere, da assaporare…eppure, chi può dimenticarlo? Intorno erano grida di gioia, i calciatori alzavano la coppa, i tifosi si abbracciavano, saltavano, pensavano solo a quel momento, mentre io continuavo a sanguinare. Era la notte in cui scoprii che nn avrei avuto quel bambino, che nn sarebbe nato perche’ era gia morto. La notte seguente lo avrei perso in modo del tutto naturale, scivolo’ via senza fare troppo rumore, come accade troppe volte nel mondo. Oggi, a riguardare quel momento nel passato, non soffro come allora, ma ho i brividi nel pensare che un anno e’ passato, che mille anni passeranno e nn potro’ mai dimenticare quelle sensazioni, quelle paure, quella rabbia e quel vuoto lasciato dentro di me. Chi lo ha provato puo’ capirlo quanto poco basti x amare una creatura, anche senza conoscerla, senza averla mai vista, senza averla dal principio programmata…e quanto male faccia perdere quell’idea, quell’amore, quel desiderio di maternita’ che dentro di noi mai si sopisce. Anche ora, mentre stringo forte tra le braccia il bimbo che da poco e’ nato, ripenso a quel bimbo che non nacque mai, e allora lo stringo piu’ forte, come avrei voluto stringere l’altro, come se ancora potessi fare qualcosa per tenerlo con me, per riacciuffarlo da qualche parte dell’universo, dove ha preferito andare…Non posso farlo, purtroppo, ma ugualmente la mia mente va anche lì, a quanto sarei stata degna e fiera di essergli madre…a quanto dolcemente lo avrei cullato, abbracciato, amato. Ciao piccolo mio, è bello, in fondo, non dimenticarti.

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Non so chi eri, non so chi saresti stato.

Non so che faccia avresti avuto nè che sorriso l’avrebbe invasa.

Non so se il colorito delle tue guance sarebbe stato roseo o meno.

Non so che voce avresti avuto, nè che mani, o che piedi.

Non so quanto saresti stato grande o piccolo, nè quali parole avresti detto, nè come avresti camminato.

Tutte queste cose io non so e non sapro’ mai.

Non so e non sapro’ mai chi saresti stato.

Ma so chi sei.

Sei l’angelo che è venuto anche se per poco a mostrarmi quante sciocche futilità a volte mi buttino giù.

Sei l’angelo che ha dovuto tornare in cielo perchè troppo prezioso per stare sulla terra.

Sei l’angelo che mai lascerà il mio cuore e che sempre ricorderò chiamandolo : figlio.

al mio  bimbo mai nato 

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