20
mar
In vecchi diari leggo chiaro
il tedio e le sue mosse audaci
nella generale indolenza;
leggo il nome delle cose: diverso
e macchiato dal tempo, ruvido
dalle esperienze e stanco soprattutto.
Certo i piccoli mali quotidiani erano pure
pulsioni che tra respiri e battiti
facevano dell’esistere una modesta conoscenza.
Ora nell’attuale silenzio scorgi, se passi, solo
forse una primavera fresca, il leggero darsi
dei fiori alle altrui passioni, ché troppo è
tenersi per se stessi. (Pubblicata su Specchio de la Stampa 2001)
il tedio e le sue mosse audaci
nella generale indolenza;
leggo il nome delle cose: diverso
e macchiato dal tempo, ruvido
dalle esperienze e stanco soprattutto.
Certo i piccoli mali quotidiani erano pure
pulsioni che tra respiri e battiti
facevano dell’esistere una modesta conoscenza.
Ora nell’attuale silenzio scorgi, se passi, solo
forse una primavera fresca, il leggero darsi
dei fiori alle altrui passioni, ché troppo è
tenersi per se stessi. (Pubblicata su Specchio de la Stampa 2001)

