Nei suoi quadri c’e’ solo luce,momenti di convivialita’ e colore,tanto colore:Pierre Auguste Renoire e’ uno dei pittori che amo e che rappresenta quel movimento che diede impulso e vivacita’ all’arte pittoria ossia l’impressionismo.
Le sue tavole ritraggono uomini e donne colti nei loro momenti di intimita’ ,non a casa il nudo femminile era il soggetto predidello dal pittore.Chi non ricorda di aver visto almeno per una volta le mitiche “bagnanti” ritratte in piu’ quadri,distese a riposarsi dopo il bagno o intente a colloquiare tra loro distese su asciugamani di lino o ancora in procinto di asciugarsi!
Ho avuto il privilegio di vedere da vicino i quadri di questo pittore straordinario,al Musee d’Orsay a Parigi,dov’e’ per altro conservato anche il dipinto”Bal au moulin de la Galette”

Guardateli bene,non c’e’ nemmeno un’ombra,non vi fanno venir voglia d’estate?
Ho fissato a lungo questi quadri,fino aperdere il senso del tempo e ho capito che si puo’ comprendere la loro essenza solo guardandoli dal vivo,ad una giusta distanza per cogliere le figure,gli oggetti la natura,potuto notare l’immensa luce che sprigionano.Queste tele,come tutte quelle degli impessionisti,viste da vicino sembrano un’insieme confuso di pennella te di colore,decise e forti.Solo da lontano l’impressione e’ quella di un capolavoro,man mano che si fa un passo indietro si delineano le figure,gli sguardi,isorrisi,la confusione delle persone che chiacchierano tra loro ,dei bambini che giocano,del fragore del vento tra le foglie,della musica che suona…………………………………………………..
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(Da il sole 24ore,di Giovanni Santambrogio)

Di Giovanni Santambrogio,da “il Sole24Ore”
“A meta’ del Salmo 26 si leva un grido:”Il tuo volto Signore io cerco.Non nascondermi il tuo volto”.Sara’ il Cristianesimo,circa due secoli dopo,a tradurre in immagine il desiderio profondo che accompagna da sempre l’uomo di fede.E cio’ diventa possibile per l’incarnazione del figlio di Dio,uomo tra uomini.Il divino inimmaginabile assume sembianze che prendono la fisiognomica del tempo perche’ Cristo e’ il compagno di viaggio,come per i discepoli di Emmaus,ovvero e’ una presenza nella storia.E contro il movimento religioso degli iconoclasti che condannava la venerazione delle icone si pronunceranno il Concilio di Nicea del 787 e quello di Costantinopoli dell’869.La rappresentazione aiuta la preghiera,conforta e ricorda la concretezza della fede declinandola nel racconto dei Vangeli.Si capiscono le ragioni della chiesa romana ad incentivare l’arte…”.Flavio Caroli,ne il suo libro”Il volto di Gesu’ tenta di dare una risposta a quanti gli chiedono in quanti modi e’ possibile immaginare il volto di Gesu’.Un modo per raccontare i grandi pittori del passato,le loro ansie,l’estro e le passioni.Il pittore e’ un uomo calato nel suo tempo che da’ espressione al mistero.Fa scuola Michelangelo,che si e’ servito di un’ampia consulenza biblica per ritrarre i suoi soggetti. “

Michelangelo Buonarroti : Cristo Risorto. L’iconografia di questo Cristo è quella che è arrivata fino a noi nelle statue e nelle immaginette.
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Scritto da rossella – martedì 04 marzo 2008
Ho scoperto la bellezza dei quadri di Matisse nel 1999,quando la mostra sui cento capolavori dell’Hermitage e’ approdata da SanPietroburgo alle Scuderie del Quirinale.
Il capolavoro simbolo della mostra e’,per l’appunto,”La Danza” di Matisse,quest’immenso quadro,largo quasi due metri e lungo quasi tre,che rende perfetta l’idea portata avanti dal “fauvismo”ossia la corrente culturale a cui Matisse ed altri pittori dell’epoca appartengono.
Simpatica l’origine di questa corrente: nasce dalla definizione di un critico che, rivolgendosi agli autori che esponevano le proprie opere ad una mostra parigina del 1905, li definì come “belve”, in francese appunto FAUVES.
Prendendo il nome da questi artisti, nasce così una corrente dedicata alla pittura fiammeggiante e contrastante, colori dipinti con forte entusiasmo e carichi di passione. La natura selvaggia che caratterizza la corrente si manifesta attraverso pennellate dinamiche e colori forti che rendono espressive le opere in un contesto fantastico, gioioso nel colore e nell’emozione che esso lascia trasparire.La cosa che piu’ mi ha affascinata e’ la storia di questo quadro:un ricchissimo commerciante russo commissiono’ al pittore il compito di decorare lo scalo del suo immenso palazzo moscovita,che gia’ ospitava numerose altre opere dell’artista.Il tema della “Danza”fu proposto dallo stesso Matisse che lo concepi’ come parte di un trittico avente come soggetto stati d’animo diversi,che dovevano echeggiare in chi aveva visione di questi pannelli.
Matisse propone al committente una grandiosa decorazione,immaginandola atta a modificare lo stato d’animo di chi entrava nella casa.
Figure femminili che danzano tenendosi per mano a formare un girotondo ,a rappresentare l’eta’ dell’oro nella quale la natura e figura umana non solo si equivalgono,ma sembrano fondersi in una mistica unione.Matisse dice di aver scelto il piu’ blu’ dei blu’ per dipingere il cielo,e cosi’ vale per il verde della terra e il vermiglio vibrante dei corpi che danzano.
Chiudo gli occhi e vedo il lussuosissimo palazzo moscovita per cui il quadro e’ stato dipinto,vedo la “Danza” e poi la “Musica” al piano superiore,desidero fortemente far parte di quel mondo cosi’ innovativo e selvaggio che chiude le porte alla razionalita’ e le spalanca a Picasso.
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