Ecco una bella “Guida completa all’uccisione dei non-ebrei”, come l’ha ribattezzata il quotidiano israeliano Maariv. Il titolo originale dell’opera è “L’insegnamento dei Re”, dei rabbini ultra-ortodossi Yitzakh Shapira e Yossi Elitzu, e vi viene illustrata la dottrina che consente agli ebrei di uccidere i gentili (ossia i non-ebrei, quindi chiunque al mondo non si trovi nel novero dei 13 milioni e rotti di ebrei… in pratica, CHIUNQUE).
Vediamo gli estratti da due articoli su questo argomento, che mostra ancora una volta come la vera religione razzista e intollerante non sia l’Islam, ma l’ebraismo ultra-ortodosso (che costituisce la base ideologica del Sionismo, tra l’altro).
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1. La guida completa all’uccisione dei non-ebrei (con introduzione di Gilad Atzmon)
È abbastanza impossibile intuire l’enormità dei delitti compiuti contro l’umanità dallo stato ebraico in nome del popolo ebraico se non si approfondisce la conoscenza della cultura ebraica alla luce dell’insegnamento giudaico.
Il sionismo fu fondato come movimento secolare. Nacque per dare al popolo ebraico, ormai disperso in una diaspora avanzata, una “terra madre nazionale” tutta per sé. Ciononostante, esso contribuì particolarmente nel trasformare il Vecchio Testamento da un libro sacro a un registro secolare e terreno. Via via che si disvelano le barbarie commesse dallo Stato d’Israele, un continuum schiacciante viene stabilito tra le sue politiche assassine e l’odio giudaico per i goy- non ebrei.
Sarebbe giusto obiettare che l’insegnamento giudaico non è un qualcosa di monolitico. Come è noto, uno dei pochi collettivi ebrei che prendono le parti della Palestina si chiama “Torah Jews”, una setta di ebrei ortodossi. In altre parole, la Torah deve contenere al proprio interno un lato umanista e secolare.
Quanto segue è una recensione di Torat-ha Melekh, un “tipo di guida per tutti quelli che si chiedono se e e in quali casi è possibile togliere la vita a un non-ebreo”. È stata pubblicata da Ma’ariv, secondo giornale nazionale di Israele. È una lettura obbligata. Direi addirittura che tutti quei politici corrotti americani e inglesi che sono felici di prendere fondi da magnati israeliani e da altri “amici di Israele” farebbero meglio ad iniziare a capire con quale tipo di ideologia si stanno schierando. (segue)
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2. Rabbini agli USA: «Trattare gli arabi col metodo biblico» (da EFFEDIEFFE)
[...] Nel novembre scorso due famosi rabbini ultra-ortodossi, rabbi Yitzakh Shapira e Yossi Elitzur, che vivono nell’insediamento di Yitzhar presso Nablus, hanno pubblicato un libro (Torat ha-Melek, «L’insegnamento dei Re») che il quotdiano Maariv ha descritto come «la guida completa all’uccisione dei non ebrei» (2). In 230 pagine il libro delinea le regole halachiche che consentono l’omicidio dei goy. Il saggio è stato altamente lodato da altri ben più importanti rabbini, come Yitzhak Ginsburg, Dov Lior e Yaakov Yosef.
Eccone alcuni passi:
«In ogni caso in cui la presenza di un non-ebreo mette a rischio vite ebraiche, il non-ebreo può essere ammazzato anche se è un gentile giusto, e per nulla colpevole della situazione che s’è creata». «In ogni caso in cui la presenza di un non-ebreo metta in pericolo gli ebrei, può essere ucciso. Anche un civile che assiste ai combattenti può essere ucciso».
«Chiunque assista l’esercito del malvagio in qualunque modo è considerato un persecutore. Un civile che plaude alla guerra dà al sovrano e ai suoi soldati la forza di continuare. Dunque, ogni cittadino dello Stato che si oppone a noi che esprima soddisfazione per le azioni dei (suoi) soldati è considerato un persecutore e può essere ucciso. Allo stesso modo, chiunque indebolisca il nostro Stato con parole o simili azioni è considerato un persecutore».
Alla voce «Intralci» si legge:
«I bambini vengono trovati spesso in questa situazione (di intralcio). Essi ostacolano la via del soccorso con la loro presenza, e lo fanno del tutto forzatamente. Tuttavia, possono essere uccisi in quanto la loro presenza aiuta gli assassini. E’ giustificato uccidere bambini se è chiaro che essi cresceranno per danneggiarci, e in questa situazione possono essere colpiti deliberatamente, non solo nel corso di combattimenti con adulti».
C’è anche un capitolo intitolato: «Offesa deliberata di innocenti». Vi si spiega che coloro che semplicemente appartengono alla nazione nemica vanno considerati nemici, in quanto assistono gli assassini.
Nella conclusione, i due pii rabbini – dopo aver citato ampiamente passi del Talmud e rescritti halachici a sostegno – forniscono finalmente la propria opinione: «Nella legge religiosa abbiamo trovato che i non-ebrei sono generalmente sospettati di versare sangue ebraico; in guerra, questo sospetto diventa molto più forte. Si deve prendere in considerazione di uccidere anche i bambini che non hanno violato le sette leggi noachiche, per via del pericolo futuro che presentano se li si lascia crescere e divenire così malvagi come i loro genitori».
L’omicidio preventivo: siccome i gentili in genere sono sospettati a priori di ostilità nei confronti degli ebrei, si possono uccidere in tranquillità. C’è la presunzione di “volontà di uccidere” gli ebrei. Siamo oltre Minority Report, ma purtroppo questa è la realtà.
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