Il Dipartimento di Stato USA: “Israele è intollerante”

Scritto da huey in information

Il Dipartimento di Stato americano sentenzia: quella israeliana non è una società tollerante

Ad Israele mancano i più basilari requisiti per potersi considerare una società pluralistica e tollerante, secondo un recente rapporto del Dipartimento di Stato USA. Nonostante si vanti di favorire la libertà religiosa e la protezione di tutti i siti sacri, Israele in realtà si dimostra molto carente riguardo la tolleranza verso le minoranze, la parità di trattamento dei gruppi etnici, l’apertura nei confronti delle diverse correnti presenti nella società, il rispetto dei luoghi sacri e non. L’esauriente rapporto, redatto dall’Ufficio per la Democrazia, Diritti Umani e Lavoro del Dipartimento di Stato, sostiene che Israele discrimini gruppi di persone quali Musulmani, Testimoni di Geova, Ebrei Riformati, Cristiani, donne e beduini.

Il rapporto sostiene che la legge del 1967 sulla protezione dei luoghi sacri si riferisce a tutti i gruppi religiosi presenti nel Paese, Gerusalemme inclusa, ma in realtà “il governo istituisce norme a tutela esclusivamente dei siti ebraici. I siti non-ebraici non godono di tutela legale perché il governo non li riconosce come luoghi sacri.” A fine 2008, ad esempio, tutti i 137 siti ufficialmente riconosciuti come “sacri” da Israele erano ebraici. Inoltre, Israele ha approvato norme per l’identificazione, la conservazione e l salvaguardia dei soli siti ebraici. Molti luoghi cristiani e musulmani vengono considerati trascurati, inaccessibili o a rischio di sfruttamento da parte di imprenditori edili e delle autorità locali. Il rapporto chiede esplicitamente che questa pratica, divenuta routine in Israele e considerata inaccettabile nei paesi civili, venga corretta al più presto.

Tra i tanti esempi, il rapporto sottolinea come a più di 300.000 immigranti che non vengono considerati ebrei secondo la legge rabbinica non sia consentito contrarre matrimonio o divorziare in Israele o essere seppelliti nei cimiteri ebraici.

fonte: Haaretz

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