Sionismo – Solidarietà ad Antonio Caracciolo
(Angelo Pezzana e Fiamma Nirenstein, agenti sionisti in Italia)
Tanto tuonò che piovve.
Antonio Caracciolo, professore di filosofia presso l’Università “La Sapienza” di Roma, è l’ennesima vittima della tecnica dell’assassinio morale usata dai sionisti contro i propri avversari.
Da anni Caracciolo si occupa di monitorare, tramite il suo blog “Civium Libertas”, lo stato delle libertà civili in Italia, e soprattutto l’influenza dei sionisti nella repressione della libertà di informazione su alcuni temi, quali Israele e l’Olocausto. In particolare, Caracciolo è diventato un nemico dei sionisti da quando ha apertamente denunciato le tecniche di disinformazione e propaganda attuate dal sito “Informazione Corretta”, che al contrario di quanto farebbe supporre il nome è un’agenzia sionista che si occupa di promuovere l’immagine di Israele in Italia, attaccando sistematicamente ogni minima critica mossa alla politica neo-imperialista di Israele o alla religione laica dell’Olocausto (suo strumento di persuasione morale).
Caracciolo è stato più volte oggetto delle attenzioni degli agenti sionisti operanti in Italia, e già in passato più volte è stato attaccato per questo.
Ora, però, il livore accumulatosi nei suoi confronti ha raggiunto l’apice, e grazie al potere di influenza sui mezzi di stampa e sulla politica, i sionisti sono riusciti ieri a farlo finire sui giornali nazionali, in quanto “storico negazionista”. Il c.d. “negazionismo” è l’ennesima invenzione dei sionisti, che così come il termine “antisemita” serve come grimaldello per scardinare fatti ed opinioni scomode, costituisce un marchio d’infamia indelebile (che opera quindi a prescindere dal fatto di essere vero e/o provato).
Caracciolo, la cui opera seguo da anni, è uno dei pochi studiosi con la schiena diritta rimasti in questo Paese servo, più realista del re. Si è sfruttata la sua battaglia a difesa dei c.d. “storici negazionisti”, che ha una solida base ideologica, per additarlo in base ad un’oscura e misteriosa proprietà transitiva come “negazionista” a sua volta, prescindendo dal fatto che lui non ne condivida necessariamente le tesi tout-court, nonché senza analizzare la fondatezza delle tesi stesse: la religio holocaustica non lo consente.
Cosa dice Caracciolo, in sostanza? Che ogni storico, in una vera democrazia liberale, ha il diritto di svolgere le sue ricerche e di divulgarne i risultati, e che non si può mettere una “museruola preventiva”, in base all’argomento delle ricerche. Non si può decidere a monte quali ricerche storiche siano accettabili e quali invece no. In altre parole, ha denunciato i tentativi della lobby (riusciti in quasi tutta Europa), di decidere quali studi abbiano diritto di asilo e quali no. In Francia, in Germania, in Austria, in Svizzera vi sono studiosi detenuti semplicemente per aver sollevato dubbi sulla reale portata della c.d. “shoah”, sulla base di prove documentali e fatti. Ma questi dubbi non vengono confutati con contro-argomentazioni, confutando quindi i fatti con altri fatti uguali e contrari, semplicemente vengono additati come “vergognosi” ed “antisemiti”, e perciò esclusi dalla discussione a priori. E’ contro questa iniqua discriminazione che si batte Caracciolo.
E in questo sua battaglia, ha fatto “l’errore” di riportare sul suo sito stralci delle opere di storici considerati “negazionisti”, per analizzarne nel merito le tesi.
Secondo Caracciolo, infatti, tutte le tesi hanno diritto di asilo in una democrazia liberale, sarà poi il pubblico a selezionare automaticamente quelle che non ritiene credibili e/o accettabili. La censura preventiva, seppure con presunti nobili fini (impedire la rinascita di “rigurgiti neonazisti”), impedisce a qualsiasi democrazia di potersi definire tale.
Questo il vero “Peccato” di Caracciolo, imposto da quella religio holocaustica i cui guasti sono ben evidenziati nel libro di Finkelstein (storico ebreo) “L’industria dell’Olocausto”: aver preso le parti, da un punto di vista ideologico, dei perseguitati dalle norme anti-negazionismo, senza necessariamente sposarne le ricerche nel merito, ma pretendendo che quelle ricerche avessero diritto di asilo.
I sionisti hanno preso la palla al balzo, e Caracciolo è stato sbattuto in prima pagina come mostro “negazionista” con nostalgie neofasciste. Falso, ovviamente, ma non conta: il marchio d’infamia una volta imposto non può essere più rimosso. Ed ecco allora i politici romani mettersi in coda per denunciare lo “storico negazionista”, una sfilata vergognosa di servi della lobby.
Leggiamo e inorridiamo di fronte al potere pervasivo della lobby:
Il sindaco, Gianni Alemanno, che domenica volerà ad Auschwitz nell’ambito dell’iniziativa del Viaggio della Memoria, chiede che si prendano provvedimenti: “Mi attiverò con il rettore – ha spiegato – affinché il professore venga sospeso. Chiederò ovviamente accertamenti. Ho letto che è anche iscritto a un club di Forza Italia. Faremo verifiche anche in questo senso”. Per Alemanno il professore “o è in malafede o non ha nessun fondamento culturale”. Gli risponde subito Frati, che preannuncia provvedimenti: “Ringrazio il sindaco per la sollecitudine in questa circostanza. Ci stiamo attivando per valutare un provvedimento disciplinare nei confronti di Caracciolo”.
Il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, si dice certo che “sarà l’università stessa a reagire”: “Le notizie apparse oggi su Repubblica sono la drammatica conferma di quello che diciamo da tempo: la nostra missione è evitare che la memoria diventi storia e che si perda la forza che deve avere la comprensione dei fatti storici. La cosa che più mi preoccupa è che ci sono tanti casi di negazionismi non affermati con questa spudoratezza ma che vivono nell’ambiguità di posizioni di non coerenza, che sono anche peggiori di chi si assume la responsabilità di dirlo”.
Tra quanti chiedono l’allontanamento del docente, Flavio Arzarello, coordinatore nazionale della Fgci, e il presidente del consiglio comunale di Roma, Marco Pomarici, secondo il quale “non è tollerabile che determinate affermazioni circolino liberamente nella più grande Università europea, per di più, in un corso dove si insegna la filosofia del Diritto. Simili teorie possono generare odio e recrudescenze di antisemitismo è di tutta evidenza quindi che Caracciolo non è adatto all’insegnamento e va allontanato”. [...] Interviene anche il presidente della Regione, Piero Marrazzo, che vorrebbe “poter guardare negli occhi questo professore”, per potergli “trasmettere le immagini che io mi sono portato da Auschwitz, dallo Yad Vashem”. E, sulla linea di quanto affermato da Frati, che aveva auspicato un viaggio del docente a Dachau, Marrazzo dice: “Vorrei che lui andasse a Birkenau ed entrasse nella stanza dei bambini”. L’eco della notizia arriva anche al Festival Internazionale del Film, in corso a Roma e dove i fratelli Joel e Ethan Coen, nell’ambito della presentazione del loro ultimo lavoro, hanno commentato: “Mamma mia! Ci sono molti pazzi nel mondo, è molto strano sentire cose di questo genere in un contesto accademico”.
Come vedete, ci sono proprio tutti: quando la lobby dà il “la”, tutti cantano a tono.
Qui, nel mio piccolo, denuncio questo attacco vergognoso e indecente contro una persona seria ed integerrima, uno dei pochi in Italia che non ha paura della propria coerenza, al contrario dei nostri politici à la Fini e Alemanno, che saltano ogni volta che la lobby glielo ordina.
Qui l’autodifesa basita di Caracciolo, dalla quale traspare soprattutto lo stupore. Leggere anche i commenti può risultare utile.
E qui invece una lucida analisi del fatto da parte di Maurizio Blondet, considerato dalla lobby un “antisemita”, probabilmente con qualche fondo di verità, ma senza mai analizzare nel merito le sue “tesi” (altro caso di character assassination per evitare di argomentare).
Probabilmente, da oggi anche io entrerò nelle grazie di Pezzana & soci, e per aver difeso per principio la libertà di pensiero di un “filosofo negazionista” verrò elencato nel libretto nero dei corretti informatori sotto la voce “negazionista della Shoah“. Pazienza, fortunatamente sono in ottima compagnia (anche qui).
Chissà se riuscirò a vedere il giorno in cui saremo liberi dal giogo di questo ricatto morale…
Aiuto



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