Non tutti sanno che la maggioranza degli ebrei israeliani discende dal ceppo “ashkenazita”, e che i principali “capi storici” del sionismo hanno appunto origine ashkenazita. In base ad alcuni studi genetici, gli ashkenazi sarebbero di origine caucasica, convertiti all’ebraismo (uno dei rari casi di “conversione”) in epoca basso-medievale. Al contrario, gli ebrei sefarditi sono gli unici veri “eredi”, geneticamente ed etnicamente parlando, degli ebrei di 2000 anni fa. Essi vivono prevalentemente in Nord Africa, e nella penisola arabica, e sono dei “parenti scomodi” degli ebrei caucasici, poiché scuri di pelle e del tutto simili ai loro compatrioti arabi e musulmani. Addirittura, ci sono ebrei sefrarditi di colore, provenienti da Etiopia ed Eritrea, che vengono trattati da “paria” in Israele (i negri sono negri, eccheccavolo!).
Negli ultimi decenni, gli ashkenaziti hanno fatto di tutto per eliminare o ridurre a ceppi secondari e minoritari le comunità ebraiche “poco caucasiche” sparse per il mondo, accanendosi soprattutto contro quelle africane, razzialmente “scomode” in quanto scure. Tra queste, gli ebrei sefarditi sono stati vittime di una vera e propria pulizia etnica, posta in essere allo scopo di preservare la “purezza” della razza ashkenazita (ricorda qualcosa? qualcuno ha detto “eugenetica“?…). Tanto è vero che negli ultimi venti anni il dibattito sulla discriminazione dei sefarditi è diventato frequente argomento di discussione nella società israeliana.
Per cui, prima di beccarmi l’ennesima (falsa) accusa di “antisemitismo” (qualunque cosa significhi, dacché i “semiti” strettamente parlando sono anche e soprattutto i palestinesi e le altre popolazioni arabe della regione), voglio chiarire che esistono solide ed incontestabili evidenze storiche su questo genocidio programmato: decine di migliaia di bambini sefarditi, soprattutto marocchini, e yemeniti attirati in Israele dopo la nascita dello stato ebraico, e bombardati di proposito con radiazioni alla testa. Così da poter dare un sostegno fattuale, oggi, all’idea che siano “ritardati”, e che sia tutto sommato giusto considerare gli ebrei del ceppo sefardita come “inferiori” intellettualmente rispetto agli ashkenazi (eugenetica, di nuovo).
La questione dello sterminio e dell”‘apartheid” degli ebrei sefarditi la conoscevo già, ma un articolo pubblicato oggi da Blondet mi ha illuminato su alcuni raccapriccianti dettagli che ignoravo. L’articolo si basa essenzialmente sul documentario trasmesso nel 2004 da un TV israeliana, “The ringworm children” (o “100.000 rays”, titolo originale ebraico), sul quale comparve una recensione qui.
Ecco alcuni brevi estratti dell’articolo di Blondet:
Nel 1951 il dottor Chaim Sheba, direttore generale del ministero della Sanità, fece un viaggio in America. Ne tornò con sette macchine a raggi X fornite dall’esercito USA. Queste macchine furono usate per irradiare un enorme numero di bambini ebrei sefarditi – si dice fino a centomila – quasi tutti provenienti dal Marocco, le cui famiglie erano state convinte a fare «il ritorno» in Israele. A ciascuno di questi bambini fu somministrata 35 mila volte la dose massima consentita di radiazioni, concentrate sulla testa. [...] Per ingannare i genitori, fu detto loro che le irradiazioni servivano per curare un parassita cutaneo, la tricofizia dello scalpo.
I bambini furono caricati su pullman per «gite scolastiche». Almeno 6 mila di quei bambini morirono subito dopo le somministrazioni; molti altri sono morti nel corso degli anni per tumori. Alcuni sono ancora vivi, ormai anziani, e sofferenti di gravi disturbi, dall’Alzheimer alla cefalea cronica, dall’epilessia alla psicosi.
L’episodio non è la fantasia di un «antisemita». E’ stato l’oggetto di un documentario, «100.000 Radiations», prodotto nel 2003 dalla Dimona Productions Ltd. (Dimona è il luogo delle installazioni atomiche giudaiche) registi Asher Khamias e David Balrosen, produttore Dudi Bergman. Il 14 agosto 2006 l’ha persino trasmesso la TV israeliana Canale 10. Il documentario intervistava diversi superstiti. Una vecchietta marocchina che ricorda di quel che sofferse da piccola: «Urlavo: mal di testa vai via, mal di testa vai via, vai via… Non andava mai via». Un sessantenne che ne dimostra venti in più, piegato in due mentre cammina esitante per la strada: «Devo zoppicare per non cadere in avanti. Mi hanno tolto la giovinezza, con quei raggi». Una donna con la faccia tutta storta: «Tutti e tre i miei figli hanno la mia stessa forma di cancro. E’ una coincidenza?». [...]
Una infermiera che aveva partecipato all’operazione: «Ce li portavano (i bambini) in file e file. Anzitutto, gli rasavano la testa e la ungevano con un gel che bruciava. Poi gli mettevano una palla fra le gambe e gli dicevano di non lasciarla cadere, così non si potevano muovere. Io indossavo il grembiule al piombo, ma per loro non c’erano indumenti protettivi. Mi era stato detto che era un trattamento per la tricofizia. Avessi saputo il pericolo che quei bambini affrontavano, mai avrei cooperato, mai!».
Parla anche un ebreo di nome Davi Deri, che si ricorda di quando era bambino: «Ero in classe e vennero delle persone per portarci in un giro scolastico. Fecero l’appello, ci chiesero i nostri nomi. Ai bambini askhenazi dissero di tornare al loro banco. Solo i bambini di pelle scura furono portati nel bus». [fonte e articolo completo]
E qui il documentario citato, “The ringworm children”, del quale riporto solo la prima parte (le altre sono su Youtube):
Questi sionisti ashkenazi (nazi = omen est omen?) sono peggio del dott. Mengele, insomma.
Sarà a questo che si riferiva lo storico Ilan Pappe (ebreo israeliano in esilio in Francia), quando in chiusura di un convegno tenuto a Roma qualche giorno fa, ha detto che “si è antisemiti se non si è antisionisti” e che in cuor suo ogni onesta coscienza non può che essere antisionista.
Oggi è la giornata della memoria, bene, ricordiamo anche questi poveri bambini uccisi o resi “handicappati” dall’eugenetica sionista. Che non ha niente da invidiare a quella nazista.
Per saperne di più, qualche vecchio articolo in inglese:
1. The Ringworm Children: How the Israeli Government Irradiated 100,000 Israeli Kids
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2 marzo 2009 alle 13:58
LO STERMINIO
…Ossa d ‘occhi nella tormenta…Fosse e luoghi dove le ali tormentano l’uomo…
All’angelo piaceva
Commemorare
Le sfortune
Dei deportati
E lì,
Lì su quei campi
In sé
L’incarnava
Così come si sdegna
La fortuna
Su l’umida vergogna
Di masse istintive ,
Inumane , recidive
E stragi di schiene missive
Nella ricchezza di razza-
All’angelo del progresso
L’inserimento
E le cicatrici
Sono frustate di gas
Lungo il cunicolo
Del respiro,
Lungo il bruciore
Dello stomaco
In conflitto…
Con l’angelo del calore
Cuore e colore-
All’angelo del regresso
Libri di carne
Il servizio per distribuirne
Le grida nei campi
Con esequie informazioni
Di un binario in crampi
E l’orario infornato deiezioni-
All’angelo impopolare
L’altare per rileggersi
La vita… e il suo vangelo-
Alle vittime
Dell’OLOCAUSTO,
Adorno il mio Angelo-
Da “Il cuore degli Angeli”
di Maurizio Spagna-
Maurizio Spagna
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L’ideatore, Scrittore e Poeta-