Ecco un ottimo esempio di quanto i nostri democratici governanti eurocrati (non eletti, ça va sans dire, tra i quali annoveriamo anche Morfeo Napolitano) tengano in considerazione la democrazia diretta e la volontà degli elettori: se questo non disvela appieno la farsa della “democrazia”, non so davvero cosa possa aprire gli occhi ai votanti felici, illusi che il loro voto sia consapevole o che conti qualcosa.
by Bruno Waterfield in Brussels
L’estensore della Costituzione europea dice che i referendum possono essere ignorati
I futuri referendum saranno ignorati sia che siano tenuti in Irlanda che in qualsiasi altro paese, ha affermato Valéry Giscard d’Estaing, l’architetto della Costituzione della UE
“Stiamo operando verso l’introduzione del voto a maggioranza perché finché esiste l’unanimità, non combineremo niente” ha detto “E’ impossibile operare ad unanimità con 27 membri. Questa volta è stata l’Irlanda, la prossima sarà qualche altro (Paese). L’Irlanda è l’1% della UE”.
Certo, è l’1%, ma questa cifra è fuorviante: infatti solo a quell’1% è stato permesso di dire la sua sul becero Trattato, e guarda caso ha detto NO. Se fossero indetti referendum in OGNUNO dei 27 stati membri, ho come il sospetto che quell’1% diventerebbe una cifra di assoluto rispetto, con ogni probabilità superiore al 50%.
Del resto, è ovvio che gli eurocrati al servizio dei banchieri hanno paura dei referendum, altrimenti perché dopo la doppia bocciatura di Francia e Olanda della Costituzione avrebbero preso la strada subdola del “Trattato” per reintrodurla pari pari, ignorando e bypassando il voto popolare?
Questo è il concetto di “democrazia” dei nostri eurocrati: hanno deciso che l’Europa debba farsi secondo IL LORO modello, e si farà, anche se i popoli non sono d’accordo.
Questa arroganza traspare anche dalle parole dello stesso Giscard d’Estaing:
Giscard d’Estaing ha anche ammesso che, a differenza del suo Trattato sulla Costituzione originale, il Trattato di Lisbona è stato confezionato ad arte per confondere il pubblico.
“Quel che abbiamo fatto con il Trattato [di Lisbona] è stato di mescolare tutto, deliberatamente. Se ad esempio diamo uno sguardo ai passaggi sulle istituzioni, [notiamo che] si trovano in sezioni diverse, in pagine differenti” ha affermato. “Chi volesse provare a comprendere come funzionano le cose, potrebbe farlo con il testo della Costituzione, ma non con questo”.
Complimenti, ci stanno prendendo per i fondelli e lo ammette candidamente.
Francia e Germania stanno facendo pressioni sull’Irlanda affinché tenga un secondo referendum che consenta al trattato di Lisbona di entrare in vigore prima delle elezioni europee del 4 giugno 2009.
Giscard d’Estaing crede che “non ci sono alternative” ad un secondo voto irlandese [per la serie: dovete dire sì per forza, anche se non lo volete], un punto di vista condiviso da Nicolas Sarkozy, il Presidente francese.
Sarkozy, che subentrerà nella presidenza della UE la settimana prossima, utilizzerà il summit di Bruxelles del 15 ottobre prossimo per costringere [sic!] l’Irlanda a trovare una soluzione all’approvazione del Trattato europeo. “Siamo tutti concordi sul fatto che bisogna risolvere la questione prima delle elezioni europee” ha detto la scorsa settimana.
Václav Klaus, il presidente ceco, ha invece insistito sul fatto che il Trattato di Lisbona “non può entrare in vigore” dopo il voto irlandese. “La UE non può ignorare le sue stesse norme: il Trattato di Lisbona è stato totalmente e democraticamente bocciato dall’Irlanda, e perciò non può entrare in vigore” ha affermato in un’intervista al giornale El Pais. “Ogni tentativo di ignorare questo fatto facendo ricorso a pressioni e manipolazioni politiche per portare avanti il Trattato avrebbe conseguenze disastrose”.
Anche Mark François, il portavoce dei Conservatori per l’Europa, ha insistito [sul fatto che] “è ora che i politici europei comincino a rispettare il NO dell’Irlanda. Il popolo irlandese ha affermato un sonoro NO al Trattato con un’affluenza record e sarebbe corretto da parte dei politici di ogni Paese rispettare questa decisione democratica” ha detto. “La questione ci è molto chiara qui in Gran Bretagna, dal momento che gli irlandesi sono stati fortunati, essendogli stata fornita l’opportunità di un referendum che invece a noi è stata negata dal nostro governo”.
Un sondaggio d’opinione del giornale Libération ha mostrato che il 44% dei francesi vorrebbe che l’Irlanda votasse di nuovo mentre il 26% vuole che il processo di ratifica continui anche senza l’Irlanda. Tuttavia, un quarto degli intervistati vorrebbe abbandonare il Trattato e il 52% è convinto che il NO irlandese dominerà la presidenza Sarkozy della UE.
Non credo servano ulteriori commenti: lo Stato parafascista paneuropeo s’ha da fare. Punto.
Aiuto



30 giugno 2008 alle 21:19
Ciao Freeman, innanzitutto complimenti per questo blog, davvero una bella fonte di informazioni.
Leggendo questo articolo, e specialmente leggendo il nome “Giscard d’Estaing”, non posso che pormi una domanda: ma cosa vuole, questa gente?
Intendo, cosa vogliono dalla loro vita?
Stanno lì a complottare in allegria e a tramare da una vita intera, da decadi, e non si fermano nemmeno quando raggiungono età venerande.
Forse credono davvero di essere immortali, o forse la loro devozione ha davvero un qual che di religioso.
Difficile trovare risposte “logiche”.
Mah.
Un caro saluto a te
30 giugno 2008 alle 23:07
Hey,
che bella sorpresa trovarti da queste parti, non sai che piacere mi fa vederti frequentare il mio piccolo playground personale.
La domanda che mi fai, me la pongo tutti i santi giorni anche io: ma chi glielo fa fare a questi signori?
Purtroppo, noi poveri essere umani ordinari siamo abituati a ragionare con le nostre altrettanto “ordinarie” categorie, e dubito che riusciremmo mai ad identificarci con persone che fanno del perseguimento del potere assoluto una sorta di religione. E forse, alla fine, è proprio questa l’essenza della massoneria luciferina e di ogni dominazione dell’uomo sull’uomo, passata e futura: la corruzione del potere, l’assuefazione alla dominazione.
Non possiamo comprenderli, e forse anche per questo combatterli è così difficile.
Il che non vuol dire cedere le armi senza dare battaglia, ma solo che la battaglia sarà molto dura.
Anche se è probabilmente persa in partenza, fa piacere combatterla quando si hanno dei compagni onorevoli e valorosi al fianco.
Com’è che dici? Blessed be.
Così sia.