M.O. – La decapitazione di Nick Berg: l’ennesimo falso?

Scritto da huey in 11 settembre, Irak, Medio Oriente, information

Non credo ci sia bisogno di rievocare le terribili immagini del cittadino americano Nick Berg vittima degli sgozzatori estremisti islamici: all’epoca fecero il giro del mondo su tutti i TG, e servirono a creare una sorta di “consenso morale” e di effetto “necessità“, onde chiudere tutti e due gli occhi sulle brutalità delle guerre in Medio Oriente che sarebbero seguite.

Oltre a ciò, quel terribile video divenne l’emblema dello “scontro di civiltà“, tra occidente “evoluto e democratico” e l’islam “violento e intollerante”, visione semplicistica e perlpiù falsa, utile a chi, volendo mettere le mani sul Medio Oriente, non trova di meglio che crearlo e fomentarlo, quello scontro.

Ma torniamo a noi: dopo alcuni studi compiuti su quel filmato, qualcuno ha esaminato il video e constatato che i conti non tornano.

Vediamo cosa dicono nell’articolo che pubblico di seguito (fonte).

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Il falso video della decapitazione

Ci sono ormai prove evidenti secondo cui il video della decapitazione del 26enne Nick Berg da parte di presunti membri di al-Qaida sia una completa frode. Il vero Nick Berg può essere morto o meno, ma il video non e’ altro che un falso. Questa e’ la conclusione di La Voz de Aztlan dopo un’analisi sequenza per sequenza da parte di esperti in medicina e di montaggio cinematografico in tutto il mondo, che hanno scaricato, visto ed analizzato il video. Migliaia di persone in tutto il mondo hanno fatto richiesta di copia del video, che sta rapidamente sparendo da Internet, dopo un servizio secondo cui la decapitazione di Berg era stata dichiarata un falso da medici.

Con l’avvento di internet, dei computer e di sofisticati programmi, e’ diventato sempre più difficile per i governi tenere gli occhi chiusi ai loro cittadini. L’internet ha essenzialmente permesso a gente amante della libertà in tutto il mondo di formare reti di comunicazione che possono competere con le migliori agenzie governative d’intelligence. Questo e’ stato senza dubbio il caso del video amatoriale che mostra cinque falsi membri di al-Qaida che partecipano alla decapitazione di Berg, ideata essenzialmente per deviare l’attenzione dagli scandalosi abusi sessuali avvenuti all’interno della prigione di Abu Ghraib. Le prove dimostrano che il video della decapitazione e’ stato girato all’interno di Abu Ghraib.

E’ oggi  noto che il provvidenziale video della decapitazione fu inviato da Londra ad un website oggi defunto di un server locato in Malesia. Il sito http://www.al-asnar.biz fu chiuso non appena le agenzie di notizie più conservatrici, come la CNN e la Fox TV furono avvisate. Queste due reti non persero tempo nel trasmettere titoli secondo cui “Terroristi Islamici Decapitano un americano in Iraq”. Entro pochi minuti, le reti locali americane da New York a Los Angeles gridavano contro “gli animali musulmani che tagliano la testa ad un americano” e mostravano solo brevi frammenti del video. Le stazioni radio filo-sioniste di Los Angeles hanno passato letteralmente giornate intere a parlare della barbarie musulmana e della necessità di supportare la guerra in Iraq.

La Voz de Aztlan si insospettì quando vide la prima immagine di Nick Berg seduto di fronte ai suoi sequestratori su una sedia di plastica bianca che sembrava molto familiare. Anche la tuta arancione indossata dall’ostaggio nel video sembrava familiare. La Voz de Aztlan e’ molto fortunata ad avere un vast seguito di lettori che utilizzano sia la posta eletronica sia il “News-Tip-Form” sulla nostra homepage per inviarci informazioni. Entro pochi minuti ricevemmo l’URL da cui potemmo scaricare l’intero video originale della decapitazione. Immediatamente dopo aver visto il video, capimmo che molte cose nel video stesso sfidavano la più elementare logica.

Alcune anomalie divennero evidenti solo dopo aver analizzato attentamente il video. Molte di queste ci sono state inviate dai nostri lettori, che hanno risposto dopo aver analizzato il video a loro volta. Per favore, fate riferimento alle foto pubblicate, insieme con l’articolo, sul nostro sito all’ http://www.aztlan.net/berg_abu_ghraib_video.htm , per quello che concerne le anomalie, descritte ed enumerate sotto.

Foto 1 – Un fotogramma dal video

Foto 2 – Le tute arancioni di Guantanamo

1: Osservate la tuta da prigioniero della Polizia Militare USA che Berg indossa nella foto 1. La tuta arancione di Berg  e’ identica a quelle fatte indossare ai prigionieri islamici a Guantanamo Bay, come indica la foto 2.

Foto 3 – Paragonate questa sedia con quella della foto 1

2: Guardate la sedia di plastica bianca su cui Berg e’ seduto nella foto 1. E’ identica alla sedia su cui e’ seduta la famigerata soldatessa England nella prigione di Abu Ghraib, come mostra la foto 3. La stessa sedia può essere vista nell’orrenda foto in cui un militare USA sta sodomizzando con un dito un prigioniero di guerra iracheno nell’angolo destro in alto della foto 4. Inoltre, può essere vista in basso, nell’angolo sinistro della foto 5.

3: Il colore e la struttura del muro nelle sequenze del video che noi riportiamo nelle immagini 1 e 6 sono le stesse della prigione di Abu Ghraib, come mostra la foto 4.

Foto 4 – Guardate il muro, la sedia ed il cappello cerchiato,

Foto animata 7 – La prova più evidente

4: La prova più evidente del fatto che il video e’ stato girato ad Abu Ghraib può essere ottenuta attraverso un’analisi del video, sequenza dopo sequenza. La Voz de Aztlan lo ha fatto e sono uscite fuori dei fotogrammi difficili da notare se il video viene trasmesso a velocità normale. Verso la fine del video, ai fotogrammi 9306-9368, una persona con un berretto militare USA sporge nel video un quarto della parte sinistra della sua testa. Si vedono il collo, l’orecchio sinistro, e parte del berretto e della visiera. Abbiamo preparato una gif animata solo con i fotogrammi di rilievo che li mostrano chiaramente (vedi foto animata 7). Guardate al lato della mano destra, come se qualcuno con un berretto militare, probabilmente con una seconda videocamera, fa sporgere il capo nel video. Paragonate questa gif con il militare il cui berretto e’ cerchiato nella foto 4.

Foto 5 – Si guardi la sedia di plastica bianca
Foto 6 – I cinque falsi terroristi di al-Qaida da un fotogramma del video

Chiunque veda il video capisce che e’ un falso. I cinque presunti terroristi sono falsi. Quello che appare sull’estrema destra della foto 6 e’ grasso ed indossa pulitissime scarpe da tennis. Non e’ il caso di un combattente di al-Qaida. Inoltre, la foto 6 mostra che almeno tre di essi indossano giubbotti anti-proiettile. Avete mai visto membri di al-Qaida che indossano pesanti giubbotti anti-proiettile? Guardate il modo in cui essi indossano: sembrano mascherati per Halloween

Per adesso, i media correnti stanno totalmente ignorando tali prove. Speriamo che presto, qualche editore di animo abbia il coraggio di convogliare queste importanti informazioni al grosso del pubblico americano. La nazione deve sapere chi era e cosa e’ realmente accaduto a Nick Berg.

traduzione a cura di www.arabcomint.com
http://www.aztlan.net/berg_abu_ghraib_video.htm

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Geopolitica – Notizie sparse

Scritto da huey in information

Pubblico un po’ di tasselli “disordinati”, ai miei due lettori il compito di unirli…

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- Fisico Nucleare assassinato in IRAN: il mestiere più pericoloso del mondo.

- “Non vi crediamo!”- Un giornale economico tedesco mette in discussione l’11/9

- Il colpo di stato contro Ceausescu: organizzato in combutta tra URSS e USA.

Altro che “rivoluzione del popolo” (poi però se scrivi che le rivoluzioni dal basso non esistono ti chiamano qualunquista…)

- Fallito attentato di Natale + Al-Qaeda in Yemen = CIA? (qui, articolo in inglese)

- Turchia ed Israele ai ferri corti: Erdogan e Gul, il coraggio di chiamare le cose col loro nome (anche qui)

- Blogghete!! – Mani Pulite: come ebbe fine l’Italia

Per chi non lo avesse ancora visto, metto qui questo illuminante intervento di Benito Livigni, che fu assistente personale di Enrico Mattei. Può servire a chiarire a cosa sia veramente servita “Mani Pulite”, l’operazione giudiziaria che all’inizio degli anni ’90 cancellò la vecchia classe politica italiana allo scopo di sostituirla con un apparato fedele ai poteri bancari e finanziari americani. Livigni chiarisce alcune finalità e implicazioni di questa operazione, che, con la complicità dei media e dei congiurati del vecchio PCI, svendette alla Goldman Sachs e alle compagnie petrolifere internazionali l’intero patrimonio pubblico italiano. Oltre, naturalmente, alla nostra dignità di nazione e al nostro futuro.

Immagine anteprima YouTube

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Di Pietro si rassegni, altro che “falso dossier CIA”…

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M.O. – Joe Fallisi, l’eroe italiano di Gaza

Nel consueto silenzio assordante dei media, l’Egitto ha represso a suon di idranti, sassi e manganelli la marcia per Gaza alla quale migliaia di cittadini stranieri avevano tentato di dare vita (peraltro l’Egitto l’aveva inizialmente autorizzata). E’ ben strano come in questo caso nessun Fini o Frattini si stracci pubblicamente le vesti come hanno fatto per la repressione delle manifestazioni in Iran.

Evidentemente, per Mubarak vale sempre la massima “Sì, è un bastardo, ma è il NOSTRO bastardo”, emblema del doppiopesismo che notoriamente contraddistingue l’ipocrita opportunismo “diplomatico” occidentale: i “regimi” dispotici sono tali solo se non al servizio dell’Occidente, è chiaro.

Di seguito pubblico un’intervista apparsa sul web a Joe Fallisi, noto tenore italiano nonché uno dei promotori per la marcia di Gaza, assieme al deputato britannico Galloway (già bandito dal “democratico” Egitto come persona non grata), arrivato al suo quindicesimo giorno di sciopero della fame per denunciare i crimini compiuti da Israele e dall’Egitto ai danni dei palestinesi di Gaza.

Tra questi crimini, c’è la costruzione di una barriera in acciaio per impedire il transito da Rafah e chiudere definitivamente i palestinesi di Gaza nel loro infame ghetto, dove si spera si decidano finalmente a crepare al più presto a maggior gloria di Eretz Israel. Ma che deve fare uno stato “democratico” per liberarsi dei “terroristi” palestinesi? Li bombardi (con fosforo e uranio impoverito), gli impedisci di lavorare, gli spari addosso se vanno nei campi a raccogliere i miseri frutti della terra, li mitragli dalle motovedette se si avventurano a pescare, gli togli elettricità, acqua, medicine, cibo, istruzione e lavoro… niente, quelli non ne vogliono sapere di togliersi di mezzo. Finirà che ad Israele toccherà impiantare qualche forno crematorio…

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INTERVISTA A JOE FALLISI

IN SCIOPERO DELLA FAME

– per poter entrare in Gaza –

Sara Venturini

Cairo, 08/01/2010

Siamo nella stanza del ‘Sun Hotel’ del Cairo dove Joe Fallisi, tenore italiano e attivista per i diritti umani, sta facendo lo sciopero della fame oramai da 12 giorni in attesa di un lasciapassare delle autorità egiziane per recarsi nella Striscia Di Gaza.

Joe, so che sei stato in ospedale questa mattina per dei controlli, come sono le tue condizioni fisiche ?

Sono un po’ stanco, però va bene. M’avevano proposto di trattenermi fino a domani sera in osservazione, ma ho preferito rientrare in albergo e sentirmi più libero.

Vuoi raccontarmi come è nata l’iniziativa dello sciopero della fame?

Lo sciopero è iniziato subito il 28 dicembre, il giorno in cui ci siamo recati al piazzale dove dovevano esserci i bus per Rafah e lo abbiamo trovato vuoto per ordine e intimidazione del governo egiziano. Alla proposta dell’ottantacinquenne Hedy Epstein di iniziare uno sciopero della fame come azione di protesta verso chi finora ci ha negato la possibilità di entrare a Gaza ed è anche responsabile di tre anni di assedio della Striscia, vale a dire Egitto e Israele, ho aderito subito.

Ad oggi sei rimasto l’unico a continuare lo sciopero. Cosa ti spinge ancora a farlo?

Durante uno degli ultimi incontri della Gaza Freedom March ho annunciato pubblicamente in piazza la mia volontà di terminare lo sciopero solo nel momento in cui avessi toccato il suolo di Gaza o, se questo non fosse avvenuto, sull’aereo di ritorno. È una promessa che manterrò.

Quali sono le motivazioni alla base di questa tua coraggiosa scelta? Scioperi per chi e per cosa?

Protestare per Gaza credo sia particolarmente importante perché la situazione che vive da troppo tempo la Palestina Occupata e in particolare la popolazione lungo la Striscia è il punto focale di tutte le ingiustizie del mondo. E attorno ad essa ruota il destino del mondo. Quel che ha subito Gaza nei 22 giorni di attacchi unilaterali e assassini dell’entità sionista (durante i quali, lo ricordo, è stato massacrato un millesimo della popolazione complessiva – l’equivalente, in Italia: 60.000 individui) e quel che subirà a causa della decisione egiziana di costruire il muro di ferro per impedire il passaggio di merci, beni e persone sono gli ultimi atti di un’infamia che oggi non ha eguali.

Dietro ciò che accade a Gaza ci sono la menzogna, l’iniquità e l’orrore umani. Menzogna radicale, perché il mondo finge che si tratti di una situazione di quasi normalità mentre invece non lo è nel modo più assoluto. Da una parte c’è un esercito che con mezzi militari ultramoderni e micidiali opera la decimazione progressiva degli assediati, dall’altra una popolazione che cerca solo di sopravvivere e di difendersi, senza averne mezzi.

Tale situazione assomiglia sempre più a quel che i tiranni bolscevico- stalinisti e nazisti hanno inflitto gli uni all’Ucraina e al Kuban, quando furono sterminati per fame coatta milioni di contadini, o quando venne assediata Varsavia dagli altri. In entrambi i casi ci fu uno strangolamento che impedì qualunque possibilità di fuga, anche allo scopo di affamare a morte e sfinire la popolazione. Così come avviene oggi a Gaza, con l’aggravante di attacchi militari bio-ecocidi del tipo di quello dell’anno scorso e dei prossimi in preparazione.

L’assedio di Gaza si fa ogni giorno più terribile. Gli abitanti della Striscia non possono neppure coltivare né pescare perché vengono attaccati ogni giorno.

E c’è persino qualcosa di molto peggio degli esempi storici prima citati. Qui l’esercito dell’occupante sionista utilizza, come ormai è divenuto usuale, armi che vanno a compromettere le fonti stesse della vita (la terra, l’aria, l’acqua), in particolare, ma non solo, attraverso l’uso criminale dell’uranio impoverito. Così che iniziano a nascere bambini deformi. Inquinano alla radice e per centinaia e centinaia di anni, se non per sempre, l’intero ciclo vitale e riproduttivo. Questo è il più grande crimine di guerra: da Hiroshima e Nagasaki, al Vietnam, ai Balcani, al Libano, alla Palestina, all’Iraq, all’Afghanistan, al Pakistan. Mai prima l’umanità aveva subito atti tirannici di questa portata.

Quando calarono i Mongoli fin dentro all’Europa fecero tabula rasa. Ma quando se ne andarono la vita ritornò. Oggi i nuovi barbari “progressisti” lasciano dietro di sé la morte radioattiva.

Oltre al bisogno di giustizia per palestinesi, ci sono altre ragioni, personali, che ti legano ai destini del popolo di Gaza?

Ho raggiunto Gaza due volte, unico cantante lirico al mondo ad aver avuto la possibilità, il piacere e l’onore di cantare al Teatro Shawa di Gaza city. Di questo potete trovare testimonianza nei video su youtube dei miei due concerti. La prima visita risale all’ottobre 2008. Arrivai a Gaza via mare su ‘Dignity’, col secondo viaggio, vittorioso, di Free Gaza. La volta successiva fu lo scorso marzo quando entrai dal valico di Rafah con il convoglio Lifeline promosso da George Galloway. Sono stato accolto in maniera meravigliosa, come un fratello, e ora i Gazawi sono i miei fratelli. Farò tutto quel che mi è possibile per aiutarli.

Alla luce della dura repressione del governo egiziano contro gli attivisti della Gaza Freedom March ai quali non è stato permesso di entrare a Gaza, cosa pensi di tale governo?

L’asse del potere dell’Occidente e del Nord del mondo predone consiste nella triade USA, Gran Bretagna ed entità-Lobby sionista. Sono loro che decidono gli assetti mondiali. Decidono chi e cosa è ‘politically correct’ oppure no, chi può rimanere (al potere) e chi se ne deve andare.

Mubarak è solo un servo di questo potere più ampio. Le sue azioni sono finalizzate ad ottenere la garanzia della propria sopravvivenza. La decisione di costruire un muro, sopra e sotto terra, al confine di Rafah, distruggendo i tunnel che consentono agli abitanti di Gaza di sopravvivere, è in vista delle prossime elezioni presidenziali.

Con la visita di Netanayahu al Cairo proprio il giorno seguente alla nostra ipotetica partenza, e in contemporanea con una marcia di pacifisti israeliani contro l’occupazione, consentire l’accesso a Gaza dei 1.300 internazionali avrebbe significato una svolta, di cui non esiste nessuna premessa, all’interno del regime egiziano. Nutrivamo false speranze.

Quando hai deciso di partecipare alla marcia credevi che questa iniziativa di solidarietà internazionale avrebbe apportato un qualche cambiamento alla situazione in cui sono costretti gli abitanti di Gaza?

Gaza ha bisogno di riaprirsi da tutti i lati al mondo esterno, come è stato per secoli. Noi internazionali possiamo rappresentare uno stimolo affinché questo assedio venga rotto.

Sono partito augurandomi di poter rientrare nella Striscia, portare degli aiuti e tenere un terzo concerto. Più i giorni passavano, più mi rendevo conto che la nostra speranza era un’illusione.

Faccio appello alle donne e agli uomini di buona volontà. Bisogna insorgere dal basso. Il Free Gaza Movement, così come Viva Palestina, sono l’esempio di iniziative giuste, coraggiose e fantasiose che vengono dalla base della società civile. Bisogna attivarsi in prima persona per la causa universale dell’equità, unire le proprie forze e organizzare iniziative di solidarietà vera al di fuori di ogni imbrigliamento istituzionale. È il buon vecchio metodo anarchico che deve tornare attivo. Non occorrono ‘leaders’, servono uomini e donne con senso della giustizia e della dignità.

So che hai tentato la via per Al Arish, la città egiziana più vicina al confine con Gaza. Cos’è successo quel giorno?

Ho cercato, assieme ad altri tre italiani, di raggiungere il confine di Rafah, passando per Al Arish. Siamo stati respinti al primo posto di blocco a 100 km dal Cairo. Lì abbiamo visto quello che definisco la società civile all’opera: vecchiette americane magnifiche che, appena fatte scendere dal pullman, hanno sventolato in faccia alla polizia striscioni con su scritto ‘Free Gaza, Free Palestine’. Queste signore hanno deciso di vivere l’ultima parte della loro vita in modo dignitoso. Sono mie compagne.

Qual è la tua posizione in merito alla delegazione dei 100 organizzata dai Codepink con l’autorizzazione del governo egiziano entrata a Gaza per portare gli aiuti umanitari?

Gli organizzatori hanno accettato, poi pentendosene, un compromesso con il governo egiziano mandando nella Striscia un piccolo drappello di attivisti, scelti dall’alto con criteri arbitrari. In realtà la delegazione dei 100, che alla fine erano 40 perché la maggior parte si è rifiutata di partire, è stata solo un contentino che Mubarak ha usato per cercare di farsi bello. Ma le frontiere sono rimaste e rimangono sostanzialmente chiuse. È stato un nostro errore. Hedy Epstein ha scritto un comunicato puntuale e preciso a questo proposito.

Stai per lasciare il Cairo senza essere entrato a Gaza. Cosa ti porti con te in Italia dopo questa esperienza?

L’unica cosa veramente positiva è che nel mondo si è parlato del vergognoso regime di polizia egiziano e della tragica situazione in cui versa la Striscia di Gaza. E forse in questi giorni di incontri e di scambi si sono poste anche le basi di un movimento che sappia agire meglio in futuro.

Tanto di cappello a George Galloway e i suoi valorosi compagni del convoglio di Viva Palestina: fino all’ultimo hanno lottato per entrare, subendo scontri, manganellate e arresti, dopo un incredibile viaggio via terra, via mare e via cielo attraverso l’Europa e il Medio Oriente. E ci sono riusciti.

Ho visto in questi giorni all’opera, all’interno della Marcia, tanti meccanismi tipici dei gruppuscoli. Gente che si parla e rimira allo specchio. Autoreferenziale. La vecchia politica è morta e non serve alla causa della giustizia. Me ne tornerò in Italia rinforzato nella mia convinzione che bisogna voltare definitivamente pagina.

Ho scritto finora cinque canzoni per Gaza e per la Palestina, una, ‘Verrà’, è già incisa. Appena torno registrerò anche le altre: ‘Gaza vivrà’, ‘Lifeline’, ‘Oh Madre Palestina’, ‘Fino all’ultimo giorno-respiro’.

Il ritornello di quest’ultima dice: “son pochi gli anni da vivere che noi abbiam. Difenderò i miei fratelli fino all’ultimo giorno-respiro che il ciel mi darà”.

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Rabbini israeliani: ammazzare i bambini è giusto.

Scritto da huey in Israele, diritti umani, esteri, sionismo

Ecco una bella “Guida completa all’uccisione dei non-ebrei”, come l’ha ribattezzata il quotidiano israeliano Maariv. Il titolo originale dell’opera è “L’insegnamento dei Re”, dei rabbini ultra-ortodossi Yitzakh Shapira e Yossi Elitzu, e vi viene illustrata la dottrina che consente agli ebrei di uccidere i gentili (ossia i non-ebrei, quindi chiunque al mondo non si trovi nel novero dei 13 milioni e rotti di ebrei… in pratica, CHIUNQUE).

Vediamo gli estratti da due articoli su questo argomento, che mostra ancora una volta come la vera religione razzista e intollerante non sia l’Islam, ma l’ebraismo ultra-ortodosso (che costituisce la base ideologica del Sionismo, tra l’altro).

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1. La guida completa all’uccisione dei non-ebrei (con introduzione di Gilad Atzmon)

È abbastanza impossibile intuire l’enormità dei delitti compiuti contro l’umanità dallo stato ebraico in nome del popolo ebraico se non si approfondisce la conoscenza della cultura ebraica alla luce dell’insegnamento giudaico.

Il sionismo fu fondato come movimento secolare. Nacque per dare al popolo ebraico, ormai disperso in una diaspora avanzata, una “terra madre nazionale” tutta per sé. Ciononostante, esso contribuì particolarmente nel trasformare il Vecchio Testamento da un libro sacro a un registro secolare e terreno. Via via che si disvelano le barbarie commesse dallo Stato d’Israele, un continuum schiacciante viene stabilito tra le sue politiche assassine e l’odio giudaico per i goy- non ebrei.

Sarebbe giusto obiettare che l’insegnamento giudaico non è un qualcosa di monolitico. Come è noto, uno dei pochi collettivi ebrei che prendono le parti della Palestina si chiama “Torah Jews”, una setta di ebrei ortodossi. In altre parole, la Torah deve contenere al proprio interno un lato umanista e secolare.

Quanto segue è una recensione di Torat-ha Melekh, un “tipo di guida per tutti quelli che si chiedono se e e in quali casi è possibile togliere la vita a un non-ebreo”. È stata pubblicata da Ma’ariv, secondo giornale nazionale di Israele. È una lettura obbligata. Direi addirittura che tutti quei politici corrotti americani e inglesi che sono felici di prendere fondi da magnati israeliani e da altri “amici di Israele” farebbero meglio ad iniziare a capire con quale tipo di ideologia si stanno schierando. (segue)

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2. Rabbini agli USA: «Trattare gli arabi col metodo biblico» (da EFFEDIEFFE)

[...]  Nel novembre scorso due famosi rabbini ultra-ortodossi, rabbi Yitzakh Shapira e Yossi Elitzur, che vivono nell’insediamento di Yitzhar presso Nablus, hanno pubblicato un libro (Torat ha-Melek, «L’insegnamento dei Re») che il quotdiano Maariv ha descritto come «la guida completa all’uccisione dei non ebrei» (2). In 230 pagine il libro delinea le regole halachiche che consentono l’omicidio dei goy. Il saggio è stato altamente lodato da altri ben più importanti rabbini, come Yitzhak Ginsburg, Dov Lior e Yaakov Yosef.

Eccone alcuni passi:

«In ogni caso in cui la presenza di un non-ebreo mette a rischio vite ebraiche, il non-ebreo può essere ammazzato anche se è un gentile giusto, e per nulla colpevole della situazione che s’è creata». «In ogni caso in cui la presenza di un non-ebreo metta in pericolo gli ebrei, può essere ucciso. Anche un civile che assiste ai combattenti può essere ucciso».

«Chiunque assista l’esercito del malvagio in qualunque modo è considerato un persecutore. Un civile che plaude alla guerra dà al sovrano e ai suoi soldati la forza di continuare. Dunque, ogni cittadino dello Stato che si oppone a noi che esprima soddisfazione per le azioni dei (suoi) soldati è considerato un persecutore e può essere ucciso. Allo stesso modo, chiunque indebolisca il nostro Stato con parole o simili azioni è considerato un persecutore».

Alla voce «Intralci» si legge:

«I bambini vengono trovati spesso in questa situazione (di intralcio). Essi ostacolano la via del soccorso con la loro presenza, e lo fanno del tutto forzatamente. Tuttavia, possono essere uccisi in quanto la loro presenza aiuta gli assassini. E’ giustificato uccidere bambini se è chiaro che essi cresceranno per danneggiarci, e in questa situazione possono essere colpiti deliberatamente, non solo nel corso di combattimenti con adulti».

C’è anche un capitolo intitolato: «Offesa deliberata di innocenti». Vi si spiega che coloro che semplicemente appartengono alla nazione nemica vanno considerati nemici, in quanto assistono gli assassini.

Nella conclusione, i due pii rabbini – dopo aver citato ampiamente passi del Talmud e rescritti halachici a sostegno – forniscono finalmente la propria opinione: «Nella legge religiosa abbiamo trovato che i non-ebrei sono generalmente sospettati di versare sangue ebraico; in guerra, questo sospetto diventa molto più forte. Si deve prendere in considerazione di uccidere anche i bambini che non hanno violato le sette leggi noachiche, per via del pericolo futuro che presentano se li si lascia crescere e divenire così malvagi come i loro genitori».

L’omicidio preventivo: siccome i gentili in genere sono sospettati a priori di ostilità nei confronti degli ebrei, si possono uccidere in tranquillità. C’è la presunzione di “volontà di uccidere” gli ebrei. Siamo oltre Minority Report, ma purtroppo questa è la realtà.

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Il “terrorista” misterioso

Tutti a chiedersi come sia possibile che un giovane “terrorista” (le virgolette sono d’obbligo in questo pastrocchio) abbia potuto passare tranquillamente i controlli di uno degli aeroporti più sorvegliati al mondo. Obama in primis, che ha incaricato il “capo” della Homeland Security, il ministro  Janet Napolitano, di approfondire e capire come abbia fatto una persona già segnalata come possibile terrorista a salire tranquillamente su di un aereo, persino, sembra, senza il passaporto.

I nostri “giornalisti” dai TG nazionali ripetono ossessivamente la medesima inutile domanda: ripetono, i pappagalli, il copione, invece di fare il loro mestiere. Che a quanto pare non consiste più nello scovare le notizie o nell’approfondirle e/o verificarle, ma solo nel ripetere i lanci di agenzia.

A fare un po’ di luce su questo ultimo maldestro attentato, utile per rinfocolare un po’ il “terrore” che stava inopinatamente calando nella pubblica opinione, nonché pretesto per dare un’ennesima stretta di vite alle nostre già limitate libertà, c’è infatti una non-notizia che potrebbe aiutare a ricostruire la storia. Non-notizia perché scomparsa, come tutte quelle “scartate” in quanto non supportano la comoda versione del terrorista musulmano integralista che odia l’occidente e vuole far saltare un aereo. Affiliato ed addestrato da Al Qaeda, ça va sans dire.

La non-notizia consiste nella importante testimonianza di due passeggeri, marito e moglie nonché avvocati del Michigan, riportata in esclusiva dal sito www.mlive.com.

Kurt & Lori

Leggiamo:

Flight 253 passenger: Sharp-dressed man aided terror suspect Umar Farouk Abdul Mutallab onto plane without passport
A Michigan man who was aboard Northwest Airlines Flight 253 says he witnessed Umar Farouk Abdul Mutallab trying to board the plane in Amsterdam without a passport.

Un uomo del Michigan che si trovava a bordo del volo 253 dice di aver visto Umar Farouk Abdul Mutallab tentare di salire sull’aereo senza passaporto“. Interessante, come minimo.

Kurt Haskell [...] and his wife, Lori, were returning from a safari in Uganda when they boarded the NWA flight on Friday. Haskell said he and his wife were sitting on the ground near their boarding gate in Amsterdam, which is when they saw Mutallab approach the gate with an unidentified man.

Kurt Haskell e sua moglie Lori erano di ritorno da un safari in Uganda quando salirono a bordo del volo NWA venerdì scorso. Haskell afferma che lui e sua moglie sedevano a terra accanto al gate per l’imbarco, all’aeroporto di Amsterdam, quando videro Mutallab avvicinarsi al gate in compagnia di un altro uomo non identificato“.

While Mutallab was poorly dressed, his friend was dressed in an expensive suit, Haskell said. He says the suited man asked ticket agents whether Mutallab could board without a passport. “The guy said, ‘He’s from Sudan and we do this all the time.’” Mutallab is Nigerian. Haskell believes the man may have been trying to garner sympathy for Mutallab’s lack of documents by portraying him as a Sudanese refugee.

Mentre Mutallab era piuttosto malvestito, l’uomo in sua compagnia indossava un elegante completo, dice Haskell. Afferma che l’uomo con il completo elegante chiese agli agenti addetti al controllo delle carte d’imbarco se Mutallab potesse salire a bordo dell’aereo senza il passaporto. Il tipo disse ‘E’ del Sudan, e lo facciamo sempre’. Ma Mutallab è nigeriano. Haskell crede che l’uomo stesse tentando di guadagnare il favore [dei controllori] per la mancanza di documenti facendolo passare per un rifugiato politico sudanese.

The ticket agent referred Mutallab and his companion to her manager down the hall, and Haskell didn’t see Mutallab again until after he allegedly tried to detonate an explosive on the plane.

L’agente al controllo disse a Mutallab ed al suo accompagnatore di rivolgersi al loro capo, in fondo alla hall, e da allora Haskell dice di non aver più visto Mutallab fino al suo presunto tentativo di far detonare l’esplosivo  sull’aereo in volo“.

L’articolo prosegue con la testimonianza di come, a 10 minuti dall’atterraggio, Haskell abbia visto dell’agitazione dopo aver sentito una hostess che diceva di sentire puzza di fumo, e di aver visto delle fiamme alzarsi da un sedile ed avvolgerlo per poi propagarsi alle pareti e al tetto. Dopo un po’ di concitazione, due passeggeri avevano bloccato Mutallab per consegnarlo immobilizzato all’equipaggio. Solo quando l’aereo fu atterrato e il fallito attentatore venne portato via in manette, Haskell comprese che era lo stesso uomo che aveva visto ad Amsterdam tentare di prendere il volo senza passaporto (articolo completo).

Ora, se i nostri “giornalisti” volessero DAVVERO indagare su questo presunto fallito attentato, dovrebbero cominciare ad interrogarsi su chi fosse l’uomo col “completo elegante” e su come sia riuscito ad infilare Mutallab sull’aereo SENZA PASSAPORTO,  eludendo ogni controllo.

Questo, se avessero un minimo di dignità umana e professionale. Ma siccome i tanti guidolimpio che affollano le redazioni dei quotidiani italiani non ne hanno né l’interesse né tanto meno ne avvertono la necessità (tutt’altro, sapendo qual è il cavallo vincente preferiscono cavalcare quello), le speranze che questa non-notizia possa trovare la strada della pubblicazione e dell’approfondimento sono prossime allo zero.

Perlomeno, però, quando con aria drammatica ed enfasi studiata faranno finta di interrogarsi “ma come è possibile che…“, sapete già che, come sempre più spesso accade in questi tristi tempi moderni, vi stanno prendendo per i fondelli.

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Vaccino A/H1N1 – Polonia-Italia 1-0 sul fronte antibufala

Scritto da huey in information, medicina, salute

Il ministro polacco della salute rifiuta di acquistare i vaccini-bufala contro l’influenza A/H1N1, e denuncia apertamente la truffa perpetrata ai danni dei contribuenti ed a vantaggio di Big Pharma (qui).

Ecco la splendida ed intelligente risposta del nostro Fazio:

Influenza A, Fazio replica al ministro polacco
“Polemica sul vaccino per motivi politici”

ROMA – Il ministro della Salute polacco, Ewa Kopacz, “avrà avuto motivi politici” per alimentare le polemiche sulla sicurezza del vaccino contro l’influenza A. Lo ha affermato il viceministro alla Salute, Ferruccio Fazio, oggi a Roma a margine di una conferenza stampa organizzata alla Camera dall’associazione Salute Donna onlus.

Sicuramente non può avere motivazione tecniche – ha aggiunto Fazio – perché altrimenti dovrebbe mettere in discussione l’Organizzazione mondiale della sanità, l’Agenzia europea del farmaco e gli altri Stati che hanno avviato la vaccinazione. Quindi può avere solo motivazioni politiche. Non so quali, non so se, ad esempio, hanno accesso ai vaccini o meno. Ci possono essere molti motivi, che possono portare ad alzate d’ingegno di questo genere”, ha concluso il viceministro.

Attenzione, gente, che qui la fallacia logica è palese e l’arrampicata sugli specchi scopertissima: le accuse della sig.ra Kopacz “non possono essere tecniche” semplicemente perché “sarebbe troppo grossa” (e inoltre implicherebbe che anche il nostro governo è complice della truffa); ragion per cui, il suo attacco deve avere per forza “ragioni politiche”, che però Fazio ammette di “non conoscere”.

Quindi qual è in sintesi la posizione di Fazio? Che Il ministro è sicuramente in mala fede perché una cosa così grossa non può essere possibile. Un grande. Anche perché, lui in malafede di certo non è, non sta mica coprendo un qualche insignificante conflitto di interessi del ministro Sacconi, vero (vedi alla voce “Enrica Giorgetti“)?

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Sionismo – Appunti sul razzismo

Scritto da huey in information

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Il rabbino Ytzhak Shapiro, che guida la scuola talmudica Od Yosef Chai nella «colonia» illegale di Ytzhar, ha sancito: «Anche neonati e bambini possono essere uccisi se pongono una minaccia per la azione. E’ permesso uccidere i Giusti fra le Nazioni anche se non sono responsabili della situazione di minaccia. Se uccidiamo un gentile che ha peccato o violato i sette comandamenti  – poichè noi sorvegliamo i comandamenti – non c’è nulla di sbagliato».

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Anche la Corte d’appello di Londra ha avuto un rigurgito antisemita. Ha obbligato la Jewish Free School di Londra ad ammettere un ragazzo, che la scuola aveva rifiutato perché, benché il padre fosse ebreo, sua madre è non-ebrea, e la sua conversione all’ebraismo era stata giudicata invalida dai rabbini.

I giudici inglesi hanno accolto il ricorso dei genitori, con questa motivazione: «Il presupposto secondo il quale un potenziale studente può essere considerato per lammissione solo se sua madre è ebrea è un test sulletnicità che va contro la Race Relations Act. Siano le ragioni benigne o maligne, teologiche o suprematiste, ciò non rende la situazione più o meno legale». Insomma la Corte ha giudicato razzista, e dunque illegale secondo le norme inglesi, la pretesa della scuola.

Rav Shmuely Boteach fulmina «l’incredibile intromissione della magistratura negli affari di una religione», e grida: «E così difficile per i giudici inglesi capire che l’appartenenza a un popolo passa attraverso un genitore? Gli ebrei sono, prima di tutto, un popolo e solo dopo sono una religione. Noi eravamo i figli di Abramo, Isacco e Giacobbe prima di ricevere la Torah sul Monte Sinai e iniziare a praticare i principi dell’ebraismo. Essere un popolo viene prima ed è completamente indipendente da qualsiasi affermazione religiosa. Essere ebrei non è qualcosa che si può perdere e non è qualcosa a cui si può rinunciare. In questo senso, l’ebraismo è radicalmente diverso dal cristianesimo, che richiede un cosciente atto di affermazione della fede. Mentre non possono esserci cristiani atei, di ebrei non credenti è pieno il mondo. Sono sbalordito dal fatto che un tribunale inglese lo possa mettere in dubbio. Negli 11 anni trascorsi in Gran Bretagna, non ho mai sentito nulla di così offensivo.Questa sentenza costituisce un assalto giuridico alla vera integrità della religione ebraica così com’è praticata in Gran Bretagna ed è uno spartiacque nella storia ebraica moderna. E con le recenti storie di accademici inglesi che cercano di boicottare i loro colleghi israeliani e la crescita dell’antisemitismo, si rafforzerà ancora di più l’idea che la Gran Bretagna stia diventando un luogo ostile agli ebrei».

I giudici inglesi – scioccamente convinti che «se il ragazzo pratica l’ebraismo, allora è ebreo» anche se sua madre non è della razza –  dovranno capire che le leggi contro la discriminazione su base etnica non si applicano al popolo eletto.

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Rabbi Baruch Levy, in una lettera a Karl Marx sul comunismo, che fu scoperta e pubblicata dalla “Revue de Paris”  il 1 giugno 1928: «Il popolo ebraico nel suo insieme sarà il messia di se stesso. Avrà il dominio del mondo attraverso la dissoluzione delle altre razze, con l’abolizione delle frontiere, l’annichilimento dell’istituto monarchico, e stabilendo una repubblica mondiale in cui gli ebrei eserciteranno la cittadinanza dovunque. In questo nuovo ordine mondiale, i figli di Israele forniranno tutti i leader senza incontrare opposizione (…). Sarà allora possibile ai governanti ebrei abolire la proprietà privata, e fare uso delle risorse dello Stato. Così sarà adempiuta la promessa del Talmud, in cui è detto che quando verranno i tempi messianici gli ebrei avranno tutte le ricchezze del mondo in mano loro». (Baruch Levy, Letter to Karl Marx, ‘La Revue de Paris’, p.574, June 1, 1928)

Sebbene la “lettera” di cui sopra venga da molti considerata un falso fabbricato da “antisionisti”, alla stregua dei noti Protocolli dei Savi di Sion, nondimeno dà eco a  reali aspettative dei sionisti sollevate da Herzl nella seconda  metà dell’800. Falsa o reale che sia la “lettera”, l’Unione Europea realizzerà questo vaticino sionista, visto che il Trattato di Lisbona ormai è realtà.

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(fonte degli estratti: FDF – Maurizio Blondet)

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Il Dipartimento di Stato USA: “Israele è intollerante”

Scritto da huey in information

Il Dipartimento di Stato americano sentenzia: quella israeliana non è una società tollerante

Ad Israele mancano i più basilari requisiti per potersi considerare una società pluralistica e tollerante, secondo un recente rapporto del Dipartimento di Stato USA. Nonostante si vanti di favorire la libertà religiosa e la protezione di tutti i siti sacri, Israele in realtà si dimostra molto carente riguardo la tolleranza verso le minoranze, la parità di trattamento dei gruppi etnici, l’apertura nei confronti delle diverse correnti presenti nella società, il rispetto dei luoghi sacri e non. L’esauriente rapporto, redatto dall’Ufficio per la Democrazia, Diritti Umani e Lavoro del Dipartimento di Stato, sostiene che Israele discrimini gruppi di persone quali Musulmani, Testimoni di Geova, Ebrei Riformati, Cristiani, donne e beduini.

Il rapporto sostiene che la legge del 1967 sulla protezione dei luoghi sacri si riferisce a tutti i gruppi religiosi presenti nel Paese, Gerusalemme inclusa, ma in realtà “il governo istituisce norme a tutela esclusivamente dei siti ebraici. I siti non-ebraici non godono di tutela legale perché il governo non li riconosce come luoghi sacri.” A fine 2008, ad esempio, tutti i 137 siti ufficialmente riconosciuti come “sacri” da Israele erano ebraici. Inoltre, Israele ha approvato norme per l’identificazione, la conservazione e l salvaguardia dei soli siti ebraici. Molti luoghi cristiani e musulmani vengono considerati trascurati, inaccessibili o a rischio di sfruttamento da parte di imprenditori edili e delle autorità locali. Il rapporto chiede esplicitamente che questa pratica, divenuta routine in Israele e considerata inaccettabile nei paesi civili, venga corretta al più presto.

Tra i tanti esempi, il rapporto sottolinea come a più di 300.000 immigranti che non vengono considerati ebrei secondo la legge rabbinica non sia consentito contrarre matrimonio o divorziare in Israele o essere seppelliti nei cimiteri ebraici.

fonte: Haaretz

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Sionismo – Fair-weather friends

“Where Have All the Friendships Gone…”
di Uri Avnery – 24/10/09

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Secondo un proverbio cinese, se qualcuno per strada ti dice che sei ubriaco, puoi ridergli in faccia. Se una seconda persona ti dice che sei ubriaco, comincia a rifletterci. Se te lo dice un terzo, va’ a casa e fatti una bella dormita.
La nostra leadership politica e militare ha già incontrato la terza, la quarta ed anche la quinta persona. E tutte dicono che è necessario indagare sui fatti legati all’operazione “Piombo Fuso”.

Le possibilità sono tre:

* condurre una seria investigazione;
* ignorare le richieste e procedere come niente fosse;
* condurre un’indagine “pilotata”.

E’ FACILE accantonare la prima ipotesi: non ha la minima possibilità di essere adottata. Fatta eccezione per i soliti noti (incluso il sottoscritto) che hanno richiesto un’indagine ben prima che chiunque in Israele avesse mai udito il nome del giudice Goldstone, nessuno la sostiene. Tra tutti i membri dei nostri apparati politici, militari e dell’informazione che in questi giorni suggeriscono una “inchiesta”, non ce n’è uno, letteralmente nessuno, che con ciò voglia intendere una vera indagine.  L’obiettivo è di ingannare i Goyim (ossia i Gentili, i non-ebrei, termine spesso inteso con accezione negativa e spregiativa, NdT)  e ridurli al silenzio. Leggi tutto…

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Sionismo – PER UN NUOVO ESODO

Scritto da huey in Israele, sionismo, storia

Posto pari pari da Blogghete!! (dopotutto, questo è il senso di un metablog, credo… grazie a Freda per la traduzione).

Per ricambiare, appena ho tempo di finirla posterò una mia traduzione di un pezzo scritto da un altro ebreo anti-sionista.

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TUTTO SOMMATO SONO UN AUTENTICO EBREO SIONISTA

di Gilad Atzmon (dal sito di Gilad Atzmon)

traduzione di Gianluca Freda

Sono un sopravvissuto dell’Olocausto

Sì, sono un sopravvissuto, poiché sono riuscito a sopravvivere a tutti gli spaventosi racconti sull’Olocausto: quello sul sapone [1], quello sui paralumi in pelle umana, quello sui campi, sulle esecuzioni di massa, quello sul gas [2] e quello sulle marce della morte [3]. Sono riuscito a sopravvivere a tutta questa roba.

Nonostante tutte queste favole volte a seminare paura, che furono appositamente inculcate nella mia anima da quando aprii gli occhi per la prima volta, sono diventato un essere umano normale e perfino di successo. In qualche modo e contro ogni probabilità sono riuscito a sopravvivere all’orrore. Sono riuscito anche ad amare il mio prossimo. Nonostante tutti questi indottrinamenti paurosi e traumatici, sono miracolosamente riuscito a padroneggiare il mio gioioso sassofono alto anziché un lamentevole violino.

Anzi, ho già deciso che nel caso in cui la Regina, o qualsiasi altro membro della Famiglia Reale, dovesse prendere in considerazione l’idea di nominarmi baronetto per i miei risultati nel campo del bebop, o per aver osato fronteggiare la barbarie sionista con la mia nuda penna, cambierò immediatamente il mio pseudonimo da Atzmon a Vive, solo per diventare il primo e unico Sir Vive [in inglese suona come survived, sopravvissuto, NdT].

Sono assolutamente contrario alla negazione dell’Olocausto

Condanno in modo netto tutti coloro che negano i genocidi che stanno avendo luogo in nome dell’Olocausto. La Palestina è un esempio, l’Iraq un altro e quello tenuto in serbo per l’Iran è probabilmente troppo spaventoso da contemplare.

L’Olocausto è una religione relativamente nuova [4]. E’ priva di pietà o di compassione e promette invece soddisfazione attraverso la vendetta. Per i suoi seguaci è in qualche modo liberatoria, perché consente loro di punire chiunque vogliano finché ne ricavano piacere. Ciò potrebbe spiegare perché gli israeliani abbiano finito per punire i palestinesi per i crimini compiuti dagli europei. E’ piuttosto chiaro che questa nuova religione emergente non parla semplicemente di “occhio per occhio”; parla invece di un occhio per migliaia e migliaia di occhi.

Un mese fa, mentre era in visita ad Auschwitz, il ministro della difesa israeliano Ehud Barak ha lasciato una nota nel registro ufficiale dei visitatori: “Un Israele potente sarà allo stesso tempo sollievo e vendetta” [5]. Nessuno sarebbe riuscito a riassumere meglio l’aspirazione di questo culto. La religione dell’Olocausto non offre redenzione. E’ una cruda e violenta manifestazione di bieca brutalità collettiva. Non può risolvere nulla, poiché un’aggressione non può che portare a nuove e nuove aggressioni. Nella religione dell’Olocausto non c’è posto né per la pace né per il perdono. Date retta a Barak, è nella vendetta che questa gente trova sollievo.

Negare il pericolo rappresentato dalla religione dell’Olocausto e dai suoi seguaci significa essere complici di un sempre più ampio crimine contro l’umanità e contro ogni possibile valore umano.

Sono anche un fervente sostenitore del Progetto Nazionale Ebraico

Alcuni pensano che dopo 2000 anni di “spettrale Diaspora” gli ebrei abbiano diritto ad una propria “nazione d’appartenenza”. A quanto pare i sionisti avevano intenzioni serie. Lo Stato Ebraico è oggi sufficientemente reale da aver trasformato l’intero Medio Oriente in una bomba a tempo.

Scorrere il registro dei crimini compiuti da Israele contro l’umanità nel corso degli ultimi sei decenni non lascia molto spazio per la speculazione. Abbiamo a che fare con una società sinistra e patologica. Di conseguenza, per quanto alcuni di noi possano concordare sul fatto che gli ebrei debbano poter godere di un ipoetico diritto ad un proprio stato, il pianeta Terra non è certamente il luogo ideale per una simile realizzazione.

Solleciterei dunque la NASA ad unirsi al progetto e a compiere sforzi particolari per trovare un idoneo pianeta alternativo che possa fungere da patria dei sionisti, nello spazio o meglio ancora in un’altra galassia. Il Progetto Galattico Sionista implicherebbe il passaggio immediato dalla “Terra Promessa” al “Pianeta Promesso”. Sottolineerei in modo entusiastico che anziché cercare “una terra senza popolo per un popolo senza terra”, ciò che dobbiamo realmente cercare è un “pianeta solitario”. Al limite anche “deserto”, visto che questa gente si vanta di saper fare fiorire i deserti. In un pianeta di loro proprietà i sionisti galattici non avrebbero più bisogno di opprimere nessuno, non potrebbero più compiere pulizie etniche, non dovrebbero rinchiudere le popolazioni indigene in campi di concentramento, perché non ci sarebbero intorno popolazioni indigene da tormentare, affamare, massacrare e cancellare. Non dovrebbero più lanciare fosforo bianco addosso ai loro vicini, perché non avrebbero nessun vicino. Raccomando caldamente alla NASA di cercare un pianeta a gravità molto bassa, affinché alla gente sia possibile andare in giro sentendosi leggera. Dopo tutto vogliamo che i nuovi sionisti galattici possano godersi il loro futuristico progetto tanto quanto i palestinesi e molti altri si godrebbero la loro assenza.

Perciò eccomi qui, in fondo sono un autentico ebreo: sono un sopravvissuto, mi oppongo alla negazione dell’Olocausto, sostengo l’aspirazione nazionale ebraica. Neanche il rabbino capo d’Inghilterra potrebbe chiedermi di più.

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note:

1 – Recentemente riconosciuto come “mito” dal museo israeliano dell’Olocausto Yad Vashem.

2 –  Un fatto storico tutelato dalla Legge Europea.

3 – Un racconto leggermente confuso. Se ai nazisti interessava annichilire l’intera popolazione ebraica d’Europa, come suggerito dalle narrazioni ortodosse del sionismo sull’Olocausto, allora è piuttosto arduo capire cosa li abbia spinti a far marciare ciò che restava dell’ebraismo europeo verso l’ormai distrutta madrepatria nazista in un momento in cui era chiaro che stavano perdendo la guerra. Le due narrazioni, cioè “annichilimento” e “marce della morte”, sembrano contraddirsi l’una con l’altra. L’argomento necessita di ulteriore elaborazione. Posso solo suggerire che le risposte ragionevoli in cui mi sono imbattuto danneggiano gravemente la narrazione olocaustica del sionismo.

4 – Il professore di filosofia israeliano Yeshayahu Leibowitz è stato probabilmente  il primo a definire l’Olocausto “nuova religione ebraica”.

5 – http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-3790707,00.html

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Sionismo – Solidarietà ad Antonio Caracciolo

Scritto da huey in information

thumb_info220_img_001 (Angelo Pezzana e Fiamma Nirenstein, agenti sionisti in Italia)

Tanto tuonò che piovve.

Antonio Caracciolo, professore di filosofia presso l’Università “La Sapienza” di Roma, è l’ennesima vittima della tecnica dell’assassinio morale usata dai sionisti contro i propri avversari.

Da anni Caracciolo si occupa di monitorare, tramite il suo blog “Civium Libertas”, lo stato delle libertà civili in Italia, e soprattutto l’influenza dei sionisti nella repressione della libertà di informazione su alcuni temi, quali Israele e l’Olocausto. In particolare, Caracciolo è diventato un nemico dei sionisti da quando ha apertamente denunciato le tecniche di disinformazione  e propaganda attuate dal sito “Informazione Corretta”, che al contrario di quanto farebbe supporre il nome è un’agenzia sionista che si occupa di promuovere l’immagine di Israele in Italia, attaccando sistematicamente ogni minima critica mossa alla politica neo-imperialista di Israele o alla religione laica dell’Olocausto (suo strumento di persuasione morale).

Caracciolo è stato più volte oggetto delle attenzioni degli agenti sionisti operanti in Italia, e già in passato più volte è stato attaccato per questo.

Ora, però, il livore accumulatosi nei suoi confronti ha raggiunto l’apice, e grazie al potere di influenza sui mezzi di stampa e sulla politica, i sionisti sono riusciti ieri a farlo finire sui giornali nazionali,  in quanto “storico negazionista”. Il c.d. “negazionismo” è l’ennesima invenzione dei sionisti, che così come il termine “antisemita” serve come grimaldello per scardinare fatti ed opinioni scomode, costituisce un marchio d’infamia indelebile (che opera quindi a prescindere dal fatto di essere vero e/o provato).

Caracciolo, la cui opera seguo da anni, è uno dei pochi studiosi con la schiena diritta rimasti in questo Paese servo, più realista del re. Si è sfruttata la sua battaglia a difesa dei c.d. “storici negazionisti”, che ha una solida base ideologica, per additarlo in base ad un’oscura e misteriosa proprietà transitiva come “negazionista” a sua volta, prescindendo dal fatto che lui non ne condivida necessariamente le tesi tout-court, nonché senza analizzare la fondatezza delle tesi stesse: la religio holocaustica non lo consente.

Cosa dice Caracciolo, in sostanza? Che ogni storico, in una vera democrazia liberale, ha il diritto di svolgere le sue ricerche e di divulgarne i risultati, e che non si può mettere una “museruola preventiva”, in base all’argomento delle ricerche. Non si può decidere a monte quali ricerche storiche siano accettabili e quali invece no. In altre parole, ha denunciato i tentativi della lobby (riusciti in quasi tutta Europa), di decidere quali studi abbiano diritto di asilo e quali no. In Francia, in Germania, in Austria, in Svizzera vi sono studiosi detenuti semplicemente per aver sollevato dubbi sulla reale portata della c.d. “shoah”, sulla base di prove documentali e fatti. Ma questi dubbi non vengono confutati con contro-argomentazioni,  confutando quindi i fatti con altri fatti uguali e contrari, semplicemente vengono additati come “vergognosi” ed “antisemiti”, e perciò esclusi dalla discussione a priori. E’ contro questa iniqua discriminazione che si batte Caracciolo.

E in questo sua battaglia, ha fatto “l’errore” di riportare sul suo sito stralci delle opere di storici considerati “negazionisti”, per analizzarne nel merito le tesi.

Secondo Caracciolo, infatti, tutte le tesi hanno diritto di asilo in una democrazia liberale, sarà poi il pubblico a selezionare automaticamente quelle che non ritiene credibili e/o accettabili. La censura preventiva, seppure con presunti nobili fini (impedire la rinascita di “rigurgiti neonazisti”), impedisce a qualsiasi democrazia di potersi definire tale.

Questo il vero “Peccato” di Caracciolo, imposto da quella religio holocaustica i cui guasti sono ben evidenziati nel libro di Finkelstein (storico ebreo) “L’industria dell’Olocausto”: aver preso le parti, da un punto di vista ideologico, dei perseguitati dalle norme anti-negazionismo, senza necessariamente sposarne le ricerche nel merito, ma pretendendo che quelle ricerche avessero diritto di asilo.

I sionisti hanno preso la palla al balzo, e Caracciolo è stato sbattuto in prima pagina come mostro “negazionista” con nostalgie neofasciste. Falso, ovviamente, ma non conta: il marchio d’infamia una volta imposto non può essere più rimosso. Ed ecco allora i politici romani mettersi in coda per denunciare lo “storico negazionista”, una sfilata vergognosa di servi della lobby.

Leggiamo e inorridiamo di fronte al potere pervasivo della lobby:

Il sindaco, Gianni Alemanno, che domenica volerà ad Auschwitz nell’ambito dell’iniziativa del Viaggio della Memoria, chiede che si prendano provvedimenti: “Mi attiverò con il rettore – ha spiegato – affinché il professore venga sospeso. Chiederò ovviamente accertamenti. Ho letto che è anche iscritto a un club di Forza Italia. Faremo verifiche anche in questo senso”. Per Alemanno il professore “o è in malafede o non ha nessun fondamento culturale”. Gli risponde subito Frati, che preannuncia provvedimenti: “Ringrazio il sindaco per la sollecitudine in questa circostanza. Ci stiamo attivando per valutare un provvedimento disciplinare nei confronti di Caracciolo”.
Il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, si dice certo che “sarà l’università stessa a reagire”: “Le notizie apparse oggi su Repubblica sono la drammatica conferma di quello che diciamo da tempo: la nostra missione è evitare che la memoria diventi storia e che si perda la forza che deve avere la comprensione dei fatti storici. La cosa che più mi preoccupa è che ci sono tanti casi di negazionismi non affermati con questa spudoratezza ma che vivono nell’ambiguità di posizioni di non coerenza, che sono anche peggiori di chi si assume la responsabilità di dirlo”.
Tra quanti chiedono l’allontanamento del docente, Flavio Arzarello, coordinatore nazionale della Fgci, e il presidente del consiglio comunale di Roma, Marco Pomarici, secondo il quale “non è tollerabile che determinate affermazioni circolino liberamente nella più grande Università europea, per di più, in un corso dove si insegna la filosofia del Diritto. Simili teorie possono generare odio e recrudescenze di antisemitismo è di tutta evidenza quindi che Caracciolo non è adatto all’insegnamento e va allontanato”. [...]
Interviene anche il presidente della Regione, Piero Marrazzo, che vorrebbe “poter guardare negli occhi questo professore”, per potergli “trasmettere le immagini che io mi sono portato da Auschwitz, dallo Yad Vashem”. E, sulla linea di quanto affermato da Frati, che aveva auspicato un viaggio del docente a Dachau, Marrazzo dice: “Vorrei che lui andasse a Birkenau ed entrasse nella stanza dei bambini”. L’eco della notizia arriva anche al Festival Internazionale del Film, in corso a Roma e dove i fratelli Joel e Ethan Coen, nell’ambito della presentazione del loro ultimo lavoro, hanno commentato: “Mamma mia! Ci sono molti pazzi nel mondo, è molto strano sentire cose di questo genere in un contesto accademico”.

Come vedete, ci sono proprio tutti: quando la lobby dà il “la”, tutti cantano a tono.

Qui, nel mio piccolo, denuncio questo attacco vergognoso e indecente contro una persona seria ed integerrima, uno dei pochi in Italia che non ha paura della propria coerenza, al contrario dei nostri politici à la Fini e Alemanno, che saltano ogni volta che la lobby glielo ordina.

Qui l’autodifesa basita di Caracciolo, dalla quale traspare soprattutto lo stupore. Leggere anche i commenti può risultare utile.

E qui invece una lucida analisi del fatto da parte di Maurizio Blondet, considerato dalla lobby un “antisemita”, probabilmente con qualche fondo di verità, ma senza mai analizzare nel merito le sue “tesi” (altro caso di character assassination per evitare di argomentare).

Probabilmente, da oggi anche io entrerò nelle grazie di Pezzana & soci, e per aver difeso per principio la libertà di pensiero di un “filosofo negazionista” verrò elencato nel libretto nero dei corretti informatori sotto la voce “negazionista della Shoah“. Pazienza, fortunatamente sono in ottima compagnia (anche qui).

Chissà se riuscirò a vedere il giorno in cui saremo liberi dal giogo di questo ricatto morale…

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Trattato di Lisbona – Promemoria per gli entusiasti

Dedicato a tutti i masochisti che hanno “gioito” per il SI’ irlandese.
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Con il sì irlandese, entra in pieno vigore il trattato di Lisbona. Che significa: nessun Paese-membro avrà più il diritto di veto, in materie di alto interesse nazionale come l’armonizzazione fiscale, il diritto penale, i trasporti, la politica energetica, la sanità pubblica, il cambiamento climatico, eccetera.

La UE avrà il controllo totale sulle politiche d’immigrazione (articolo 79 del TFEU), che saranno sottratte agli Stati.

Gli Stati grossi avranno più peso di prima, perchè il potere di voto è in rapporto alla popolazione. La Germania, che «valeva» l’8%, varrà il 17%, l’Italia (e la Francia e l’Inghilterra) peseranno il 12%. Il voto irlandese peserà lo 0,8%, ossia la sua voce in capitolo sarà dimezzata: bella conquista, la sua vittoria del sì.

Diverremo tutti veri cittadini della UE, obbligati ad obbedire alle «leggi» eurocratiche al disopra delle leggi nazionali; in caso di conflitto tra i due ordinamenti, prevale quello UE (tranne per la Germania, la cui Corte Costituzionale ha sancito il primato della costituzione nazionale tedesca).

La Corte di Giustizia europea porrà come obbligatoria la Carta dei diritti fondamentali UE. Dato il potere delle note lobby in Europa, è aperta la possibilità per queste lobby di imporre legalizzazioni gradite a omosessuali, alla lobby dell’eutanasia, o alla penalizzazione del «negazionismo» e «revisionismo» olocaustico; leggi matrimoniali, diritti dei bambini, leggi di successione, legalizzazione di droghe, passano alla competenza eurocratica.

Secondo la nuova normativa, ogni Stato è richiesto di «aumentare progressivamente le proprie capacità militari» (articolo 6 del TEU) e di assistere qualunque altro Stato membro che venga attaccato «con tutti i mezzi a loro disposizione».

Se si pensa che lorsignori vogliono far entrare la Georgia, e che Israele è già membro di fatto (con tutti i vantaggi e nessun obbligo), c’è da tremare.

Il trattato è «auto-emendante»: il che significa che i primi ministri e i presidenti potranno portare le aree politiche in cui ancora rimane il diritto di veto sotto la norma generale, e quindi imporre anche in queste aree la votazione a maggioranza qualificata – e ciò senza bisogno di varare ulteriori trattati europei nè tanto meno, di referendum.

Infine, avremo un vero presidente europeo. Durerà in carica due anni rinnovabili, e sarà Tony Blair, ossia il cittadino di un Paese che non fa parte a pieno della UE. Chi ha deciso che deve essere Blair?

ireland_yes.jpgProviamo a indovinare: gli è stato promesso questo premio per aver dato una mano alle guerre volute dai neocon e da Bush. Blair ha approvato tutte le mosse americane di questo genere. Ha approvato ed attuato con Washington le sanzioni economiche contro l’Iraq, durate dal 1990 al 2003 data dell’invasione, che hanno portato alla morte – si ritiene – di mezzo milione di bambini iraheni per malnutrizione e mancanza di cure mediche. Si è affiancato all’America in una guerra di aggressione, giustificandola con pretesti inventati (armi di distruzione di massa).

Forse qualcuno ricorderà il «Memorandum Downing Street», dove Blair, allora premier, ordinava di «mettere più pepe» (sex-up) nei rapporti dell’intelligence britannico, che non confermavano le armi di distruzione di massa di Saddam – che non esistevano (1). Di conseguenza, mandò ad uccidere e morire centinaia di soldati britannici, che si macchiarono a loro volta di atrocità.

Un vero criminale di guerra, recentemente convertitosi al cattolicesimo; il che non gli impedisce di partecipare a cerimonie come il rito «azteco» in a cui lui e sua moglie Cherie (cattolicissima) hanno partecipato nel 2002: praticamente nudi, attorno ad una falsa piramide azteca nei giardini dell’Hotel Mamora sulla costa caraibica del Messico, ad aspirare misticamente la luce-energia delle stelle (2).

Tony Blair del resto è noto per aver richiesto ad una sua ex fidanzata (Carole Caplin) una seduta spiritica New Age, per evocare una forza chiamata «La Luce». E la moglie Cherie ha il suo guru-guaritore-erborista.

Inoltre, Tony Blair è membro del Bilderberg, ed è stato messo a capo del «quartetto» che dovrebbe risolvere il problema palestinese: non avendolo risolto, ha meritato la nomina a presidente della UE.

Blair, come ha scritto il Times, è il presidente UE «che nessuno vuole davvero», ma che i 27 capi di governo dell’Unione voteranno comunque (anche se Frattini, gliene va dato atto, ha levato qualche educata obiezione), perchè così è stato deciso.

Da chi? Dal Bilderberg, che dal 1955 elaborò per noi, a nostra insaputa, il piano per donarci l’euro, ossia con 40 anni di anticipo? (3) O dall’altra potentissima lobby che non è il caso di nominare?

Comunque sia, Blair obbedirà al Bilderberg e alla lobby, o alle lobby più varie. Evviva il Trattato di Lisbona!

fonte: EFFEDIEFFE

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Notizie – di Forrest Gump e d’altro

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IL TRATTATO TRUFFALDINO

Quanti di voi sanno esattamente in cosa consista l’approvando (con la forza) Trattato di Lisbona? Non lo sapete? Niente di cui vergognarsi, anche i nostri parlamentari l’hanno votato quasi all’unanimità senza neanche conoscerlo. Lo sapete, ad esempio, che su oltre 80.000 norme, regolamenti, sentenze, ecc. il Parlamento europeo NON ha possibilità di intervenire? Non decide nulla, nella sostanza.

E quindi anche gli illusi che il sistema della rappresentanza (il voto) funzioni, dovrebbero ricredersi, sul nuovo Trattato: qui non c’è neanche quella, solo il suo fantasma.

D’altro canto, in tutta Europa “i nostri rappresentanti” nei rispettivi parlamenti stanno consegnando la sovranità dei loro Paesi ad una entità non eletta e scarsamente controllabile (la Commissione), e lo ignorano beatamente. Dopo il fallimento della Costituzione europea, bocciata per referendum in diversi Paesi (Francia ed Olanda nel 2005), i burocrati al soldo delle banche ci riprovano, riproponendo la vecchia Costituzione sotto forma di Trattato (non soggetto a referendum se non in Irlanda), by-passando così la volontà della maggioranza popolare palesemente avversa alla creazione di un super-stato europeo.

Purtroppo, l’ordine di APPROVARE è chiaro, altrimenti perché si sarebbero costretti gli irlandesi ad un nuovo referendum, dopo che con l’ultimo avevano bocciato sonoramente il Trattato? E’ così che funziona la “buro-democrazia” europea: la gente vota, dice di no, il risultato non viene accettato, e si costringe la gente a votare di nuovo, ancora e ancora, finché non verrà fuori un verdetto positivo. Bella, la “democrazia”, nevvero? Mi ricorda una battuta di Celentano “allora, qual è la tua risposta positiva?“… fingono di chiedere, in realtà pretendono, perché hanno già deciso.

Siamo quindi COSTRETTI a digerire un Trattato liberticida che consegnerà le nostre esistenze ad una ristretta cerchia di burocrati non eletti dipendenti dalla plutocrazia mondiale. Questa è la triste realtà.

per saperne di più

____________________ articoli vari _____________________

1. L’Aquila: UN MIRACOLO CHE SA DI FALLIMENTO

2. FORREST GUMP E JEAN SEBERG: La propaganda di Hollywood a beneficio dell’immagine USA

3. Le spesucce tricolori in Afghanistan…

4. U.S. Story on Iran Nuke Facility Doesn’t Add Up (in INGLESE)

e una simpatica vignetta dal nostro amico del Gongoro (dalla serie di strisce pubblicata in Grecia “Collective Hope”):

CollectiveHope55

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Israele – aggiornamenti

Niente da fare. Hanno persino piazzato un magistrato ebreo sudafricano, Richard Goldstone, a dirigere la commissione ONU che doveva giudicare sui presunti crimini commessi da Israele a Gaza, ma questo ha avuto solo il potere di “ammorbidire” il verdetto nelle parole, non nella sostanza: Israele ha commesso crimini di guerra a Gaza.
Il rapporto si può leggere integralmente qui, ne posto di seguito un estratto:

«La missione ha dovuto considerare se la serie di atti volti a privare la popolazione di Gaza dei mezzi di sussistenza, di lavoro, di abitazione e d’acqua, che negano la libertà di movimento e il diritto di entrare ed uscire dal Paese, che limitano l’accesso a cure e tribunali, sia da ritenersi “persecuzione”, che è un crimine contro l’umanità»

Una mazzata, per l’unica-democrazia-mediorientale. Che intanto mette in moto tutti i suoi apparati di propaganda per porre in cattiva luce tanto il messaggio quanto il messaggero, onde delegittimarli entrambi.

In Italia il compito spetta alla pasionaria ultra-sionista Fiamma Nirenstein, che arriva addirittura a dire alla radio che, di questo passo,  «gli USA e la Germania dovrebbero essere incriminati di crimini di guerra», per le loro recenti azioni in Afghanistan (alias uccisione di centinaia di civili afghani).

E perché no, aggiungerei io? Se altri commettono dei crimini, certo che vanno indagati e perseguiti.

Nei paesi anglosassoni c’è un detto per cui “due torti non fanno una ragione”; invece i sionisti utilizzano abitualmente i torti degli altri come foglia di fico per distogliere l’attenzione dalle proprie vergogne. E’ uno dei mille strumenti della loro propaganda, che tuttavia stenta ogni giorno di più a combattere la cattiva immagine mondiale di Israele, in costante peggioramento.

Non riescono a comprendere, davvero non si capacitano che il mondo “non capisca” che sono loro, gli ebrei di Israele, le uniche ed eterne vittime (a prescindere). E quindi si inviperiscono. Leggi tutto…

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11 settembre: davvero il complotto è “tutto sbufalato”?

Scritto da huey in 11 settembre, information, internet

Atti & company si ostinano a dichiarare sotto il consueto sorrisetto a metà tra superiorità e compatimento di avere “sbufalato” tutte le obiezioni che tecnici e persone di buon senso, in numero sempre crescente, oppongono alla c.d. “versione ufficiale” (che in realtà sono più d’una, ed in molte parti in contraddizione tra di loro).

Così, mentre Massimo Mazzucco su LC pubblica un video in tre parti con le dodici domande a cui a tutt’oggi non è stata fornita una risposta convincente, dall’altra parte il sardonico DJ antibufala pubblica sul suo blog 12 domande ai “complottisti”.
Alle quali risponde un utente di LC, con una facilità disarmante, dimostrando come in realtà si tratti non di vere domande, ma di “trappole” logiche e retoriche, tra l’altro semplici da disinnescare, per chi ha dimestichezza con l’argomento.

Pubblico la risposta qui di seguito.
____

RISPOSTA ALLE 12 DOMANDE DI ATTIVISSIMO

Attivissimo ha deciso di ribadire per l’ennesima volta l’incompetenza, la banalità e la malafede dei suoi “ragionamenti”, sfidando chiunque critichi la versione ufficiale a rispondere a 12 sue domande, le quali in sostanza sono un’ennesima ripetizione di tutte le più ottuse, banali e insensate obiezioni che i debunker continuano a starnazzare da anni. E a cui è già stato risposto decine di volte, naturalmente, anche se mai tutte insieme come mi accingo a fare stavolta.

Meno male, comunque. Era da un po’ che l’iperattivo non ne faceva una delle sue, cominciavamo a stare in pensiero.

Ora, le domande che vengono spontanee a questo punto sono molte:

Perchè dovremmo raccogliere la sua sfida quando lui scappa regolarmente a gambe levate da quelle che noi rivolgiamo a lui (l’ultima volta è stata poco tempo fa)?
Perché dovremmo rispondere a domande ideate da lui e dalla sua cricca di credenti, anziché a domande ideate da un qualunque individuo competente in almeno uno dei vari campi di indagine dell’11 settembre?
Perché dovremmo perdere altri preziosi minuti della nostra vita dietro a questo insinuante e incompetente giornalista-ex-dj-debunker-guru-wannabe?
Ma chi è ’sto attivissimo?

Ma dato che se osassi porre queste (più che lecite) domande lui canterebbe subito vittoria dicendo che “i complottisti non rispondono alle mie domande perchè con la mia preparazione e arguzia li ho ammutoliti, gné gné gné, ora per favore mi date qualche euro via paypal per comprarmi un altro pezzo di focaccia?”, mi trovo costretto a sprecare qualche altro minuto per ri-spiegargli perchè ha torto (visto che a quanto pare la lezione sul Pentagono e quella sul WTC-7 non gli sono bastate).

Cominciamo, và… (solo perché l’alternativa è mettermi a studiare, sennò…)

Ma prima una precisazione doverosa verso attivissimo: so già che dirai che queste sono cose che hai già “sbufalato decine di volte” e non ti va di ripeterti, e che ricorrerai a tutto il tuo solito repertorio di stupidaggini e scuse varie per evitare di dover confutare fatti inconfutabili, ma io ti dico fin da subito che non è vero, che non hai MAI davvero smentito nulla di quello che dirò in questa pagina, e che ti sfido a dimostrarmi il contrario.
A dimostrarlo, eh. Non a insinuarlo. Sennò è troppo facile.
La scusa del “non mi va di ripetermi perchè queste sono cose che ho già smentito”, da qualche parte e in qualche momento non meglio identificato, non regge. Se io faccio lo sforzo di smentire per l’ennesima volta le tue affermazioni, tu devi fare lo sforzo di smentire le mie, se sei in grado di farlo, senza ripararti dietro scuse e pretesti. O pigrizia. Mi sembra questione di correttezza minima indispensabile.
(Naturalmente so che alla fine ignorerai tutto questo perchè provare davvero a discuterne per te significherebbe rimediare una musata clamorosa, ma io più di questo non posso fare.)

Ora possiamo davvero cominciare.

1) Sapete descrivere in dettaglio come sarebbe stato realizzato il complotto secondo la vostra teoria?
Parlate sempre di “versione ufficiale” che non sta in piedi: vediamo se sta in piedi la vostra “versione non ufficiale”. Per esempio, descrivete con precisione in che modo sarebbero stati demoliti i due grattacieli di 400 metri delle Torri Gemelle, il grattacielo WTC7 e gli altri cinque edifici circostanti, indicando come e dove sarebbe stato piazzato l’esplosivo nelle Torri Gemelle e nel WTC7 senza che nessuno se ne accorgesse e quanti specialisti e quanto tempo sarebbero stati necessari per farlo; specificate quale tipo di esplosivo avrebbe evitato di produrre un’onda di pressione tale da spingere in fuori tutti i vetri dell’edificio e produrre il botto secco, potente e inconfondibile di un’esplosione, come fanno necessariamente tutti gli esplosivi; spiegate come sarebbe stato possibile far credere ai testimoni oculari al Pentagono di aver visto colpire l’edificio da un aereo di linea lungo 40 metri e largo 38 se, come dite voi, al posto dell’aereo c’era un missile; dite come e quando sarebbero stati collocati dentro il Pentagono i resti dei passeggeri dell’aereo e come gli organizzatori della messinscena si sarebbero procurati i loro effetti personali. Ripetete la spiegazione dei resti e degli effetti personali per l’aereo caduto in Pennsylvania. Buona fortuna.

Primo: Grazie, ma la fortuna non serve se si ha un cervello.
Secondo: Come ti ho già detto e ripetuto mille volte, lo scopo di chi critica la versione ufficiale dell’11 settembre è, appunto, criticarla. Mettere in evidenza le falle, le impossibilità e le contraddizioni della versione ufficiale. Non mettersi a inventare una propria teoria. Il nostro unico scopo è dimostrare che la versione ufficiale del 9/11 non può essere vera, e che quindi il governo USA ci sta mentendo ormai da otto anni. Punto. Fine. Non esiste quindi una “nostra teoria” o una “versione non ufficiale”, come sai perfettamente e come continui a fingere di non capire per poter continuare a chiamarci “complottisti”.

Terzo: Dato che so perfettamente che il tuo vero scopo con questa domanda è insinuare che non sarebbe stato possibile per il governo USA realizzare un auto-attentato, perchè sarebbe stato impossibilmente difficile e complicato, ti spiegherò lo stesso dettagliatamente e con tanto di fonti come avrebbero potuto fare, se proprio avessero voluto (e i moventi per volerlo fare ce l’avevano, eccome).
Cominciamo:
Come
detto da un esperto finlandese di demolizioni, per piazzare delle cariche esplosive nelle Torri Gemelle sarebbero bastati quattro mesi di lavoro, usando solo 30 uomini. Usandone di più ovviamente ci sarebbe voluto ancora meno. Le “migliaia di uomini necessari per attuare un complotto così colossale”, di cui vaneggi sempre, sono quindi solo un parto della tua fantasia.
Se a questo aggiungiamo poi che, come si sa da anni, poco prima dell’11 settembre 2001 si verificarono delle interruzioni di corrente e degli sgombri delle Torri Gemelle dal 50° piano in su per fare dei non meglio precisati “lavori”, che le telecamere di sicurezza durante questi lavori furono spente, che dei testimoni raccontano un continuo via vai di persone con divise da tecnici (ma, come sappiamo, l’abito non fa il monaco) dentro e fuori le Torri, e che i cani fiuta-esplosivo vennero mandati via più o meno in quel periodo senza un motivo valido, allora è davvero molto difficile non unire i puntini e non accorgersi che c’è qualcosa di molto strano, in questa situazione. Puoi riuscirci giusto tu.
Se poi consideriamo con che facilità è possibile per chiunque trasportare degli esplosivi, persino dentro edifici governativi, senza venire fermati dai controlli anti-esplosivo, come dimostrato da questa recente indagine, allora si capisce quanto poco sia complicato piazzare degli esplosivi in un palazzo, volendo. E questa prova è stata fatta da gente priva dell’appoggio del governo e dopo l’11 settembre, con tutte le misure di sicurezza molto più severe che abbiamo oggi. Figurati quanto sarebbe stato difficile piazzare degli esplosivi per gente sostenuta dal governo e prima dell’11 settembre, quando le misure di sicurezza erano molto meno rigide di ora.
Piazzare delle cariche esplosive nel WTC-7 sarebbe stato poi ancora più facile, dato che ospitava degli uffici della CIA (era proprio la tana del lupo). Nemmeno c’era bisogno di inscenare dei finti lavori.
Idem per quanto riguarda il Pentagono (un’altra tana del lupo), che guarda caso è proprio “casa” di chi aveva i mezzi e i moventi per imbastire un auto-attentato, e quindi avrebbe potuto farci qualunque cosa (dal far esplodere una bomba su un muro esterno, al lanciarci un missile, al lanciarci contro un aereo militare pieno di cheerleader), a volontà, senza doverne rispondere a nessuno e senza venire controllati da anima viva (è bastato dire, dopo: “Ci dispiace, ma tutte quelle riprese delle telecamere di sorveglianza non possiamo darvele perchè… ecco… ci servono per le indagini. Però potete avere questi 4 fotogrammi sfocati in cui non si vede niente, ecco, tenete. Che non si dica che non siamo trasparenti e che teniamo nascosto qualcosa!”). Ridicolmente facile.
Gli altri 5 edifici più piccoli del WTC sarebbero poi crollati del tutto o parzialmente per via delle macerie delle Torri, dato che erano proprio sotto di esse, senza nemmeno bisogno di minarli.
Infine, sarebbe bastato far finire due aerei militari – verniciati e camuffati da aerei linea – comandati a distanza sulle due Torri in punti precedentemente stabiliti
(la tecnologia per farlo è nota dal 1994), per poi innescare con un detonatore a distanza delle piccole cariche di un esplosivo resistente a impatti e calore ma che esplode con un impulso elettrico (come il C4, per esempio, ma ce ne sono altri), che a sua volta avrebbero incendiato le cariche di nanotermite precedentemente posizionate durante i finti lavori dai finti operai (e delle quali sono stati trovati residui nelle macerie del WTC, guarda caso).
Nota bene: questo è solo UN modo di procedere, non l’unico. Inoltre, le piccole cariche innescanti, date le loro limitate dimensioni, non avrebbero potuto provocare una grande onda d’urto capace di distruggere tutte le finestre e dei grandi botti, ma solo degli scoppi limitati, e infatti gli unici a sentirli sono stati degli individui che erano proprio lì sotto mentre esplodevano. C’è comunque da dire che, a distanza ravvicinata, le esplosioni simultanee di molti inneschi, anche se piccoli, hanno ovviamente un effetto notevole (specialmente su persone non abituate alle esplosioni, che infatti ne sono rimaste sconcertate).
Inoltre con dei detonatori si potrebbe decidere liberamente quale piano far saltare per primo, e in che ordine farli saltare, se a partire da metà edificio, dal basso, oppure dall’alto. A piacimento.
Le cariche di nanotermite avrebbero a questo punto tagliato agevolmente le colonne delle Torri (le cariche usate nelle demolizioni controllate vengono infatti dette cutting charges), se sistemate nel modo giusto, ed ecco che, a meno di non sbagliare calcoli che qualunque società di demolizioni è in grado di fare, è perfettamente possibile far crollare due grattacieli di 400 metri sulle proprie piante in circa 12 secondi. E un terzo grattacielo in 6 secondi e mezzo.
Anzi, l’UNICO modo per fare una cosa simile sarebbe proprio una demolizione controllata, secondo centinaia di esperti. Non trascuriamo questo dettaglio.
Ora resta solo da far esplodere nel terreno in Pennsylvania
un piccolo ordigno che provochi una buchetta di una decina di metri priva di detriti di aerei, e dire che si trattava del volo UA-93 (altro punto incredibilmente debole della faccenda), i cui passeggeri avevano eroicamente resistito ai malvagi terroristi islamici e si erano sacrificati per evitare altre morti, bla bla bla.
I veri voli UA-93, UA-175, AA-77 e AA-11 sarebbero stati nel frattempo fatti sparire in qualche modo (ce ne sono molti possibili, basta fermarsi a pensarci: rottamarli e riciclarli, ridipingere i numeri di serie e continuare ad usarli normalmente, fonderli, seppellirli nel deserto, calarli nell’oceano, ecc., devi solo scegliere il tuo preferito), e i passeggeri sarebbero potuti essere, a scelta: inesistenti e inventati creando identità fasulle al computer; veri e uccisi per aggiungere credibilità al complotto (chi può uccidere 3000 persone nelle Torri Gemelle di sicuro non ha scrupoli ad ucciderne qualche altra decina); oppure persone vere ma che devono sparire e rifarsi una nuova identità per qualche motivo (e a questo proposito c’è una curiosità interessante).
In particolare, per quanto riguarda il volo UA-93, le testimonianze di vari abitanti vicini al presunto luogo dello schianto che parlano di un mai chiaramente identificato jet bianco che si aggirava nei paraggi in quei momenti, di rottami di UA-93 trovati fino a 8 miglia di distanza, e addirittura di rumori di missili prima dello “schianto”, fanno supporre fortemente che in quel caso si sia ricorso all’abbattimento in volo dell’aereo e a un piccolo ordigno fatto esplodere a terra, per simulare il dirottamento, la coraggiosa ribellione dei passeggeri e lo schianto al suolo.
Le successive testimonianze del Boeing 757 che si schianta sul Pentagono possono poi venire “incoraggiate” da governativi e militari (che sanno essere molto persuasivi), oppure precedentemente concordate con dei complici che abbiano legami poco visibili e difficilmente dimostrabili con il governo o l’esercito (amici di amici, cugini di amici, ecc.). Le testimonianze a favore della propria storia verranno poi evidenziate e ripetute il più possibile dai media, mentre quelle contrarie dovranno essere sistematicamente ignorate, in modo da rafforzare la propria versione dei fatti nelle menti delle persone con un continuo “bombardamento mediatico”. Come in ogni operazione di “cover-up”. Nulla di nuovo sotto il sole, né di difficile da fare.
Naturalmente dovrebbe venire manipolata in questo modo anche la finta identificazione tramite DNA di ogni singolo cadavere dei passeggeri del Boeing nel Pentagono, della cui presenza nelle macerie del Pentagono, ricordo, non è MAI stata fornita nemmeno una singola prova o fotografia inequivocabile (al massimo sono state prodotte delle foto di cadaveri bruciati che però, oltre ad essere troppo pochi, non si sa se fossero impiegati del Pentagono morti nell’esplosione, se fossero già stati piazzati nell’edificio in anticipo, ecc.). Inoltre, c’è da dire che identificare ogni singolo cadavere con una tale precisione in caso di catastrofi simili, dove decine di cadaveri sono maciullati, compressi, fatti a pezzi e mescolati insieme, stando al mio libro di medicina legale è impossibile, ma vabbé…
Per quanto riguarda poi gli effetti personali dei passeggeri (sia che fossero vittime inconsapevoli uccise e fatte sparire chissà dove, sia che fossero attivamente complici dei governativi), possono essere stati tolti ai passeggeri e poi comodamente danneggiati, affumicati e piazzati sui luoghi di “schianto” al Pentagono e in Pennsylvania. (Oppure possono aver tagliato la testa al toro ed essersi limitati a dichiarare di averli ritrovati sui luoghi degli schianti, anche se in realtà non è vero. Una dichiarazione ufficiale è legge per la maggioranza della gente, come dimostri tu.) Nulla di difficile, né tantomeno di impossibile, neanche stavolta. Sono accorgimenti facili da attuare e necessari per completare la messinscena.
Ed ecco che il melodramma mirato a innescare il terrore e il risentimento della nazione americana, oltre allo spirito patriottico e alla voglia di vendetta, è servito.
Facile e veloce, se sei a caccia di un pretesto per scatenare una guerra e hai le risorse che ha il governo degli Stati Uniti.
E ha funzionato dannatamente bene, proprio come previsto, visto cosa è successo subito dopo: improvvisamente il popolo americano, terrorizzato e infuriato, è stato per la maggioranza più che d’accordo a invadere Afghanistan e Iraq, solo perchè il loro presidente aveva affermato che erano delle importanti roccaforti dei mandanti degli attentati dell’11 settembre! E’ bastato questo!
Sarò chiaro: se credi davvero che l’oh-così-pacifista popolo americano sarebbe stato d’accordo a invadere quelle oh-così-petrolifere nazioni e a cominciare delle guerre senza avere un motivo gigantesco, drammatico e terrificante come l’11/9, allora hai dei problemi a capire come si accende il cervello. E come funziona il mondo.
Comunque, ripeto, questa non è la “nostra teoria unificata”. E’ solo un modo in cui è più che possibile (e più che verosimile) che si siano svolti i fatti. E non è nemmeno l’unico.
E’ la dimostrazione, insomma, che quella dell’auto-attentato è un’ipotesi perfettamente plausibile, al contrario di quanto sostieni tu.
Se un governo decide di inscenare un auto-attentato sul proprio territorio, fidati, ci riesce. E con facilità.

2) Perché gli organizzatori del complotto avrebbero dovuto concepire una messinscena così incredibilmente rischiosa, complicata e incoerente?
Date una buona ragione per usare aerei più esplosivi per distruggere le Torri Gemelle ma nessun aereo per abbattere il WTC7 (il terzo grattacielo che crollò a New York); per spacciare missili per aerei di linea al Pentagono invece di usare aerei più esplosivi come alle Torri Gemelle; per inventare telefonate asseritamente impossibili dai voli dirottati. Spiegate perché sarebbero state necessarie tutte queste complicazioni ad altissimo rischio di fallire e di lasciare tracce rivelatrici.

Per il semplice motivo che NON E’ STATA incredibilmente rischiosa, complicata o incoerente, come affermi cercando slealmente di far passare una tua opinione per un fatto assodato e indiscutibile.
Ti ho appena spiegato che sarebbe stata fattibilissima, per il governo USA (niente affatto complicata, se hai le risorse di un governo e hai a disposizione mesi o anni per prepararti), né è stata affatto incoerente dato che, come ti ho già detto, è stata una messinscena psicologicamente e politicamente perfetta, con tutti gli elementi necessari al posto giusto per scatenare un pericoloso mix di indignazione, sete di vendetta e terrore alla “oh-mio-dio-dobbiamo-ucciderli-tutti-prima-che-ci-uccidano-loro!” nel popolo americano, in modo che fosse d’accordo a mandare i propri figli dall’altra parte del mondo ad ammazzare e farsi ammazzare (più l’una che l’altra, a dire la verità), rischiando inoltre di ripetere il terribile errore della guerra del Vietnam, una ferita ancora più che aperta nella coscienza americana.
Niente di meno di quello che è accaduto sarebbe bastato allo scopo. Un’altra bombetta nel WTC che fa a stento mille dollari di danni? Un’inezia. Assolutamente insufficiente per giustificare delle guerre.
Una bomba al Pentagono o in qualche altro edificio governativo e basta? I cittadini avrebbero potuto pensare di non correre il minimo pericolo personale, e che fosse una faccenda privata del governo che non li sfiorava nemmeno (e si sa che finché un problema non ci arriva alla porta di casa, noi ce ne freghiamo). Peggio ancora, non avrebbe scatenato nessun desiderio di vendetta e nessun senso di distruzione imminente nei cittadini, non ci sarebbe stato quel terrore alla “ammazziamoli immediatamente prima che lo facciano loro, presto!”, che è stato indispensabile per portare alla guerra.
Degli aerei che si schiantano sulle Torri Gemelle, nel bel mezzo dei cittadini, ammazzandone anche un po’, ma senza far crollare le Torri? Già molto meglio, più grave e con un miglior impatto visivo, ma perchè non andare sul sicuro e far crollare completamente le Torri Gemelle, fulcro e simbolo della società capitalistica americana (magari cogliendo anche l’occasione per guadagnarci su, nel frattempo), uccidendo ancora più cittadini (e quindi terrorizzandoli e infuriandoli di più), provocando un impatto visivo incredibilmente superiore e molto più efficace, e per di più eliminando anche il rischio che qualcuno potesse notare qualcosa di strano negli aerei che si erano schiantati sulle Torri (”ehi, ragazzi, ma questi finestrini sono finti? non ci sono cadaveri qui dentro? cos’è questo strano dispositivo attaccato qui? che razza di aereo civile è questo?!”). Molti piccioni con una fava. Semplice (per un governo) ed efficace.
L’attentato al Pentagono è servito ad aumentare il senso di pericolo imminente (”Riescono a colpire persino il Pentagono! Il cuore dell’esercito più potente del mondo! Sono un pericolo reale e concreto, non sono solo quattro pecorai in una caverna, dobbiamo fermarli ad ogni costo!”) e a rendere il tutto più coerente (ma come? dei terroristi che ce l’hanno con il governo USA hanno l’occasione di colpire il suo quartier generale militare e non lo fanno, accontentandosi di colpire solo le Torri Gemelle? non avrebbe avuto molto senso). Inoltre in questo caso è stato usato qualcosa di più piccolo e molto meno distruttivo di un Boeing da 100 tonnellate per ovvie ragioni: danneggiarci un po’ casa nostra da soli per rendere il tutto più credibile va bene, ma distruggerla completamente no. Un Boeing 757 sul Pentagono, a 900 Km/h, con 30 tonnellate di kerosene, l’avrebbe distrutto o reso inutilizzabile almeno per metà, senza contare il rischio di ferire o uccidere il buon Donald Rumsfeld che in quel momento era proprio lì dentro insieme ai suoi uomini (e che sarebbe proprio uno dei principali organizzatori di questa messinscena). Farci un buco sul muro (inoltre appena rinforzato) e dover rifare una parete va bene. Distruggerci il Pentagono da soli e magari anche ucciderci per sbaglio no. Basta rifletterci per accorgersi che era il modo più coerente di procedere, e distruggere il WTC-7 è servito a completare l’opera, spazzando via l’intero complesso del World Trade Center, provocando quella spettacolare e più-che-simbolica ferita all’America che è Ground Zero, degna dei migliori sceneggiatori di Hollywood, ed eliminando anche probabili prove presenti nell’edificio, dato che è più che verosimile che l’operazione sia stata orchestrata e diretta proprio da quel grattacielo, vicinissimo alle Torri e quartier generale della CIA (il che spiega anche perchè sul WTC-7 non è stato fatto schiantare alcun aereo: l’intera operazione stava venendo diretta da lì dentro, in quei momenti. Perchè i colpevoli avrebbero dovuto farsi schiantare un aereo addosso da soli?! Sarebbe stato un suicidio! Hanno dovuto prima portare a termine tutto, poi sgombrare completamente il palazzo, e poi con comodo premere il detonatore e buttarlo giù con le cariche precedentemente posizionate). Più facile di così.
Ma il vero colpo di classe, la ciliegina sulla torta, è stato lo schianto di UA-93. Geniale. Un melodrammatico spettacolo strappalacrime mirato a far giurare vendetta agli americani per i loro coraggiosi compatrioti che si sono sacrificati per loro (che film è senza il sacrificio dell’eroe?), e a far gonfiare di orgoglio patriottico il petto di ogni americano (”Noi americani siamo tanto coraggiosi da sacrificarci per i nostri compatrioti in quel modo, e questi schifosi terroristi vengono qui ad ucciderci così vigliaccamente! Li ammazzeremo tutti, fosse l’ultima cosa che facciamo! Loro sono il male e noi il bene!”). Il che è stato ovviamente anche lo scopo delle impossibili telefonate dagli aerei da parte dei passeggeri disperati: un efficace stratagemma per aggiungere drammaticità. E i successivi film sull’argomento non hanno fatto che soffiare sul fuoco a intervalli regolari, come era ovvio che sarebbe accaduto (era un’occasione troppo ghiotta per l’industria cinematografica perchè non la cogliessero).
Per quanto riguarda il rischio di fallimento, per evitarlo è sufficiente, come in ogni operazione militare, predisporre uno o più piani di riserva. Non parte un aereo per un guasto imprevedibile? Teniamocene altri tre pronti a decollare al posto suo. La carica non esplode? Piazziamone altre due, per stare sicuri. E così via. Precauzioni standard. Per ogni possibile intoppo, almeno uno o due piani di riserva. In questo modo serve un’incredibile catena di coincidenze improbabilissime per far fallire un’operazione, non basta solo qualche imprevisto. I militari sono bravi, in questo genere di cose.
E per quanto riguarda il rischio che qualcuno dopo parli e riveli tutto, per evitarlo è sufficiente, come in ogni operazione sporca che deve restare riservata (non crederete che non ne avvengano mai, vero? non fatemi ridere, sto digerendo), ricorrere a una piccola squadra di specialisti addestrati proprio per svolgere questo tipo di missioni, che credano fermamente nella “causa”, che possano essere tenuti sotto stretta e continua sorveglianza, e che alla peggio possano venire eliminati senza clamori, e soprattutto ricorrere alla modulizzazione: l’operazione deve essere divisa in vari moduli, ossia tante piccole sotto-operazioni, e ad ognuno degli addetti a queste sotto-operazioni non deve mai venire fornito il quadro complessivo dell’intera faccenda, ma solo un piccolo incarico chiaro e preciso, staccato da tutte le altre parti dell’operazione e da cui è impossibile dedurre il quadro generale (e degli incarichi più delicati da cui è possibile dedurlo invece si occuperà la summenzionata piccola squadra addestrata a questo scopo). In questo modo, proprio come i vari operai di una catena di montaggio, che fanno ognuno la propria piccola parte senza nemmeno rendersi conto di cosa stanno costruendo, nessuno avrebbe potuto capire cosa stesse facendo davvero e perchè. E, nel caso qualcuno si insospettisca, gli si può sempre mentire dicendogli che era un’esercitazione o un’altra operazione, oppure dirgli chiaramente che non sono affari suoi e che gli conviene tenere la bocca chiusa, tanto che prove concrete può avere? Che pericolo può rappresentare, se non è in possesso nemmeno del quadro complessivo? E, più importante, anche se capisse cosa è successo davvero, riuscisse a raccogliere prove e testimonianze, e avesse il coraggio di esporsi e di rischiare le ire del proprio governo… anche se questo improbabile superuomo esistesse davvero, basterebbe lo scetticismo di gente come te, attivissimo, per rendere inutile ogni suo sforzo. Ogni sua parola, prova o testimonianza verrebbe deliberatamente fraintesa, discussa fino a distorcerla e messa in dubbio al minimo pretesto da gente come te, e non si arriverebbe da nessuna parte. Per tenere nascosti i complotti più grandi, dopo tutto, basta sempre l’incredulità della gente (di chi era questa frase?).
(E alla peggio cosa impedirebbe al governo che si è reso colpevole di tutta questa operazione di uccidere questo coraggioso superuomo e insabbiare le sue prove, se davvero cominciasse a fare troppo baccano? Non fosse mai successo…).
Il pericolo di fughe di informazioni e di “pentiti” ad alti livelli che decidessero di parlare, comunque, è stato risolto molto facilmente dando un contentino a chiunque fosse di livello abbastanza alto da partecipare coscientemente all’operazione o da poterla intuire. Ecco perchè quegli ufficiali che in teoria avrebbero dovuto essere licenziati e incriminati per manifesta incompetenza, sono stati invece tutti promossi.
Si ottiene più con le lusinghe…

3) Quante persone sarebbero coinvolte nel complotto, secondo la vostra teoria?
Elencate soltanto quelle che si sarebbero dovute occupare di attività chiaramente sospette, come per esempio la falsificazione delle 66 telefonate fatte dagli aerei, il piazzamento degli esplosivi nelle Torri Gemelle e nel WTC7, la sparizione dell’aereo di linea diretto contro il Pentagono e dei suoi passeggeri, la preparazione e il lancio del missile al posto di quell’aereo, la disseminazione dei resti dei passeggeri e dei finti rottami al Pentagono e a Shanksville, la falsificazione dei messaggi di rivendicazione di Osama bin Laden e la sorveglianza e minaccia di tutti i vigili del fuoco di New York e di tutti gli ingegneri strutturisti del mondo affinché non rivelino mai nulla ma anzi confermino la “versione ufficiale”.

Come ho già detto, non c’è nessuna “nostra teoria”.
E come ho già detto qui sopra, per svolgere l’impresa secondo te “incredibilmente complessa” di piazzare cariche esplosive nelle Torri Gemelle, sarebbero bastate 30 persone, volendo andare al risparmio. Per falsificare le sessantasei telefonate strappalacrime da parte dei passeggeri degli aerei sarebbe bastata 1 sola persona davanti a un computer con il software di editing audio adatto (ne esistono parecchi in grado di trasformare una sola voce in mille voci diverse, maschili o femminili, adulte o infantili, a piacimento; alcuni li scarichi perfino gratis da internet, ma immagino che l’esercito USA abbia qualcosa di meglio). Per la sparizione dell’aereo di linea diretto al Pentagono diciamo una 20ina di persone o anche meno, a seconda del metodo scelto (se riverniciarlo, smontarlo, fonderlo o farlo finire nell’oceano radiocomandandolo – in quel caso sarebbe bastata 1 persona sola!). Per il lancio del missile sul Pentagono, di nuovo, 1 sola persona col dito sul pulsante giusto. Per la disseminazione dei finti rottami e degli effetti personali dei passeggeri sui luoghi di “schianto” 5-6 persone sarebbero state anche troppe, dato che c’erano talmente pochi rottami da entrare in una vasca da bagno sia al Pentagono che in Pennsylvania (il che, come sai perfettamente, è proprio uno dei motivi per cui la gente ha cominciato a dubitare della versione ufficiale). Per la falsificazione dei videomessaggi di bin Laden (che, da parte sua, si è sempre dichiarato innocente, e non si capisce perchè dopo aver detto di essere innocente, subito dopo gli attentati, avrebbe dovuto di colpo cambiare idea e dire la cosa opposta in un videomessaggio fortunosamente ritrovato in una casa abbandonata dai soldati americani – questo sì che è contraddittorio, e anche un po’ ridicolo) sarebbe bastata, di nuovo, 1 persona davanti a un computer col programma adatto.
Una sessantina di persone in totale. (Caspita, che folla.) Anche meno, se consideriamo che vari compiti avrebbero potuti essere svolti dalle stesse persone in momenti diversi.
Infine, mi duole informarti (per quella che sarà l’ottantesima volta) che la “sorveglianza costante a tutti i vigili del fuoco e gli ingegneri strutturisti del mondo necessaria per mantenere il segreto” di cui vaneggi in continuazione, te la sei inventata.
Per l’ultima volta: NON E’ VERO che tutti gli ingegneri del mondo sostengono la versione ufficiale dei fatti. Dicendolo stai mentendo sapendo benissimo di farlo, dato che ti ho ripetuto decine di volte che al sito www.ae911truth.org, fondato proprio da ingegneri e architetti convinti della completa falsità della versione ufficiale, ci sono, ad oggi (settembre 2009), oltre 850 ingegneri ed architetti, con tanto di nome, cognome, qualifiche, indirizzo e fotografia, che affermano chiaro e tondo, e per molte e svariate ragioni, che la versione ufficiale sui crolli delle Torri Gemelle e del WTC-7 è, a loro parere, RIDICOLA, fisicamente IMPOSSIBILE e oltraggiosa. Sono tutti qui, nero su bianco. Controlla. E le qualifiche di ognuno di questi ingegneri vengono verificate scrupolosamente, prima di venire accettate. Cosa che tu sai perfettamente dato che, quando hai provato a iscriverti con nome e qualifiche falsi, sei stato subito beccato e cacciato (ricordi? io sto ancora ridendo).
Te l’ho fatto notare non so più quante volte, ma tu, dopo anni, ancora insisti a ripetere la menzogna (altro non è) che “tutti gli ingegneri del mondo sostengono la versione ufficiale”. Anche se ci sono le prove che non è vero, nero su bianco. Stai scivolando nel patetico.
Stesso vale per i vigili del fuoco, che non sono affatto tutti convinti della versione ufficiale né tantomeno silenziosi, e che hanno infatti testimoniato fin da subito che c’erano moltissime cose strane e contraddittorie. Ma, come ho detto prima (e questo lo conferma), le testimonianze non sono quasi mai sufficienti a far saltare una copertura, per via dell’indifferenza, dell’ignoranza (a volte volontaria) e della credulità che la gente prova verso qualunque cosa sia “ufficiale”. Infatti, anche dopo anni di queste testimonianze e perfino di documentari che le riportavano, solo pochissime persone hanno fatto lo sforzo di informarsi e ne sono venute a conoscenza. Le altre se ne sono fregate e continuano a farlo. Come volevasi dimostrare, l’incredulità della gente è la miglior difesa per un grande complotto.
Ora i vigili del fuoco che non credono alla versione ufficiale si sono anche riuniti in un loro sito: www.firefightersfor911truth.org. Ti era sfuggito?

4) Secondo le vostre teorie, il NORAD, l’ente militare incaricato della difesa aerea statunitense, avrebbe ricevuto ordini di non intervenire, ma il NORAD è un comando congiunto USA-Canada; ma allora anche i militari canadesi fanno parte del complotto?

Come al solito, stai complicando qualcosa che in realtà è stato semplicissimo.
Sicuramente saprai, informato come sei, che tre mesi prima dell’11 settembre 2001 l’ormai ex-Ministro della Difesa, Donald Rumsfeld, decise improvvisamente di cambiare certe procedure che risalivano al 1997 riguardo i dirottamenti nello spazio aereo americano. Rumsfeld stabilì che l’Aviazione Civile (FAA) dovesse avere da quel momento l’esclusiva responsabilità nel dirigere gli interventi delle forze dell’ordine nel caso di dirottamenti (che prima invece condivideva con il NORAD), e che il punto di coordinamento per tali operazioni sarebbe diventato il Comando Militare Centralizzato (NMCC), che sta sotto il DoD (Department of Defense – Ministero della Difesa).
In altre parole, appena tre mesi prima degli attentati, guarda caso, le operazioni e il potere decisionale in caso di un dirottamento aereo sul territorio nazionale passarono direttamente sotto l’esclusivo e totale controllo di Donald Rumsfeld, Ministro della Difesa, il quale, sempre guarda caso, si è guardato bene dall’usare queste nuove capacità nel momento di maggior bisogno. Inoltre, proprio l’11 settembre 2001 stavano avvenendo in tutto il paese varie esercitazioni militari che prevedevano il finto dirottamento di aerei a scopo terroristico, e tutti i controllori di volo e il personale addetto ne erano stati informati e avevano ricevuto chiari ordini di ignorare ogni eventuale anomalia e di non prendere iniziative. Giusto per evitare ogni rischio di intromissione nella loro bella messinscena da parte di un ufficiale troppo zelante in cerca di gloria. Mai sentito parlare dell’esercitazione denominata Vigilant Guardian? E di tutte le altre esercitazioni che prevedevano finti dirottamenti aerei e che, guarda caso, erano state programmate per l’11 settembre 2001, tutte contemporaneamente, in modo da confondere la situazione oltre ogni speranza? Non ti suona nessun campanello d’allarme? Quante coincidenze tutte insieme, non ti pare?
Di nuovo, non c’è nessun bisogno di ipotizzare migliaia di persone o addirittura altre nazioni complici del complotto: è bastata UNA sola persona che prendesse il controllo totale della situazione e che progettasse in anticipo delle finte esercitazioni per confondere le acque (e avere anche una scusa per dopo: “Ci dispiace se non siamo intervenuti, ma c’erano così tante esercitazioni che non sapevamo quali puntini sul radar erano veri aerei dirottati e quali erano finti… non è colpa nostra, non potete accusarci né di negligenza né di complicità. Ah-ah!”).

5) Se dite che le Torri Gemelle furono distrutte tagliando istantaneamente tutte le sue colonne usando una sostanza chiamata “termite” o “supertermite”, perché non ci dimostrate che questa sostanza è in grado di tagliare nello stesso modo almeno una singola colonna d’acciaio?
Prendete una trave d’acciaio, anche più piccola di quelle che componevano le colonne delle Torri, mettetela verticale e fateci vedere che riuscite a tagliarla di colpo con la vostra sostanza. Usatene quanta ne volete. I documentaristi del National Geographic ci hanno provato e non ha funzionato. Buona fortuna.

Sei un po’ confuso. La sostanza a dire il vero si chiama nanotermite, ed è un recente ritrovato dell’ingegneria militare statunitense (guarda un po’).
Che sia stata usata al WTC è ormai un fatto certo, dato che è stata ritrovata e che si tratta di una sostanza così particolare che è impossibile che si sia formata da sola nel crollo (Niels Harrit, che a differenza di te sa di cosa parla, afferma che “non esistono esperti di nanotermite senza connessioni ai militari”). Dato che raggiunge temperature più che capaci di fondere l’acciaio, l’unica cosa da fare è trovare il modo migliore di usare l’energia termica che è in grado di produrre, dissipandone il meno possibile, a seconda dell’uso che se ne vuole fare. Uno scoglio che qualunque esperto di esplosivi saprebbe superare (credo che l’esercito statunitense abbia qualche esperto di esplosivi, tra i suoi ranghi, ma non ne sono sicuro… tu che dici?).
Seriamente, ma tu pensi davvero che non esista un modo per sfruttare tutta quell’energia termica in modo da farle tagliare delle colonne di acciaio? E pensi davvero che il governo USA, che ha creato la nanotermite, non sappia come utilizzarla al meglio, in modo da farle fare una cosa simile? Per favore. Se non vuoi discutere seriamente, è inutile continuare.
Certo, è chiaro che se prendi della semplice termite e la sistemi a casaccio intorno a una trave d’acciaio, come nel ridicolo esperimento del National Geographic che ti piace tanto citare e che è stato fatto commettendo praticamente ogni errore che era possibile commettere, il risultato che ottieni è un po’ diverso… è ovvio. Non si può paragonare lo spargere un po’ di termite intorno a una trave con il piazzare delle cutting charges di nanotermite in modo ben preciso e calcolato su una trave o all’interno di essa.
Com’è che ti piace dire? “Stai paragonando pere con mele”? Era così?
Per quanto riguarda il procurarmi della nanotermite e provare io stesso, lo faccio volentieri. Tu che sei madrelingua, mettici una buona parola con l’esercito statunitense perchè mi presti un po’ di nanotermite, ok? Non è esattamente il genere di sostanza che vendono al supermercato, purtroppo.
In attesa di rimediare un po’ di nanotermite, credo che continuerò ad affidarmi alla fisica, che mi garantisce senza il minimo dubbio che le Torri Gemelle e il WTC-7 sono crollati con l’interferenza di esplosivi o sostanze incendiarie, e che non possono assolutamente essere crollati in modo spontaneo. Capisco che la semplice fisica non sia una prova con la P maiuscola come il tuo esperimento del National Geographic ma, ehi, ognuno si deve arrangiare con quello che ha.

6) Come spiegate che gli ingegneri strutturisti e gli esperti di demolizioni controllate di tutto il mondo e i vigili del fuoco di New York negano le vostre teorie?
Spiegate se fanno tutti parte del complotto, se sono corrotti o se sono minacciati. Spiegate come mai nessuno di loro, sopraffatto dal senso di colpa, in tutti questi anni ha mai confessato o s’è suicidato lasciando una lettera che rivelasse tutto. Spiegate come funzionerebbe di preciso il sistema dell’omertà ermetica che teorizzate: per esempio, se si viene informati del grande segreto e minacciati o corrotti prima o dopo aver conseguito la laurea in ingegneria strutturale o essere stati assunti come pompieri. Spiegate come sarebbe possibile gestire coloro che rifiutano di partecipare a quest’omertà.

Lo spiego dicendo che NULLA DI QUELLO CHE HAI APPENA DETTO E’ VERO e che SEI UN BUGIARDO SPUDORATO E PER GIUNTA RECIDIVO.
Copio e incollo dalla risposta numero 3:
Mi duole informarti che la “sorveglianza costante a tutti i vigili del fuoco e gli ingegneri strutturisti del mondo necessaria per mantenere il segreto” di cui vaneggi in continuazione, te la sei inventata.
Per l’ultima volta: NON E’ VERO che tutti gli ingegneri del mondo sostengono la versione ufficiale dei fatti. Dicendolo menti sapendo benissimo di farlo, dato che ti ripetuto decine di volte che al sito www.ae911truth.org, fondato proprio da ingegneri e architetti convinti della completa falsità della versione ufficiale, ci sono, ad oggi (settembre 2009),
oltre 850 ingegneri ed architetti, con tanto di nome, cognome, indirizzo, qualifiche e fotografia, che affermano chiaro e tondo, e per molte e svariate ragioni, che la versione ufficiale sui crolli delle Torri Gemelle e del WTC-7 è, a loro parere, RIDICOLA, fisicamente IMPOSSIBILE e oltraggiosa. Sono tutti qui, nero su bianco. Controlla. E le qualifiche di ognuno di questi ingegneri vengono verificate scrupolosamente, prima di venire accettate. Cosa che tu sai perfettamente dato che, quando hai provato a iscriverti con nome e qualifiche falsi, sei stato subito beccato e cacciato (ricordi? io sto ancora ridendo).
Te l’ho fatto notare non so più quante volte, ma tu, dopo anni, ancora insisti a ripetere la menzogna (altro non è) che “tutti gli ingegneri del mondo sostengono la versione ufficiale”. Anche se ci sono le prove che non è vero, nero su bianco. Stai scivolando nel patetico.
Stesso vale per i vigili del fuoco, che non sono affatto tutti convinti della versione ufficiale né tantomeno silenziosi, e che hanno infatti testimoniato fin da subito che c’erano moltissime cose strane e contraddittorie. Ma, come ho detto prima (e questo lo conferma), le testimonianze non sono quasi mai sufficienti a far saltare una copertura, per via dell’indifferenza, dell’ignoranza (a volte volontaria) e della credulità che la gente prova verso qualunque cosa sia “ufficiale”. Infatti, anche dopo anni di queste testimonianze e perfino di documentari che le riportavano, solo pochissime persone hanno fatto lo sforzo di informarsi e ne sono venute a conoscenza. Le altre se ne sono fregate e continuano a farlo. Come volevasi dimostrare, l’incredulità della gente è la miglior difesa per un grande complotto.
Ora i vigili del fuoco che non credono alla versione ufficiale si sono anche riuniti in un loro sito: www.firefightersfor911truth.org. Ti era sfuggito?
Se poi vuoi un esperto di demolizioni controllate di chiara fama e del tutto contrario alla versione ufficiale, ti presento Raymond Downey. Tanto per dirne uno.
Ultima cosa: non inventarti cose che nessuno di noi ha mai detto per poi smontarle e dire di averci fregati: nessuno ha mai teorizzato un “sistema di omertà ermetica” che coinvolgerebbe centinaia di migliaia di persone da anni senza mai fallire. A parte te. Le cose più assurde vengono sempre da te, hai notato?


7) Dove sono le vostre prove?
Voi chiedete prove su prove della “versione ufficiale”, ma dove sono quelle della vostra versione? Dove sono i rottami di missile al Pentagono? Dove sono i testimoni che dicono di aver visto un missile anziché un aereo o confessano di aver piazzato per finta i resti dei passeggeri? Dove sono, per esempio, i detonatori e i cavi elettrici usati per comandare la demolizione delle Torri Gemelle, che sarebbero rimasti a centinaia nelle macerie?

Per l’ennesima volta, non esiste nessuna “nostra versione”. L’unica cosa su cui siamo tutti d’accordo è che la versione ufficiale è FALSA, e di prove di queste ne abbiamo a volontà, sono decisamente troppe per elencarle qui, anche considerando solo quelle di carattere fisico o ingegneristico.
Se comunque insisti e vuoi rapidamente delle prove della falsità della versione ufficiale dei crolli delle Torri Gemelle, vai qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui e qui.
Per il Pentagono, vai qui, qui, qui, qui, qui, qui e qui.
Per il WTC-7, vai qui, qui, qui, qui, qui, qui e qui.
Per UA-93, vai qui e qui.
Queste sono le prove più importanti, una sorta di hit parade, ma non sono affatto le uniche.
Ma tanto so già perfettamente che ti rifiuterai di affrontarle e di discuterle seriamente ripetendo la tua solita BUGIA: “le ho già debunkate mille volte, bla bla bla”. Balle. Hai sempre FINTO di farlo.
La tua richiesta di rottami del missile (o della bomba) che ha colpito il Pentagono è esilarante. Secondo te, di un missile di mezzo metro o di una bomba che esplode facendo un buco di circa 5 metri in un muro, che rottami possono rimanere?! E anche ammesso che ne siano rimasti, sarebbero così minimi che per occultarli basterebbe spingerli nel terreno con la scarpa. Questa tua domanda non ha senso, specialmente considerando che tu sei quello che afferma che un aereo da 100 tonnellate che non lascia quasi rottami è normalissimo. Quindi: per te è normale che un Boeing 757 quasi non lasci rottami, ma non è normale che non li lasci un semplice missile o una piccola bomba? Non essere ridicolo, è proprio il contrario! Usa un po’ di buon senso: se devi discutere in malafede, fallo almeno in modo più furbo.
I testimoni che negano di aver visto un Boeing 757 al Pentagono, e che invece dicono di aver visto qualcos’altro, sono proprio nella pagina che smonta i tuoi vaneggiamenti sull’attentato al Pentagono, come dovresti ben sapere, ormai, dato che le ho portate alla tua attenzione varie volte.
La gente che avrebbe piazzato i resti dei passeggeri farebbe parte della già citata “piccola squadra speciale” addestrata proprio per compiere operazioni di questo tipo. Lo zoccolo duro dell’operazione. E’ quindi naturale che nessuno si faccia avanti e confessi (perchè dovrebbe? cosa potrebbe guadagnarci, a parte un proiettile in fronte? sarebbe strano se lo facesse, non è strano che non lo faccia).
I detonatori e i cavi elettrici usati per demolire le Torri Gemelle sono stati ovviamente polverizzati dalle esplosioni (è la dura vita di un detonatore: sei il primo a saltare in aria, siccome sei attaccato all’esplosivo). Qualunque possibile rimasuglio è stato poi portato via insieme alle macerie, che guarda caso sono state spostate a tempo di record, senza nemmeno analizzarle come si deve (cosa che, come sai benissimo, è uno dei motivi principali che hanno spinto la gente a dubitare della versione ufficiale, perchè da questo appare evidente che il governo americano non volesse affatto indagare nella questione, ma anzi volesse fare la cosa opposta: insabbiarla).
In compenso, nelle poche macerie delle Torri e del WTC-7 che sono rimaste a ground zero, hanno trovato, nelle fondamenta, delle pozze di acciaio ancora fuso dopo settimane dai crolli, e i già ampiamente citati residui di nanotermite (odio ripetermi, ma a quanto pare ce ne vuole prima che qualcosa ti entri in testa). E’ già qualcosa, non ti pare?
Direi che ce n’è più che abbastanza per giustificare dieci nuove indagini indipendenti, non solo una. Eppure, il governo USA non ci pensa nemmeno.
Strano.
Un’ultima precisazione, piuttosto importante: sono quelli che affermano che le cose sono andate come dice la versione ufficiale a fare un’affermazione positiva, e spetta quindi SOLO A LORO l’onere di fornire le prove che le cose sono davvero andate come dicono. Cosa che non hanno ancora fatto (chiariamo: parlo di prove VERE e non delle sciocchezze smontabili in due minuti da chiunque che ci hanno propinato finora). Non spetta a noi, che ci limitiamo a dire che le cose non sono andate come dicono loro (facendo quindi un’affermazione negativa), fornire prove di come sono andate davvero. Non ce n’è alcun bisogno: finchè un’affermazione positiva (”le cose sono andate così e colà“) non viene supportata da prove solide e inconfutabili, quell’affermazione secondo logica deve essere considerata falsa. Non può proprio essere presa per buona sulla fiducia, perchè un tale modo di ragionare condurrebbe ad ammettere l’esistenza di cose inesistenti e di fatti mai successi. Ci vogliono per forza delle prove valide. Quindi a noi basta smentire le false prove portate a sostegno della versione ufficiale, e dimostrare che non sono valide, ed ecco che il nostro lavoro l’abbiamo finito.
Questa è logica elementare, non l’ho inventata io. Capisco che ti risulti astrusa, ma se vuoi discutere di queste cose devi fare uno sforzo, altrimenti significa che non sei all’altezza.

8) In otto anni, non avete prodotto neanche una prova schiacciante e non siete neppure riusciti a formulare una teoria alternativa unificata e coerente: perché dovremmo ascoltarvi ancora?

Ti sarei grato se la smettessi di MENTIRE cercando di far passare delle tue opinioni come fatti assodati da cui partire per formulare domande. Non è vero che non abbiamo fornito prove schiaccianti. Le maggiori prove della falsità della versione ufficiale raccolte in questi otto anni di ricerca te le ho elencate nella precedente risposta. Dato che sono per la maggior parte di carattere scientifico (matematico, fisico, ingegneristico), direi che “schiaccianti” è proprio l’aggettivo che si addice loro di più. E direi anche che in questi anni di discussioni non hai fatto altro che dribblarle abilmente e girare loro intorno senza mai affrontarle in modo diretto (chissà perchè).
A parte questo, ti ripeto che non sta a noi dire come sono andate davvero le cose o inventarci una nostra teoria unificata: noi siamo critici della versione ufficiale (”complottista” è un termine stupido e intenzionalmente dispregiativo che ti sei inventato per etichettarci, quindi vorrai scusarmi se lo rifiuto), per cui dobbiamo solo dimostrare la falsità di quella versione. Cosa che abbiamo fatto da tempo oltre ogni ragionevole dubbio. Il nostro compito finisce qui. Ora sta a tutti voi con gli occhi ancora foderati di prosciutto prendere atto delle prove che abbiamo trovato e cominciare a ragionare. Prima o poi dovrete smetterla di ignorarle fingendo di smentirle.

9) Se lo scopo dell’11/9 era fornire una giustificazione per l’intervento in Iraq e Afghanistan, perché gli organizzatori del complotto avrebbero attribuito a tutti i 19 dirottatori identità di paesi amici, come l’Arabia Saudita, l’Egitto, il Libano e gli Emirati Arabi?
Perché non inventarsi che erano iracheni, siriani o iraniani? Perché non dare loro legami espliciti a gruppi terroristici come quello di Abu Nidal, Hezbollah, Fatah, Hamas? Non vorrete farci credere che i servizi segreti USA dovessero dare in subappalto ai sauditi la falsificazione dei passaporti dei dirottatori e non fossero capaci di fabbricarne diciannove iracheni, afghani o siriani.

Perchè lo scopo non era solo fornire un pretesto per invadere Iraq o Afghanistan, era più ampio. Lo scopo dell’11 settembre era di fornire agli Stati Uniti un lasciapassare invincibile e incontestabile per invadere, bombardare e depredare qualunque paese favorisca o sia anche solo sospettato (precisazione molto importante) di favorire il terrorismo islamico. Non solo l’Iraq o l’Afghanistan, ma qualunque paese. Il fattore comune dei terroristi perciò non doveva essere la nazionalità, ma il fatto che fossero tutti fanatici religiosi islamici terroristi. Poi avrebbero anche potuto essere africani o indiani, non avrebbe cambiato nulla (anche perchè, chi ci avrebbe fatto caso? Quante persone oggi sanno che i terroristi erano sauditi, libanesi o egiziani, e non iraqeni o afghani, secondo te? Una su mille?).
E infatti ha funzionato alla perfezione anche dando ai 19 terroristi nazionalità diverse da quella iraqena o afghana.
Se i dirottatori fossero stati tutti afghani, invece, una volta attaccato e sconfitto l’Afghanistan la gente avrebbe potuto pensare: “Bene, giustizia è fatta. Degli afghani ci hanno colpito e degli afghani sono stati colpiti di rimando. Ora possiamo smetterla con la guerra e tornare in pace.” Ma gli organizzatori dell’11 settembre non volevano rischiare che la volontà popolare potesse cambiare e fermarli. Volevano avere carta bianca e mano libera da lì in avanti per un tempo indefinito. Contro qualunque paese e contro quanti paesi avessero voluto. Ecco perchè si sono scelti un nemico fumoso, indefinito e non precisamente localizzato come il “terrorismo islamico”: per poter attaccare legittimamente ovunque volessero. Ed ecco perchè hanno dato la colpa ad una fantomatica e nebulosa organizzazione chiamata “AlQaeda”, priva di una localizzazione e di una struttura chiara, che avrebbe “cellule terroristiche” sparse ovunque, in tutto il mondo, e non hanno incolpato invece un gruppo terroristico più ristretto e localizzabile.
Sono stati furbi, altroché.

10) Se dite che i dirottatori indicati dalle indagini dell’FBI sono ancora vivi e che addirittura sapete dove si trovano, perché non chiedete loro di mandarvi una semplicissima videocassetta in cui si presentano mostrando il giornale di oggi?
Se ci riescono bin Laden e Al-Zawahiri senza farsi prendere, non si capisce perché a voi servano “due o tre milioni di euro in più”, come dice Giulietto Chiesa, per farvi mandare una cassettina e ottenere così quella che sarebbe la prova schiacciante che avete ragione.

Al di là del fatto che è una tua opinione che bin Laden e Al-Zawahiri siano davvero in fuga e stiano veramente cercando di non farsi prendere (io francamente ho seri dubbi in proposito, ma non cambiamo discorso), è stato Giulietto Chiesa ad affermare che sa con precisione dove si trovano i falsi dirottatori ancora vivi, e io di questo personaggio sono sempre stato piuttosto diffidente perchè si è dimostrato più volte poco preparato sulla questione e mi dà la forte impressione che voglia solo cavalcare l’onda dell’11 settembre per acquistare notorietà. Comunque, nell’intervista di cui parli Chiesa dice che i dirottatori “non si sono fatti trovare, pur sapendo noi dov’erano. Siamo andati sulle tracce di coloro che li avevano rintracciati e intervistati, ma nessuno di loro è mai stato più rintracciato. Non so neanche dove siano e cosa stiano facendo. Non ci siamo riusciti, avessimo avuto più soldi saremmo andati e continuato l’indagine. Non è escluso che adesso tenteremo di rifarlo, avessimo avuto due o tre milioni di euro in più per fare il film, avremmo svolto altre indagini.” Hai già avuto la tua risposta sul perchè nessuno gli ha chiesto di mandarci videocassette, quindi: non si riescono a trovare.
A parte questo, sembri sempre trascurare (intenzionalmente?) il fatto che quelli che criticano la versione ufficiale non fanno parte di una setta, non hanno un capo, né un’organizzazione unitaria e formale, né un portavoce ufficiale che rappresenti tutti. L’unica cosa che abbiamo tutti in comune è un cervello che funziona. Il che significa che ognuno può parlare solo per sé stesso, e, per quanto mi riguarda, io chiederei molto volentieri a queste persone di mandarmi anche cento videocassette e perfino di venire qui in Italia a farsi vedere, ma il problema è che non ho la più pallida idea di dove si trovino, né di come rintracciarli. Al massimo è possibile trovare su internet le città in cui erano nel 2001, ma niente di più preciso. Non ho modo di rintracciarli, e credo proprio che questo valga anche per tutti gli altri singoli ricercatori indipendenti che popolano la rete. A noi nessuno ci paga un centesimo, attivissimo.
Ciò detto, resta comunque il fatto che le testimonianze che parlano di individui con nome, cognome, faccia, titoli di studio, lavoro e biografia identici ai presunti terroristi suicidi dell’11 settembre, che sono ancora vivi e in salute, sono troppe e troppo clamorose per poter essere ignorate solo con il pretesto che ora non sappiamo più come rintracciare questi individui, anche se sicuramente ti piacerebbe.
Il solo fatto che davanti a tutti questi pesanti indizi tu sia capace di fare finta di niente e di ignorarli senza nemmeno approfondire la questione (ancora vai ripetendo che si tratta di omonimia anche se hanno facce, lavori, qualifiche e biografie identiche, pensa un po’ a che punto sei rimasto), rivela chiaramente la tua malafede: a te non interessa affatto capire cos’è successo davvero. That much is clear.

11) Se i mandanti di questo complotto sono così spietati da aver massacrato migliaia di persone, addirittura di propri concittadini, e da indurre al silenzio in tutto il mondo vigili del fuoco, ingegneri strutturisti, architetti, controllori di volo e piloti, perché i complottisti sono ancora vivi e liberi di parlare in TV, nella stampa e su Internet nonostante minaccino di rivelare tutti i dettagli dell’orrendo crimine?
Non rispondete dicendo che i complottisti sono troppo in vista nei media per essere eliminati senza destare sospetti: chi si è avvicinato davvero a verità scottanti, come Anna Politkovskaya, è stato ucciso infischiandosene dei sospetti. Sarebbe banale eliminare i complottisti prima che si mettano in vista oppure organizzare un incidente d’auto. Eppure ai complottisti dell’11 settembre non succede: spiegate perché.

Continui ad usare il trucchetto del far passare tue congetture per dati di fatto: non è vero che hanno ridotto al silenzio in tutto il mondo vigili del fuoco, ingegneri, architetti, controllori di volo e piloti. Anzi, sono tutti piuttosto loquaci. Basta farsi un giretto su internet per rendersene conto. Come mai tu invece sembri non saperlo, anche se ti è stato ripetuto da più persone un sacco di volte? Lasciamo perdere, è così evidente che sei in malafede che è inutile anche sottolinearlo.
Passiamo oltre. Tu insinui che, siccome chi critica la versione ufficiale sull’11 settembre resta vivo e non viene ammazzato dal governo americano, allora significa che non dice nulla di vero, e dici che chi invece indaga su qualcosa di veramente scomodo viene ucciso senza tanti complimenti, come è successo ad Anna Politkovskaya.
Bene.
Non ti ha mai sfiorato il sospetto che uccidere qualcuno di scomodo sia un’arma a doppio taglio, da usare con estrema cautela a seconda dei casi? Mi spiego meglio: se si uccide qualcuno che ormai ha già detto esplicitamente o ha addirittura scritto su internet quello che aveva da dire di scomodo, l’unica cosa che si ottiene è di peggiorare la situazione, perchè in questo modo gli si fornisce credibilità. La gente tende a notare l’assassinio di qualcuno che ha affermato cose esplosive e sconcertanti, e tende a ipotizzare che sia stato ucciso proprio perchè quello che ha detto era vero. Quindi va a rivedere che cosa aveva detto di tanto grave da farlo finire ammazzato, e si convince che sia tutto vero. Il che significa che l’assassino si è dato una bella zappa sui piedi, come il Vaticano quando ha ordinato ai credenti di non leggere il Codice da Vinci (consiglio peraltro sensato vista la qualità del libro). Lasciandolo vivo invece si può sempre contare su gente come te che, fregandosene altamente dell’impressionante mole di prove e fatti raccolti, insinua che “siccome sei ancora vivo allora vuol dire che non dici niente di vero”. Se uno ha già parlato, quindi, come nel caso di noi critici alla versione ufficiale del 9/11, è sconveniente ucciderlo.
Il caso di Anna Politkovskaya che citi (a sproposito, tanto per cambiare), è invece del tutto diverso: lei stava indagando su qualcosa di evidentemente molto scottante, ma il fatto è che non aveva ancora detto cosa aveva scoperto! Si era ancora in tempo per fermarla e impedire che rivelasse qualcosa di scottante. Quindi uccidere lei era una mossa sensata (e infatti è stato fatto piuttosto rapidamente, e noi ora non sappiamo cosa avesse scoperto di tanto grave nella sua ultima indagine da farla uccidere: successo perfetto per gli assassini).
Sono due casi del tutto diversi, capisci?
A parte questo, la tua affermazione che “sarebbe banale eliminare i complottisti prima che si mettano in vista” contiene tre errori:
1- Non esistono i complottisti, sono solo un parto della tua mente in malafede. I tuoi avversari sono semplicemente persone scettiche che ragionano con la propria testa.
2- Non capisci che non è possibile eliminare qualcuno prima che si dimostri pericoloso? Prima che si dimostri pericoloso tu non hai motivo di eliminarlo. Perchè dovresti? Non ha ancora fatto o detto nulla!
3- Eliminare ogni persona che critica la versione ufficiale su internet o che ha un sito, un forum o un blog che la critica è IMPOSSIBILE per chiunque, governo o no, per il semplice motivo che siamo troppi.
Hai una vaga idea di quante persone criticano la v.u. del 9/11, solo in America? Hai mai visto le loro manifestazioni, con centinaia di migliaia di persone per strada che urlano di volere la verità sull’11 settembre, con cartelloni, striscioni e bandiere (cerca le foto su Google)? E sai quante altre persone così ci sono in tutto il mondo? Credi davvero che il governo USA possa inscenare qualche centinaio di migliaia o qualche milione di finti-incidenti in tutto il mondo? Ma come? Prima non credevi nemmeno che potesse demolire tre grattacieli sul proprio territorio, nemmeno impegnandosi, e ora credi che sia capace di rintracciare ed eliminare centinaia di migliaia o milioni di persone sparse per tutto il mondo facendo sembrare ogni singola morte un incidente?! Non ti pare di contraddirti un tantino? E, a parte questo, pensi che se quelli che criticano la versione ufficiale cominciassero a morire, anche solo quelli più in vista, la gente non lo noterebbe? Quanti “incidenti” possono capitare per pura coincidenza a dei noti ricercatori sull’11 settembre, prima che la gente se ne accorga e capisca che sono stati ammazzati perchè quello che dicevano era vero? E colpire i ricercatori non noti sarebbe ancora peggio: innanzitutto sarebbe inutile, perchè i ricercatori noti continuerebbero a diffondere le loro informazioni senza nemmeno accorgersene, e poi sarebbe più difficile, perchè i critici sconosciuti sono ancora di più di quelli conosciuti e sono più difficili da trovare, dato che si tengono defilati senza mettersi in mostra.
Lascia perdere, attivissimo. Eliminare chiunque non creda alla versione ufficiale sull’11 settembre è IMPOSSIBILE. Ci sono troppi ostacoli. Troppe difficoltà. Niente e nessuno può fare una cosa così assurda.
Ancora una volta, il vero complottista fanatico e illogico ti dimostri tu… come con quella storia dei 19 pecorai che avrebbero sconfitto l’aviazione americana e si sarebbero schiantati sulle Torri Gemelle e sul Pentagono con manovre impossibili anche per il migliore dei piloti e senza aver mai nemmeno guidato davvero un aereo, ti ricordi? Ah ah, le risate che ci siamo fatti quella volta…

12) C’è qualcosa, qualche prova, che potrebbe mettere in dubbio la vostra tesi che l’11/9 fu un autoattentato?
Se rispondete “No”, avete appena dimostrato che la vostra non è un’indagine basata su prove e fatti, ma è una posizione preconcetta.

Il tuo discorso non ha alcun senso logico. (Vedo che la logica proprio non sai cosa sia, eh?)
Il fatto che attualmente non esista alcuna prova che escluda l’ipotesi dell’auto-attentato o che dimostri senza dubbio che la versione ufficiale è vera, è indiscutibile. Non esiste nulla del genere. L’auto-attentato è più che possibile e sarebbe perfino stato di facile esecuzione, per un governo, come ti ho già dimostrato nelle prime due risposte. Senza contare quanto sarebbe stato economicamente vantaggioso, e quindi una mossa tutt’altro che illogica o assurda da ipotizzare. Quanto alla versione ufficiale, se esistesse anche solo una prova inconfutabile della sua veridicità non saremmo qui a discuterne. Ma questa non è la dimostrazione che la nostra posizione è preconcetta. Tutto l’opposto: è la dimostrazione che non esiste alcun motivo per credere, come fai tu, alla versione ufficiale senza metterla in discussione. Perchè dovremmo crederci se non esistono prove e in più è così piena di incongruenze? E perchè dovremmo escludere l’ipotesi dell’auto-attentato, se non c’è alcuna prova che la escluda e in più ci sono così tanti elementi che invece la suggeriscono con forza? Non ha senso. Hai malposto la domanda.
Non avresti dovuto chiedere: “C’è qualcosa che potrebbe mettere in dubbio la tesi dell’autoattentato”, ma:  “Potrebbe esistere qualcosa che potrebbe mettere in dubbio la tesi dell’autoattentato?”. In quel caso sì che un categorico “No!” come risposta significherebbe che si sta ragionando per preconcetti.
La differenza è sottile, ma c’è.
Infatti, anche se non esiste niente, al momento, che escluda l’ipotesi dell’autoattentato, potrebbe esistere una prova che la escluda e che contemporaneamente confermi la versione ufficiale. Basterebbe che ci venisse fornita un’analisi ingegneristica, completa di calcoli verificabili da chiunque, che spiegasse dettagliatamente, e soprattutto senza contraddire le leggi della fisica, com’è possibile che i crolli delle Torri Gemelle e del WTC-7 siano avvenuti spontaneamente con tempi, modalità e caratteristiche del tutto incompatibili con un crollo spontaneo e spiegabili esclusivamente ammettendo che sia avvenuta una demolizione controllata (e questo non lo dico io, lo dicono centinaia di ingegneri).
Se qualcuno ci fornisse un’analisi simile, completa, precisa, dettagliata, coerente, con calcoli verificabili da chiunque in qualsiasi momento, e che non fosse smentibile con qualunque libro di fisica del liceo e non venisse smontata da vari esperti dopo due ore, anziché le solite mezze-spiegazioni che fanno acqua da tutte le parti, che si contraddicono fra di loro, che per stare in piedi devono ignorare la fisica e la matematica, che vengono cambiate ogni due mesi man mano che ne vengono alla luce le incongruenze, che sono prive di qualunque parvenza di scientificità e che vengono regolarmente smontate pezzo per pezzo nel giro di poche ore da ingegneri e/o fisici professionisti, allora che la versione ufficiale sarebbe sostenuta da prove autentiche. (Chissà come sarebbe, un mondo simile…)
Lo stesso dicasi per un’analisi che potesse spiegare nello stesso modo (con coerenza scientifica, dettagli e calcoli verificabili da chiunque) tutte le assurdità dello schianto al Pentagono (aereo vaporizzato, un solo buco di 5 metri nel muro, niente resti di ali, coda, fusoliera o motori sul prato, niente buchi causati dai motori nel muro, bobine di cavi davanti al buco ancora in piedi, ecc. ecc.).
Insomma, se qualcuno potesse dimostrarci, usando le leggi fisiche e matematiche del nostro mondo, che le impossibilità scientifiche della versione ufficiale in realtà sono più che sensate e normali, allora cambieremmo idea. Noi critici della versione ufficiale non la critichiamo per partito preso, perchè ci diverte o perchè ci guadagnamo qualcosa. La critichiamo perchè ne abbiamo motivo. Perché l’attuale versione ufficiale dell’11 settembre contraddice le leggi scientifiche del nostro pianeta (oltre che il buonsenso) troppo gravemente per poter essere presa per buona solo perchè così ci è stato raccontato.
Semplice.
Il che significa che, se avessimo anche un solo motivo (un motivo valido) per smettere di criticarla e per accettarla come vera, lo faremmo! (Incredibile ma vero.)
Stiamo aspettando da otto anni, ma finora nessuno è stato in grado di darci nulla di nemmeno lontanamente sufficiente a spiegare ogni contraddizione o incongruenza della versione ufficiale.
Aspettiamo.
(So che questa tua domanda aveva il vero scopo di farci dichiarare che cosa ci farebbe cambiare idea, in modo che dopo tu potessi tirarlo fuori dal cilindro e dire: “Ecco qui quello che volevate! Ora ammettete di avere torto come promesso!”, ma mi sa che stavolta hai toppato: non credo proprio che, con le leggi fisiche che abbiamo in questo universo, il modo in cui sono crollati le Torri Gemelle e il WTC-7 siano spiegabili in altro modo che con la demolizione controllata. Né che i danni al Pentagono e la misteriosa scomparsa del suo Boeing 757 siano spiegabili in altro modo che con la spudorata menzogna di stato.
Peccato, ci hai provato. Non prendertela. Non è la prima volta che fallisci miseramente, dopotutto.)

Come, già finite le domande che avrebbero dovuto zittirci una volta per tutte?

Uff, ho capito, và. Mi tocca proprio studiare.

Be’, attivissimo, sei stato un intrattenimento piacevole, anche se come al solito un po’ frustrante per come ti ostini a seguire una logica tutta tua e a scordarti sempre le cose che non ti convengono.

Alla prossima. (Non dubito che ne farai un’altra delle tue, prima o poi.)

P.S.

Purtroppo ho notato una cosa che sarebbe criminale farti passare liscia. Nei commenti all’articolo in cui pubblichi le tue 12 domande, hai scritto:

“Perché abbiamo astio [verso gli scettici della v.u.]? Non è astio, è disgusto. Perché con le loro teorie da cartone animato infangano la memoria dei morti di quel giorno, specialmente dei vigili del fuoco e delle vittime a bordo degli aerei.”

Insomma, il solito vigliacco appello alle emozioni dei lettori di cui hai disperatamente bisogno per sopperire alla tua mancanza di contenuti. Dato che non puoi vincere la discussione con la logica o con le prove (che sono tutte contro di te), allora cerchi di commuovere i lettori e di indignarli verso i tuoi avversari, cercando di farli passare per creature indegne e umanamente disgustose.

Tutto già visto decine, centinaia di volte.

Ora, non credo che, dopo tutto quello che ho scritto nelle risposte qui sopra, serva farti notare quanto sia RIDICOLA questa tua affermazione, dato che i primi a considerare completamente FALSA e assurda la versione ufficiale dell’11 settembre sono proprio i parenti delle vittime di quel giorno e i colleghi dei vigili del fuoco morti negli attentati.

Evidentemente non conosci il sito fondato proprio dai parenti delle vittime per chiedere giustizia per la morte dei loro cari, o quello fondato dai vigili del fuoco per scoprire la verità sulla morte dei loro colleghi.

Evidentemente non hai mai letto le 100 scomode domande sull’11 settembre che i parenti delle vittime hanno rivolto all’amministrazione Bush e che non hanno mai avuto alcuna risposta.

Evidentemente non hai mai nemmeno visto le video-testimonianze dei parenti delle vittime che raccontano come siano stati trattati dal proprio governo, come esso li abbia presi in giro, li abbia chiaramente dissuasi dal fare troppe domande e li abbia perfino pagati con somme di denaro perchè stessero buoni e zitti, nella migliore tradizione mafiosa.
Fortunatamente non tutti si sono fatti comprare, e quelli che hanno avuto tanta spina dorsale da rifiutare soldi in cambio di verità, anche a costo di mettersi contro il proprio governo, dall’11 settembre del 2001 non hanno fatto altro che chiedere di sapere cosa sia successo davvero quel giorno.

Evidentemente non ne sai molto di questa faccenda, se non sai queste cose, e forse dovresti essere più prudente nello sputare sentenze come un padreterno.

Forse dovresti farti un… com’è che ti piace dire? Un “bagno di umiltà“? Era così?

Ora guarda e vergognati di te stesso per quello che ti sei permesso di scrivere:


Video BONUS: il soccorritore David Miller che parla di tutti quelli che come lui stanno morendo per aver respirato aria contaminata durante i soccorsi, perchè il governo USA aveva mentito dichiarando che non c’era alcun pericolo, anche se sapeva perfettamente che non era vero. E questo è il governo che secondo te non potrebbe mai uccidere di proposito tremila americani innocenti per raggiungere i propri scopi.
Ascolta cosa dice di quelli come te, attivissimo, che preferiscono blaterare sulla “psicologia dei complottisti” per sembrare furbi e intelligenti, anziché indagare per scoprire la verità:

L’unica cosa di cui queste persone sono sicure è che la versione ufficiale raccontata dal governo sia del tutto falsa.

L’unica cosa che vogliono è sapere la verità.

Questi secondo te sarebbero “complottisti che infangano la memoria dei morti di quel giorno”, stando a quanto hai detto, solo perchè si rifiutano di credere ciecamente all’assurda versione ufficiale e si permettono di evidenziarne le incongruenze e di fare domande.

Questi sono le vittime e i parenti delle vittime che tanto ipocritamente FINGI di difendere, con le tue melense e zuccherose frasucce con cui cerchi di spacciarti per integerrimo paladino della verità, quando invece sei solo uno di quegli indegni sciacalli della disinformazione che cercano di dare forza e credibilità alle bugie degli assassini che hanno ammazzato i figli, i mariti, le mogli, le sorelle, le figlie e i fratelli di queste persone, e che continuano ad ammazzare, di giorno in giorno, le migliaia di soccorritori che hanno avvelenato e intossicato di proposito, per poi insabbiare mediaticamente le loro morti.

E tu insisti e insisti e insisti a giustificare i colpevoli di una cosa simile, anche contro ogni logica, ogni prova e ogni decenza.

Tutto per tirare su qualche spicciolo in donazioni paypal e per guadagnare notorietà. Per apparire in tv. Per spingere la vendita dei tuoi libercoli che insegnano come mandare un’e-mail.

Per ottenere cose simili sei più che disposto a insultare i parenti delle vittime e i loro sforzi per capire cos’è successo veramente, con la tua ipocrita e vomitevole retorica fintamente educata.

Ah, ma certo, quasi dimenticavo: loro sono solo poveri disgraziati troppo shockati dal dolore per poter ragionare lucidamente e che sarebbero disposti ad aggrapparsi a qualunque fantasticheria pur di incolpare qualcuno della loro tragedia, vero? In realtà non sono in possesso di nulla che possa mettere in dubbio la versione ufficiale e le loro domande sono del tutto prive di fondamento, vero? E’ così che in passato hai spiegato (o meglio, hai evitato di spiegare) il loro scetticismo verso la versione ufficiale, le loro domande e le loro richieste di verità, giusto? Mi ricordo bene la tua posizione a riguardo?

Certo. Come no.

Queste sono persone che hanno scavato più a fondo di chiunque altro in questa faccenda, che hanno investigato e raccolto prove e indizi per anni, che più di chiunque altro sono motivate a scoprire cos’è successo realmente… ma secondo te, nonostante tutto, ne capiscono molto meno di te e dei tuoi compari, che scrivete i vostri articolucci dopo cinque minuti di ricerche su google.

Ti assicuro, se anche trovassi parole adeguate ad esprimere quanto mi fai schifo, non penso che lo crederesti possibile. Quasi non me ne capacito neanch’io.

Visto il tuo INDEGNO modo di comportarti, se fossi vissuto nella Germania del ‘40 saresti stato uno dei più ferventi sostenitori delle teorie sulla disparità delle razze. Non avresti fatto altro che ripetere che, siccome tanti illustri luminari e il governo stesso sostenevano che fossero vere, allora dovevano esserlo per forza. Non ne ho il minimo dubbio, visto il tuo comportamento INDEGNO, che preferisce ignorare logica e prove quando contraddicono l’ideologia ufficiale. E senza il minimo ritegno. Anzi: con arroganza, come se fossi il detentore della Verità suprema.

Spero che almeno questo modo di fare ti frutti abbastanza da giustificare la prostituzione della tua dignità.

Con sempre maggior disprezzo,

Dr. Jackal

(fonte)

____

Grazie, Dr. Jackal.

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Piero Angela non dice la verità

Scritto da huey in information

Piero Angela non dice la verità

Guarda il filmato (cliccare sulla foto per accedere al filmato)

In un eccesso forse di disinvoltura, Piero Angela deve essersi dimenticato che l’era in cui si poteva andare in TV a raccontare impunemente le bugie è finita. Nella puntata del 30 luglio di Superquark, infatti, Angela ha infilato una collana di falsità talmente grossolane da poter essere sbugiardate – come vedremo – con facilità estrema da chiunque.

Non contento, Angela ha condito la sua puntata, dedicata alle “Teorie del complotto”, con il più ritrito e bieco arsenale del debunking internazionale, rendendola un’occasione irrinunciabile per denunciare una volta di più il metodo di lavoro di questi finti paladini della verità.

Va infatti segnalato che il CICAP, dopo “aver sconfitto maghi e indovini”, ha ufficialmente indicato nel “complottismo mondiale” il prossimo nemico da battere.

Massimo Mazzucco ha quindi sfidato Piero Angela ad un aperto confronto su qualunque argomento relativo all’11 settembre, anche a nome di tutti coloro che sono afflitti da questo strano morbo. In questo modo potrà dimostrare al mondo che i complotti non esistono.

Visita il sito: www.luogocomune.net

_________________

fonte: www.arcoiris.tv

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Israele – Parla un ex membro delle “unità di assassinio dei bambini”

Scritto da huey in Israele, Palestina, diritti umani, libertà

6 agosto 2009

IDF “Child Killing Unit” Speaks Out

(il commento sulla foto recita: “Viaggio di sola andata per torturalandia”)

Oggi un altro ex-membro della “unità di assassinio dei bambini” vuota il sacco. E, di nuovo, vediamo come Israele abbia da tempo messo in campo una politica di uccisione, tortura, incarcerazione e, sentite questa, di uso di tribunali militari per processare bambini al di sotto dei 16 anni. Osservate la depravazione di questa gente:

Prendi il bambino, lo bendi, lo ammanetti, lui trema visibilmente… A volte gli leghi anche le gambe, e talvolta questo provoca un arresto della circolazione

Lui non comprende una parola di quanto gli sta succedendo attorno, ignora quello che gli stai per fare. Sa soltanto che siamo soldati armati di fucili. Che ammazziamo la gente, forse pensa che ammazzeremo anche lui

Molte volte capita che se la facciano addosso, stanno là seduti a pisciarsi nei pantaloni, e piangono. Ma di solito sono molto silenziosi

Così:

Dalla BBC: un ex comandante dell’esercito israeliano ha riferito alla BBC che gli adolescenti palestinesi vengono regolarmente maltrattati dai soldati durante la loro detenzione, riferisce l’inviata della BBC da Gerusalemme e Cisgiordania Katya Adler.

Eran Efrati è un ex-comandante dell’esercito israeliano, che ha svolto il suo incarico nella Cisgiordania occupata da Israele. Lo incontriamo in un riservato parco di Gerusalemme per discutere con lui le accuse secondo le quali i soldati come lui spesso maltrattano i minori palestinesi sospettati di lanciare pietre.
Efrati – che ha lasciato l’esercito cinque mesi fa – conferma la verità nelle accuse:

Personalmente, non ho mai arrestato nessun minore di età inferiore ai 9-10 anni, ma solo di 14, 13, 11 anni. Per me sono ancora bambini, ma vengono trattati da adulti. Ogni soldato che sia stato in servizio nei Territori Occupati vi racconterà la stessa storia. Durante il primo mese successivo alla mia uscita dall’esercito ho sognato sempre i bambini, bambini ebrei ed arabi, che urlavano. Forse davvero i bambini vengono bendati con il pretesto di non fargli vedere la nostra base e le nostre modalità operative… ma io credo che li bendiamo per non essere costretti a guardarli negli occhi. Non vuoi che ti guardino, sai, che ti preghino di fermarti, o si mettano a piangere ai tuoi piedi. E’ tutto molto più semplice se non vedi i loro occhi”

“Quando il bambino è là seduto nella nostra base, non che io lo abbia fatto, ma gli altri, nessuno lo considera più un bambino: se c’è qualcuno bendato e ammanettato, probabilmente è perché ha fatto qualcosa di brutto. Va bene schiaffeggiarlo, sputargli addosso, talvolta prenderlo a calci. Non fa nessuna differenza [che sia un bambino, NdT].

I giovani palestinesi vengono arrestati soprattutto per aver tirato pietre ai coloni ebrei o ai soldati israeliani. Durante una recente protesta, ho visto una banda di ragazzini palestinesi muoversi rapidamente tra gli olivi, raccogliere pietre e rocce e tirarle ai soldati. Alcuni avevano delle fionde. Molti avevano una sciarpa o uno scialle attorno al volto per nascondere l’identità. I soldati hanno risposto con gas lacrimogeni e granate stordenti, in qualche caso hanno utilizzato anche proiettili ricoperti di gomma.

Spesso dopo incidenti come questo, i soldati israeliani fanno un raid in un villaggio della Cisgiordania, di solito nel bel mezzo della notte.

(”Tieniti in equilibrio nel cono di luce prima che ti spariamo“)

Gli arresti avvengono in maniera brutale. “Avevano le facce dipinte quando sono venuti a prenderlo. E’ stato terribile. Tutti quei soldati per un ragazzo. Gli hanno messo dei pesi di ferro sulla schiena, nella jeep, e lo hanno picchiato durante tutto il tragitto fino alla prigione. Non è riuscito ad alzarsi per una settimana“.

Il figlio quindicenne di Mohammad Ballasi, anche lui di nome Mohammad, è stato arrestato dai soldati israeliani per lancio di pietre. Lo abbiamo incontrato assieme alla moglie appena fuori una base militare israeliana della Cisgiordania. I minori palestinesi vengono processati davanti ai tribunali militari! I tribunali considerano minori solo i palestinesi al dis otto dei 16 anni, mentre nei tribunali civili israeliani i minori sono quelli sotto i 18 anni.

(NOTA IMPORTANTE: Tutto ciò è davvero sorprendente, poiché nella realtà la IDF [esercito israeliano, NdT] persegue una politica che permette ed anzi incoraggia l’assassinio di bambini di 12 anni di età. Così ciò che rileviamo è che Israele persegue una politica consistente nella eliminazione di bambini di 12 anni, e nel mandare a processo quelli di 16 anni, davanti a Tribunali Militari, nientemeno! Eppure, per i “ragazzi” israeliani viene utilizzata la soglia dei 18 anni, come nel resto del mondo. Quindi, in effetti Israele ha tre diverse politiche nei riguardi dei minori palestinesi, tutte e tre illegali).

La prima volta che i genitori di Mohammed lo hanno rivisto dopo l’arresto è stato due settimane prima, al suo processo. Si è dichiarato colpevole. “Quando ti picchiano in quel modo, testimonieresti anche contro tua madre” dice Suad Ballasi, trattenendo a stento le lacrime. “E’ un bambino, i suoi amici giocano per strada e lui è in manette. Non ho potuto smettere di piangere in tribunale, mi sento come se il cuore stesse per esplodermi nel petto”. L’organizzazione per i diritti umani Defence for Children International (DCI) ha stilato un rapporto che accusa i militari israeliani di ciò che descrive come maltrattamento e tortura sistematici ed istituzionalizzati dei bambini palestinesi da parte delle autorità israeliane.

Gerard Horton è un avvocato internazionale che lavora per DCI. Ci ha detto che purtroppo la storia di Mohammad’s Ballasi è piuttosto comune. “Assistiamo a questi episodi di continuo: Israele è uno dei firmatari della Convenzione ONU contro la tortura. E’ anche firmatario della Convenzione per i Diritti dei Bambini e comunque, secondo le consuetudini legislative internazionali non è ammissibile che si maltrattino e torturino degli esseri umani, soprattutto i bambini, che sono molto più vulnerabili degli adulti”

Mi ha raccontato che Israele ha arrestato ben 9.000 palestinesi lo scorso anno, 700 dei quali sono bambini. Horton afferma che i tribunali militari hanno necessità di processi veloci, e la DCI crede che il sistema sia congegnato in modo che sia nell’interesse dell’accusato, adulto o bambino che sia, dichiararsi colpevole. Gerard Horton dice che per i palestinesi la permanenza in cella si allunga nel caso in cui vogliono difendersi al processo, e dibattere il loro caso.

Mohammad Khawaja aveva appena compiuto 13 anni quando venne arrestato.

“Mi trascinarono da casa, prendendomi per la collottola, e più piangevo più mi soffocavano” dice. “Mia madre urlava, mentre loro mi trascinavano facendomi strisciare sul ventre. Le ginocchia mi sanguinavano, e loro mi hanno picchiato con i fucili e con i calci durante tutto il tragitto fino alla jeep. Mi hanno legato mani e piedi, bendato e lasciato lì per 24 ore. Credevo che mi avrebbero ammazzato.”

“Più tardi i miei interrogatori volevano che gli parlassi di altre persone, ma io mi rifiutai, così mi percossero con le sedie di plastica. Mi dissero di firmare un foglio in ebraico, che io non so né leggere né scrivere: lo firmai e per quello mi imprigionarono”.

I militari israeliani negano che i maltrattamenti sui minori palestinesi siano routine, tuttavia l’esercito concede che ha la necessità di difendersi dai minori palestinesi coinvolti in ciò che descrivono come “atti terroristici” [tirare pietre ad un nemico che occupa illegalmente la tua terra è "terrorismo"? In effetti, anche gli "scugnizzi" napoletani che mettevano le trappole ai soldati tedeschi nella Napoli occupata nel '44 erano "terroristi"... per i tedeschi occupanti, ovviamente! NdT].

Il tenente colonnello Avital Leibowitz è una portavoce dell’esercito israeliano e dice “Anche se si tratta solo di una pietra o di una bottiglia Molotov, si tratta comunque di armi mortali. Non importa chi è stato, si tratta di armi letali” [anche i randelli che i coloni usano per pestare a sangue i palestinesi lo sono, ma quelli non contano, vero? NdT]

Così, la prossima volta che il figlio del vostro vicino lancia un sasso, avete il diritto di ucciderlo. Poi vediamo quanto regge questa linea di difesa in un tribunale americano o in qualsiasi altro stato del mondo “sano”.

Vi invitiamo a leggere di più sulla politica israeliana circa i minori palestinesi QUI, QUI e QUI, sarete scioccati.

fonte: Irish4Palestine

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Prime foto Canon 100mm macro

Scritto da huey in information


Prime foto Canon 100mm macro, inserito originariamente da LuxDeLuxe.

Ovviamente, chi altri se non il mio modello preferito? :D

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“Pandemia”: arrivano le vaccinazioni obbligatorie.

Scritto da huey in information

Tutto come previsto. Da anni noialtri “complottisti” andiamo dicendo che ai piani alti si lavora per sfoltire il gregge, e quale migliore veicolo di una mega-vaccinazione di massa obbligatoria per iniettare schifezze ignote (nella più rosea delle ipotesi, le vaccinazioni indeboliscono il sistema immunitario nel suo complesso, per un periodo variabile da diverse settimane a qualche mese)?

Dunque, cerchiamo di mettere assieme i pezzi:

1. Marzo 2009: viene stato stipulato un accordo tra una multinazionale dei vaccini ed il governo messicano, per la nascita di un laboratorio di produzione di virus vaccinali.

2. Poche settimane dopo, a causa probabilmente di un “errore” (?), un virus geneticamente manipolato comincia a diffondersi tra la popolazione messicana.

3. Un virologo e ricercatore australiano, Adrian Gibbs, fa uscire un articolo in cui postula la diffusione del virus a causa di un “errore” (??); l’OMS (futuro ministero mondiale della sanità del Bilderberg), preavvertita dell’uscita dell’articolo, mette in campo i suoi ricercatori, per una controanalisi.

Risultato:

La virologa Ilaria Capua, direttrice del Centro di riferimento della Fao e
dell’Oie per l’aviaria presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle
Venezie, è fra gli esperti internazionali interpellati in questi giorni
dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), “Preavvertita dell’uscita
dell’articolo di Adrian Gibbs, l’Oms ci ha radunato in una teleconferenza -
ha detto Capua all’ANSA – e ieri abbiamo prodotto un dossier nel quale,
anche partendo da punti di osservazione diversi, giungiamo alla conclusione
che comunque manipolazione non vuol dire bioterrorismo“.
Vale a dire che, nel caso remoto in cui fosse confermata l’ipotesi secondo
la quale il virus sarebbe stato coltivato in sistemi di laboratorio,
potrebbe essersi trattato di un virus che si voleva utilizzare come vaccino
per gli animali e che per questo ha fatto più passaggi in laboratorio. (ANSA)

Ma tu guarda, il “caso remoto” e l’”errore”. E comunque “non è bioterrorismo”: felici di saperlo. A proposito di errori…: la Baxter ne ha commesso un altro, simile (solo che stavolta il contagio è stato sventato da un controllo da parte di un tecnico in uno dei suoi sub-laboratori).

Un altro “errore” (??), ma come sono distratte, queste multinazionali: spendono miliardi per proteggere i loro segreti dallo spionaggio industriale, e poi lasciano in giro virus manipolati un po’ qui un po’ là…

4. Creato il problema, verificatasi la prevista reazione, ecco quindi pronta la soluzione: un miliardo di dosi di vaccino “anti-suina”, messo a punto dagli stessi che commettono questi “errori”. Ogni dose di vaccino costerà qualche decina di dollari, moltiplicate la cifra per un miliardo di dosi ed avrete ottenuto la misura del business. Ma non è tutto: voi vi fidereste a farvi inoculare, soprattutto quando i suddetti signori mettono già le mani avanti dichiarando che non si conoscono gli effetti collaterali né l’efficacia del vaccino, perché non c’è tempo per la sperimentazione?

5. Avete risposto “NO”? Era prevedibile, ecco perché “per il bene comune”, le autorità preposte renderanno la vaccinazione obbligatoria. Fregati.

Et voilà, il desiderio del Bilderberg è servito. Viva la democrazia…

Ma c’è un sesto punto:

6. Jane Burgermesiter mette assieme i pezzi prima di tutti, e spara denunce all’FBI contro l’OMS e l’ONU per quello che giudica essere un attodi bioterrorismo, compiuto consapevolmente nell’ambito di un complotto per l’immunizzazione di massa del pianeta, per finalità poco chiare (lei dice per “riduzione demografica”).

Un po’ di link:

1. L’OMS PROCEDE IN SEGRETO PER ATTUARE UN PROGRAMMA DI VACCINAZIONI OBBLIGATO

2. FEBBRE SUINA DEL 1976 E VACCINAZIONI FORZATE. LA STORIA SI RIPETE

3. Latest Info Plus 175 Page Document on Journalist who Files BioTerrorism Charges Agsint WHO and UN re Swine Flu

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Untori moderni – Il caso Baxter e il virus dell’aviaria

Scritto da huey in information, medicina, scienza

Riprendo una notizia (o, meglio, una NON-notizia, giacché da noi è passata pressoché inosservata e sottostimata nonostante la sua gravità inaudita) di qualche mese fa, che mi sembra particolarmente attuale nel clima di allarmismo e di panico diffuso dalla OMS sulla nuova pandemia mortale. E risulta anche sinistramente illuminante sulle tante possibilità che “lorsignori” hanno a disposizione per diffondere artificialmente le pandemie e sfoltire il gregge.

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baxter

La Baxter Pharmaceutical ha incrociato il vaccino antinfluenzale con quello dell’aviaria

Quella che segue è una notizia che molto probabilmente non vedrete mai nei media americani, mentre sta avendo copertura mediatica in Canada e nel resto del mondo (non esattamente, NdT).

La Baxter, multinazionale farmaceutica con base negli USA, è stata sorpresa a mescolare il virus dell’aviaria (H5N1) con il virus dell’influenza comune, all’interno di un vaccino antinfluenzale. Il vaccino contaminato è stato spedito dal laboratorio di ricerca della Baxter di Orth-Donau in Austria ad altri impianti in Germania, Repubblica Ceca e Slovenia. L’incidente è stato scoperto da un tecnico dell’impianto Ceco, che ha iniettato il vaccino a dei furetti come normale procedura di controllo: i furetti sono morti.

Cerchiamo di capirci bene: se non ci fosse stata la scoperta di un operatore tecnico di livello intermedio, molte delle persone immunizzate con il vaccino della Baxter sarebbero state infettate con il virus dell’aviaria, con esiti potenzialmente mortali.

Ma la realtà è anche peggiore. Il virus H5N1 non si trasmette facilmente da uomo a uomo, mentre il virus dell’influenza comune, mescolato ad esso, è molto infettivo. Il vero pericolo in questo incidente è costituito dal fatto che i due virus, una volta inoculati a decine di migliaia di persone, avrebbero potuto mescolare il loro materiale genetico (si chiama “riassortimento genetico”, NdT) innescando una mutazione, dando vita ad un nuovo virus ibrido, trasmissibile e mortale.

Ora ci si domanda: ci saranno delle indagini a carico della Baxter? Sono stati colti a diffondere un pericolo biologico di Livello 3, potenzialmente in grado di far ammalare ed anche uccidere le persone. La stampa canadese ed europea se ne stanno occupando (ma quando mai?… NdT), mentre qui da noi non si è udita parola in merito.

E’ stata appena sventata una possibile catastrofe planetaria, ma il fatto che siano stati colti con le mani nel sacco non è bastato a fermarli. E, come per l’11 settembre, fintantoché questa gente viene lasciata impunita, non si fermerà; a meno che non li fermiamo noi.

La parola chiave nella frase precedente è “noi”. Nessun altro ci salverà. Oh, certo, ci saranno coloro che si esporranno per primi prendendosi le prime salve, ma i veri eroi saranno coloro che, standogli subito dietro, ne raccoglieranno  il vessillo. Ce ne sono stati già tanti, sia noti che ignoti:  il loro sacrificio non viene ignorato né sarà stato vano.

Infatti, proprio ora, l’eroe è un tecnico di livello intermedio che ha semplicemente fatto il proprio lavoro, salvando delle vite, e potrebbe averci fatto guadagnare un po’ di tempo.

Mr. M (fonte originale: www.opednews.com)

Altri articoli in tema:

1.http://www.disinformazione.it/baxter_influenza_aviaria.htm (italiano)

2. http://www.torontosun.com/news/canada/2009/02/27/8560781.html

3. http://www.911blogger.com/node/19517

4. http://www.prisonplanet.com/accidental-contamination-of-vaccine-with-live-avian-flu-virus-virtually-impossible.html

quest’ultimo tradotto in italiano sul sito FdF:

Impossibile la “contaminazione accidentale” di un vaccino con il virus dell’influenza aviaria
I giornali della Repubblica Ceca discutono se la contaminazione del vaccino della Baxter sia stato un “tentativo di provocare una pandemia”

I quotidiani della Repubblica Ceca stanno dibattendo se la sconvolgente scoperta dei vaccini contaminati con il virus mortale dell’influenza aviaria, distribuiti dall’azienda americana Baxter a 18 nazioni, indichi ciò come parte di una cospirazione volta a provocare una pandemia.

L’affermazione ha acquistato peso perchè proprio stando ai protocolli dei laboratori che costituiscono una routine per i fabbricanti di vaccini, risulta praticamente impossibile miscelare a dei vaccini un virus vivo, biologicamente attivo e pericoloso.

La Canadian Press riferisce che : “L’azienda che ha distribuito il materiale contaminato dal virus dell’aviaria – proveniente da uno stabilimento in Austria – ha confermato venerdì che il prodotto, in via di sperimentazione, conteneva virus vivi H5N1 dell’influenza aviaria.”

I vaccini della Baxter contaminati da H5N1 – altrimenti nota come forma umana dell’influenza aviaria, una delle armi biologiche più mortali al mondo avendo un tasso di mortalità del 60% – sono stati ricevuti da laboratori nella Repubblica Ceca, Germania e Slovenia.

Inizialmente, la Baxter ha cercato di ostacolare la discussione accampando “segreti commerciali” e si era rifiutata di rivelare come i vaccini fossero stati contaminati dall’ H5N1. Al crescere delle pressioni, hanno quindi sostenuto che fossero state inviate per errore partite pure di H5N1. Questo è considerato, a ragione, un tentativo di cambiare rapidamente la storia e di nascondere il fatto che la contaminazione accidentale di un vaccino da parte di un agente mortale, quale è il virus dell’influenza aviaria, sia praticamente impossibile e che l’unico modo col quale potrebbe essere successo è per deliberata e totale negligenza criminale.

Stando alla traduzione degli articoli stampati sui quotidiani cechi, i media stanno sollevando interrogativi inquietanti relativi all’ipotesi che la contaminazione fosse parte di un piano deliberato volto a scatenare una pandemia [ = epidemia con estensione mondiale, ndt ].

“E’ stata solo una negligenza criminale o è stato un tentativo di provocare una pandemia usando la vaccinazione contro l’influenza quale modo per diffondere la malattia – come successe con le vaccinazioni anti epatite B i cui vaccini negli USA contenevano il virus dell’ HIV – per poi far soldi con i vaccini contro l’H5N1 che sono stati messi a punto dalla Baxter ? Come è mai possibile al mondo che un virus quale l’H5N1 finisca dentro dei comuni vaccini antinfluenzali ? Nelle aziende farmaceutiche americane non vengono seguite nemmeno le più elementari precauzioni ?” così nella traduzione.

La prova del crimine è il fatto che la Baxter ha mescolato il virus mortaleH5N1 con una miscela di virus influenzali stagionali H3N2. Di suo, il virus H5N1 ha ucciso centinaia di persone, ma è meno volatile e meno facile alla diffusione, però, se combinato con virus influenzali stagionali, che come tutti sanno sono incredibilmente volatili e facilmente diffondibili, ne deriva è un’arma biologica potente, fortemente volatile ed incredibilmente mortale.

Come spiega l’articolo della Canadian Press : ” Mentre l’H5N1 non può infettare facilmente le persone, l’H3N2 lo fa. Se qualcuno, esposto ad una miscela dei due, si ritrova simultaneamente infettato dai due ceppi, può fungere da incubatrice per un virus ibrido in grado di trasmettersi facilmente fra, ed alle, altre persone.

Pertanto, ci sono ben pochi dubbi che si sia trattato di un atto deliberato teso ad ‘armare’ il virus H5N1 alla sua massima potenza per poi distribuirlo alla popolazione per mezzo di innocui vaccini antinfluenzali; popolazione che poi avrebbe infettato gli altri in misura devastante dal momento che l’infezione si diffonda per via aerea.

Gli articoli della Canadian Press affermano che : “Questo processo di rimescolamento, chiamato ‘riassortimento’, è uno dei due modi per creare virus pandemici, ” ma successivamente sostengono che non esistono prove che questo sia quello che ha fatto la Baxter, benchè non ci sia nessuna chiara spiegazione prima di tutto del perchè la Baxter detenga campioni di virus dell’influenza aviaria vitali.

Comunque, per ribadire, l’aspetto chiave di questa storia è che è praticamente impossibile che virus vitali dell’influenza aviaria trovino un modo per finire ‘per caso’ dentro a dei vaccini.

Come evidenzia Mike Adams, esperto della salute : ” La risposta sconvolgente è che questo non può essere stato un incidente. Perchè ? Perchè la Baxter International aderisce ad una cosa che si chiama BSL3 ( Biosafety Level 3 ), un insieme di protocolli di sicurezza per i laboratori che servono a prevenire le contaminazioni incrociate fra i diversi materiali.”

Come spiegato su Wikipedia (http://en.wikipedia.org/wiki/Biosaf…) :

“Il personale di laboratorio ha un addestramento specifico per il maneggiare agenti patogeni e potenzialmente letali, ed è supervisionato da scienziati competenti che hanno esperienza nel lavorare con tali sostanze. Questa è considerata una zona neutra o tiepida. Tutte le procedure che coinvolgono le manipolazioni di materiali infetti sono condotte all’interno di cabine di sicurezza o di altre apparecchiature per l’isolamento dei materiali, o da personale che indossa abbigliamenti ed equipaggiamenti personali protettivi appropriati. Il laboratorio ha strutture ed attrezzature specificatamente progettate.

In base al codice di comportamento BSL3, è impossibile che virus vitali dell’influenza aviaria possano contaminare materiali per la produzione di vaccini che saranno spediti ai distributori di tutto il mondo.

Per spiegare questi eventi, restano solo due possibilità :

Possibilità n° 1 : La Baxter non stava adottando le procedure di sicurezza BSL3 o è così approssimativa nel seguirle che può commettere errori madornali che mettono in pericolo la sicurezza dell’intera razza umana. In questo caso, perchè vengono somministrati ai nostri bambini vaccini prodotti con materiali della Baxter ?

Possibilità n° 2 : nella Baxter c’è un dipendente imbroglione ( od un piano diabolico delle alte sfere direttive ), nel qual caso nel materiale da vaccinazione sono stati intenzionalmente inseriti dei virus vitali dell’influenza aviaria nella speranza che tali materiali potessero essere iniettati negli esseri umani e dessero inizio ad un’epidemia mondiale di influenza aviaria.

La diffusione dell’influenza aviaria avrebbe causato un’istantanea domanda esponenziale di vaccini contro l’influenza aviaria, i profitti che le aziende produttrici, quali la Baxter International, ne avrebbero tratto sarebbero stati astronomici.

Inoltre, come già detto, fra quelli che hanno interessi nel vaccino Tamiflu , c’è l’elite dei globalizzatori e dei membri Bilderberger tipo George Shultz, Lodewijk J.R. de Vink e l’ex Segretario alla Difesa [USA], Donald Rumsfeld.

Qualora si dovesse verificare una epidemia mondiale di aviaria, le autorià sia europee che americane, hanno piani dettagliati e noti per l’imposizione della legge marziale, della quarantena e dell’internamento.

Una ulteriore motivazione, che da anni abbiamo documentato in modo completo su questo sito web [ prisonplanet ], è il fatto che le elites hanno da tempo apertamente ammesso che vogliono conseguire una riduzione dell’80% di tutta la popolazione mondiale. Storie sconvolgenti quali questa portano plausibilmente e pericolosamente dentro la realtà questi racconti tirandoli via dal regno della teorie cospirazioniste.

“La Baxter sta agendo praticamente come un’organizzazione di terrorismo biologico dei giorni nostri, che spedisce campioni infetti in tutto il mondo. Se tu spedisci al tuo Senatore una lettera piena di antrace, vieni arrestato perchè ritenuto un terrorista. Allora, conclude Adams, perchè la Baxter – che ha spedito ai laboratori di tutto il mondo dei campioni di un ceppo di virus ben più mortale – se la cava semplicemente dicendo : ” Ohh ! “

E questa non è la prima volta che dei produttori di vaccini sono colti in fallo a distribuire vaccini contaminati da virus mortali.

E’ stato rivelato che nel 2006 la Bayer Corporation ha scoperto che una sua medicina da iniettare per la cura degli emofiliaci, era stata contaminata dal virus dell’HIV. Una documentazione interna prova che dopo che seppero per certo che il farmaco era contaminato, lo tolsero dal mercato USA per rifilarlo ai mercati europeo, asiatico e dell’america latina, esponendo deliberatamente migliaia di persone, la maggior parte delle quali bambini, al virus vitale dell’HIV. In Francia, esponenti ufficiali del governo finirono in galera per aver permesso la distribuzione del farmaco. La documentazione dimostra che la FDA [Food & Drugs Administration], è collusa con la Bayer nell’occultare lo scandalo e nel permettere la distribuzione mondiale del farmaco mortale. Nessuno della dirigenza Bayer ha mai rischiato l’arresto od un procedimento giudiziario in USA.

Paul Joseph Watson – PrisonPlanet

Traduzione per EFFEDIEFFE.com a cura di Massimo Frulla


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