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	<title>il pensiero di aixes &#187; Trattamento meccanico biologico dei rifiuti</title>
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	<description>scusate il disturbo, vorrei dire la mia</description>
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		<title>La soluzione ArrowBio</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jun 2008 15:52:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>aixes</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ariano Irpino]]></category>
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		<category><![CDATA[Trattamento meccanico biologico dei rifiuti]]></category>

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Nell&#8217;attesa che il progetto vada avanti (ho già preso contatti con la ditta che rappresenta la tecnologia ArrowBio in Italia), vorrei descrivere, per i non informati, il processo ArrowBio e anticipare una piccola breve valutazione dei suoi vantaggi rispetto alle discariche ed ai termovalorizzatori.
Di che si tratta?
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cittadiariano.it/blog/aixes/files/2008/06/confrontojpg.jpg"></a><img src="http://cittadiariano.it/blog/aixes/files/2008/06/arrowbio.jpg" alt="Il processo ArroBio" width="861" height="1013" /></p>
<p style="text-align: justify">Nell&#8217;attesa che il progetto vada avanti (ho già preso contatti con la ditta che rappresenta la tecnologia ArrowBio in Italia), vorrei descrivere, per i non informati, il processo ArrowBio e anticipare una piccola breve valutazione dei suoi vantaggi rispetto alle discariche ed ai termovalorizzatori.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Di che si tratta?</strong></p>
<p style="text-align: justify">La tecnologia <strong>ArrowBio</strong> è un brevetto registrato per il trattamento dei rifiuti solidi urbani. Esistono altri sistemi similari che affronterò prossimamente (ad esempio il sistema <strong><a href="http://cittadiariano.it/blog/aixes/2008/06/24/la-soluzione-thor/" target="_blank">THOR</a></strong> realizzato dal nostro <strong>CNR</strong> in Sicilia).</p>
<p style="text-align: justify">Primo aspetto positivo, soprattutto in un paese pigro come il nostro, è che il processo ArrowBio tratta rifiuti <strong>indifferenziati</strong>. Questo procedimento consente, ad ogni modo, di recuperare gran parte dei <strong>materiali riciclabili</strong> come i metalli <strong>ferrosi</strong> e <strong>non ferrosi</strong>, la <strong>plastica</strong> (HDPE, PET e pellicola) e il<strong> vetro</strong>. Permette inoltre di produrre <strong>fertilizzanti</strong> e <strong>Biogas </strong>che è una fonte di energia alternativa pulita, utilizzabile per il trasporto o per la produzione di energia elettrica o termica.</p>
<p style="text-align: justify">Mentre, per il trattamento dei rifiuti, le discariche utilizzano la <strong>terra</strong> e i termovalorizzatori (o inceneritori) il <strong>fuoco</strong>, il concetto assolutamente innovativo del processo ArrowBio, è che utilizza l&#8217;<strong>acqua</strong> . Ci si è posti il quesito: i rifiuti solidi urbani contengono, per loro natura, una grande quantità d&#8217;acqua, cosa ne facciamo? Utilizziamola per trattare e separare i rifiuti stessi! Non a caso il primo impianto ArrowBio è stato costruito a <strong>Tel Aviv</strong>, dove l&#8217;acqua è molto preziosa e gli israeliani sanno come ottimizzarne l&#8217;uso.</p>
<p style="text-align: justify">Quali sono i <strong>vantaggi</strong> derivanti dall&#8217;utilizzo dell&#8217;acqua? Una delle sue più note proprietà è che permette di <strong>separare</strong> facilmente gli elementi leggeri (che galleggiano) da quelli pesanti (che vanno a fondo). Tenere i rifiuti in acqua consente di <strong>ridurre sensibilmente</strong>, o tenere sotto controllo, l&#8217;emissione di <strong>polveri nocive</strong> e i <strong>cattivi odori</strong>. Grazie alla separazione in acqua, la produzione di <strong>compost pulito</strong> (cioè con meno contaminanti) avviene molto più facilmente e l&#8217;acqua è l&#8217;elemento base per la produzione di <strong>Biogas</strong> di ottima qualità (con elevato contenuto di metano) mediante <strong>digestione anaerobica</strong> (cioè con batteri che operano in assenza di ossigeno). Inoltre, visto che i rifiuti hanno un alto contenuto di umidità, quando si è a regime, il sistema non ha più bisogno di prelevare acqua dall&#8217;esterno.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Il Processo</strong></p>
<p style="text-align: justify">Proviamo a descrivere, in linea di massima, come si sviluppa il procedimento. C&#8217;è una prima fase di <strong>preparazione</strong> e <strong>separazione idromeccanica</strong> dei rifiuti. Il contenuto dei camion viene scaricato in una grande <strong>vasca piena d&#8217;acqua</strong>. Per <strong>gravità</strong> avviene la prima grande separazione: i <strong>materiali inorganici</strong> (metalli, vetro e altri inerti) hanno generalmente un peso specifico maggiore dell&#8217;acqua e pertanto <strong>vanno a fondo</strong>. Le <strong>plastiche</strong> e i <strong>materiali organici</strong> biodegradabili, invece, tendono a <strong>galleggiare</strong> o a rimanere in sospensione.</p>
<p style="text-align: justify">I materiali <strong>inorganici</strong>, pertanto, vengono inviati ad una linea del processo che si occupa dell&#8217;ulteriore separazione in <strong>materiali ferrosi</strong> (quelli che si attaccano ad una calamita), <strong>metalli non ferrosi</strong> (quelli che vengono separati tramite correnti indotte) e<strong> vetro</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Le <strong>plastiche </strong>e i materiali <strong>organici biodegradabili</strong> vengono a loro volta separati, alcuni per <strong>dimensioni</strong>, altri <strong>manualmente</strong> e, quelli molto leggeri come le buste di plastica, mediante <strong>separatori ad aria</strong>. Tutto il rimanente è composto quasi esclusivamente da materiale organico biodegradabile, pertanto viene<strong> triturato</strong>, <strong>frantumato</strong> idraulicamente e <strong>filtrato</strong>. La terriccio che ne risulta viene immerso nuovamente in acqua per separare ancora una volta le <strong>componenti metalliche</strong> e <strong>vetrose</strong> rimanenti (pesanti) da quelle <strong>biologiche </strong>(leggere). </p>
<p style="text-align: justify">La soluzione organica acquosa ottenuta (<strong>minestrone biologico</strong>) viene così inviata a due successivi contenitori che, tramite processi naturali di <strong>fermentazione anaerobica</strong> (acetogenico e metanogenico) a temperatura ambiente, digeriscono la brodaglia producendo <strong>biogas</strong> e <strong>fango biologico</strong>. Il biogas è utilizzato per la <strong>produzione di energia elettrica</strong> e <strong>calore</strong>, mentre il fango biologico viene disidratato e venduto come <strong>concime</strong>. </p>
<p style="text-align: justify">I <strong>residui</strong> di tutto questo processo ammontano a circa il <strong>20%</strong> (dipende dal tipo di rifiuti introdotti), che possono essere inviati a discarica o inceneritore (ma sono inerti e quindi non pericolosi) o ancora verso impianti specializzati, per una ulteriore separazione (ce n&#8217;è uno molto buono in Veneto).</p>
<p style="text-align: justify">Insomma come disse Antoine Lavoisier, &#8220;Nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify">Attualmente è già operante (da 5 anni) l&#8217;impianto di <strong>Tel Aviv</strong> (Israele) da 40.000 t/anno, mentre sono in fase di completamento quelli di <strong>Falkirk</strong> (Scozia) da 70.000 t, <strong>Pachuca</strong> (Messico) da 180.000 t e <strong>Sidney</strong> (Australia) da 90.000 t.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>I vantaggi</strong></p>
<p style="text-align: justify">E&#8217; lecito affermare che i vantaggi di questo processo sono innumerevoli.</p>
<p style="text-align: justify">Malgrado non sia necessario differenziare a monte, questo metodo consente di recuperare <strong>l&#8217;80-90% dei materiali riciclabili</strong> (95% dei metalli ferrosi, 85% dei metalli non ferrosi, 85% della plastica, il 90% del vetro).</p>
<p style="text-align: justify">Produce <strong>Biogas</strong>, essenzialmente metano, utile per ottenere <strong>energia elettrica</strong> (per alimentare lo stesso impianto, ad esempio) o come <strong>carburante pulito </strong>per il trasporto pubblico al posto dei carburanti fossili altamente inquinanti.</p>
<p style="text-align: justify">Non produce <strong>cattivi odori</strong>, né <strong>microparticelle</strong>, né <strong>diossina</strong>, né alcun tipo di elemento <strong>inquinante</strong> per l&#8217;aria, l&#8217;acqua e il suolo.</p>
<p style="text-align: justify">La percentuale di <strong>residuo</strong> è bassa (&lt; 20%) e ulteriormente riducibile, e comunque è inerte.</p>
<p style="text-align: justify">Naturalmente ci sono molti altri <strong>vantaggi tecnici </strong>(come la qualità e la stabilità del metano e del compost prodotti dalla fermentazione anaerobica rispetto a quella aerobica, etc.), ma tediare il lettore non è lo scopo (principale) di questo blog.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Passiamo ai costi</strong></p>
<p style="text-align: justify">I <strong>costi </strong>rispetto ad altri metodi sono senz&#8217;altro inferiori (solo il deposito in discarica è più economico&#8230; ma è inutile sottolinearne il differente rapporto costo/efficacia). Del resto, se scozzesi ed ebrei sono stati i primi ad utilizzare questo metodo&#8230; ci sarà un motivo!</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://cittadiariano.it/blog/aixes/files/2008/06/confrontojpg.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-139 aligncenter" src="http://cittadiariano.it/blog/aixes/files/2008/06/confrontojpg.jpg" alt="confronto tecnologie" width="429" height="231" /></a></p>
<p style="text-align: center"><em>Un grafico che mette a confronto la tecnologia ArrowBio rispetto alle altre utilizzate per il trattamento dei rifiuti solidi urbani.</em></p>
<p style="text-align: justify">Da questo grafico si può notare come il processo ArrowBio si inserisce tra gli altri metodi di trattamento dei rifiuti solidi urbani. E&#8217; senz&#8217;altro il metodo che <strong>produce di più</strong> e <strong>inquina di meno</strong>, con <strong>costi medi</strong> sufficientemente <strong>bassi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Per quantificare i costi ho dato uno sguardo all&#8217;analisi effettuata dall&#8217;<a href="http://http://www.environment-agency.gov.uk/wtd/679004/679026/679085/1089064/1089116/?version=1&amp;lang=_e"><strong>Agenzia per l&#8217;Ambiente</strong> della <strong>Gran Bretagna</strong></a>, che per i suoi conti si è basata sull&#8217;impianto di <strong>Tel Aviv</strong>. Per un impianto di tipo ArrowBio da <strong>75.000 t/anno</strong> (circa <strong>10 volte</strong> l&#8217;esigenza della città di <strong>Ariano</strong> o pari a circa la <strong>metà</strong> dell&#8217;esigenza dell&#8217;intera provincia di <strong>Avellino</strong>), il costo dell&#8217;impianto è di circa <strong>15 milioni</strong> di Euro. Considerando un periodo di ammortamento di 15 anni, ogni tonnellata di rifiuti in ingresso costa circa <strong>40 Euro</strong>, ma produce una ricchezza (materiali riciclati + Biogas + fertilizzanti) pari a <strong>25 Euro</strong>, cioè in pratica con questo sistema smaltire una tonnellata di rifiuti costa &#8220;solo&#8221; <strong>15 Euro</strong>. Tanto per fare un raffronto mandare i rifiuti all&#8217;inceneritore costa <strong>90 Euro</strong> a tonnellata e per quanto possa essere fatto bene ci sarà sempre una percentuale di ceneri e microparticelle tossiche prodotte.</p>
<p style="text-align: justify">Questo è <strong>soltanto uno</strong> dei possibili sistemi che risolverebbero per sempre il problema dei rifiuti. Chi ha il coraggio di dire che sono <strong>solo fandonie</strong> e che invece bisogna continuare ad arricchire <strong>politici corrotti</strong> e la solita <strong>Camorra</strong>, a inquinare le <strong>falde acquifere</strong> e <strong>l&#8217;aria che respiriamo</strong>, tutto a spese del denaro delle <strong>nostre</strong> tasche e della <strong>salute </strong>dei <strong>nostri figli</strong>?</p>
<p style="text-align: justify"> </p>
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