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	<title>il pensiero di aixes</title>
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	<description>scusate il disturbo, vorrei dire la mia</description>
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		<title>Doppia sconfitta</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Jun 2010 08:36:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>aixes</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[Non salgo anch&#8217;io sul carro del &#8220;ve l&#8217;avevo detto&#8221;,  soltanto perchè non l&#8217;avevo scritto anche se abbondantemente previsto e,  forse, auspicato.
Molti pensieri, sicuramente di sconforto, mi  stanno passando per la mente e questa volta, una volta tanto, ho voglia  di fotografarli. Ma mi sto accorgendo che non riesco a separare la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/DOCUME%7E1/ploconte/IMPOST%7E1/Temp/moz-screenshot-1.png" alt="" /><a href="http://cittadiariano.it/blog/aixes/files/2010/06/sconfitta.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-192" style="margin: 5px" title="sconfitta" src="http://cittadiariano.it/blog/aixes/files/2010/06/sconfitta.jpg" alt="" width="200" height="200" /></a>Non salgo anch&#8217;io sul carro del &#8220;ve l&#8217;avevo detto&#8221;,  soltanto perchè non l&#8217;avevo scritto anche se abbondantemente previsto e,  forse, auspicato.</p>
<p>Molti pensieri, sicuramente di sconforto, mi  stanno passando per la mente e questa volta, una volta tanto, ho voglia  di fotografarli. Ma mi sto accorgendo che non riesco a separare la  sconfitta dell&#8217;Italia come squadra di calcio, dalla sconfitta molto più  importante dell&#8217;Italia come sistema paese. Le mie riflessioni  spazieranno dal calcio alla politica, certi concetti che esprimerò  saranno sicuramente bivalenti, sia dal punto di vista sportivo che  sociale.</p>
<p>Di errori ne sono stati fatti tanti,  troppi. In tutti i campi, dal Sudafrica a Roma.</p>
<p>Non  entro nel merito dei valori sportivi e sulla legittimità di  un&#8217;eliminazione. Può capitare che si sbagli una preparazione, che in un  certo momento storico il campionato non esprima grandi talenti, che un  arbitro, un palo, un infortunio o un rimpallo impediscano un percorso  che poteva e doveva essere diverso. Quello che avevamo avuto in più  dalla sorte, quattro anni fa, lo abbiamo ricevuto in meno questa volta e  forse è giusto così. In fondo il grande slam, la vittoria ovunque  dell&#8217;Inter di quest&#8217;anno, è stato un grosso indizio sui veri valori  dell&#8217;attuale generazione calcistica. Il calcio italiano è stato dominato  dalla squadra che aveva tutti stranieri, dove l&#8217;unico dal nome  italiano, Balotelli, era di origine ghanese e più abbronzato di Obama,  ma non è stato neanche convocato.</p>
<p>Della serie  &#8220;non tutti i mali vengono per nuocere&#8221; penso che sia stato un bene  uscire subito dalla competizione, perchè è proprio questo genere di  eventi che come schiaffi improvvisi in faccia a bambini viziati, possono  portare ad esami di coscienza e assunzioni di responsabilità che  altrimenti verrebbero rimandati, prorogati in eterno come certi decreti  scomodi del governo.</p>
<p>E&#8217; l&#8217;occasione per gli  italiani (sportivi e non) di svegliarsi finalmente, di riuscire a capire  che il mondo non è sempre a nostra disposizione, per soddisfare i  nostri capricci, i nostri vizi. Niente è dovuto al caso o alla nostra  solita, maledetta, arte d&#8217;arrangiarci. Le grandi conquiste non si  ottengono grazie all&#8217;estro estemporaneo di qualche talento di passaggio,  ma con la programmazione, il sacrificio, l&#8217;umiltà, valori che avevamo e  che abbiamo irrimediabilmente perso, in tutti i campi.</p>
<p>Quattro anni fa la vittoria, inaspettata quanto mai  gradita, servì come colpo di spugna per dare un senso di pulizia ad un  mondo che aveva appena mostrato la sua faccia peggiore, quella di  calciopoli. Tutti noi esultammo, essendo pienamente coscienti che non  era stata vera pulizia, ma soltanto un passaggio di panno superficiale,  una spruzzata di acqua di colonia a coprire un fetore che non era stato  sradicato, ma soltanto celato maldestramente.</p>
<p>Stessa  cosa è successa ad un livello più alto della nostra società. &#8220;Mani  pulite&#8221; non ha sanato l&#8217;Italia, ha soltanto messo in evidenza una  tendenza di corruzione diffusa e di malaffare che, paradossalmente, ora  si è enormemente accentuata e incancrenita, proprio come un tumore  inguaribile che a seguito di un intervento chirurgico invece di  risolversi esplode in mille metastasi. Per uscire da quello scandalo,  invece di agire come avrebbe fatto qualsiasi altro paese civile, punendo  i colpevoli, è stato depenalizzato il falso in bilancio, è stata  istituzionalizzata la corruzione, come un enorme condono, solito bieco  mezzo di scambio che, invece di dimostrare quale via non s&#8217;ha da  prendere, ci rende tutti partecipi e complici di una situazione ormai  insostenibile.</p>
<p>Il guaio dell&#8217;Italia non sono i  politici o i commissari tecnici, ma sono gli italiani che li votano e li  sostengono, che li viziano e li ammirano, con la loro atavica voglia di  fregare il prossimo, con una lungimiranza inferiore a quella di una  farfalla che ha solo poche ore di vita. Possibile che non ci si renda  conto che in questo modo non si creeranno mai le condizioni per i nostri  figli di vivere una vita, che ne so, magari anche migliore? Possibile  che gli italiani, da sempre noti per la loro estrema generosità,  disponibilità, apertura mentale, siano diventati un popolo di  superficiali egoisti senza scrupoli, senza idee e senza cervello? Questo  è uno dei motivi per cui noi italiani non facciamo più figli. Pensiamo  soltanto a noi stessi e avere dei figli sarebbe un impegno con il futuro  che non siamo più in grado di assolvere.</p>
<p style="text-align: justify">Come se  ne esce? Per quanto riguarda il calcio poco importa, basterà puntare più  sulle nuove generazioni, creare le condizioni perchè si trovino  maggiori stimoli, basterà ritrovare l&#8217;umiltà di aprire le porte ai figli  di quegli extracomunitari che oggi stanno silenziosamente, ed a fatica,  trascinando la nostra economia, quello che ne resta, con la loro opera  sommersa di lavoro, nero, ma per gran parte onesto.</p>
<p>Per quanto  riguarda la nazione, invece, la vedo molto più dura. Finchè si lascia  l&#8217;Italia in mano a personaggi che vivono &#8220;borderline&#8221; con la legalità e  che convivono quotidianamente ed istituzionalmente con i conflitti  d&#8217;interesse, che si affidano dicasteri a persone dal dubbio passato, ad  esempio soltanto per consentirne il &#8220;legittimo impedimento&#8221;, finchè si  accetteranno con la stessa ignavia dei calciatori italiani in Sudafrica,  tagli fatti con l&#8217;accetta a progetti e sogni di chi ha buona volontà,  invece di requisire i beni a chi li ha invece rubati, non si andrà  avanti, anzi, si continuerà a cadere nel baratro più profondo.</p>
<p>E a  questo punto non ci resta che tifare per un&#8217;altra squadra, sicuramente  più meritevole della nostra.</p>
<p><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://cittadiariano.it/blog/aixes/2010/06/25/doppia-sconfitta/"><img src="http://cittadiariano.it/blog/aixes/wp-content/plugins/addtofacebook/facebook_share_icon.gif" alt="Condividi su Facebook"></a> <a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://cittadiariano.it/blog/aixes/2010/06/25/doppia-sconfitta/">Condividi su Facebook</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>La raffinazione dei rifiuti</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Mar 2010 20:30:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>aixes</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ariano Irpino]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[Circa due anni fa scrissi di almeno un paio di alternative esistenti, più intelligenti ed economiche rispetto alla discarica ed al termovalorizzatore di vecchia concezione, per il trattamento dei rifiuti urbani. Naturalmente non erano e non sono invenzioni del solito partito del &#8220;NO&#8221;, infatti gli studi, le esperienze e le applicazioni reali continuano, nel silenzio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Circa due anni fa scrissi di almeno un paio di alternative esistenti, più intelligenti ed economiche rispetto alla discarica ed al termovalorizzatore di vecchia concezione, per il trattamento dei rifiuti urbani. Naturalmente non erano e non sono invenzioni del solito partito del &#8220;NO&#8221;, infatti gli studi, le esperienze e le applicazioni reali continuano, nel silenzio generale. C&#8217;era persino chi aveva messo in dubbio l&#8217;esistenza del prof. Paolo Plescia che ha dedicato alla soluzione <a href="http://cittadiariano.it/blog/aixes/2008/06/24/la-soluzione-thor/">THOR</a>, molti anni della sua ricerca presso il CNR.<br />
A proposito del Prof. Paolo Plescia, questa è la registrazione, con il metodo Slidecast, di un suo intervento recente (6 febbraio 2010) durante un convegno sulla raffinazione dei rifiuti tenutosi a Senigallia.<br />
L&#8217;intervento del Prof. Plescia è piuttosto tecnico e lungo (47 minuti) ma si fa ascoltare volentieri ed è naturalmente molto interessante.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://scaloni.it/popinga/raffinazione-dei-rifiuti-lo-slidecast/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-183" title="thor1" src="http://cittadiariano.it/blog/aixes/files/2010/03/thor1-300x223.jpg" alt="" width="300" height="223" /></a></p>
<p><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://cittadiariano.it/blog/aixes/2010/03/29/la-raffinazione-dei-rifiuti/"><img src="http://cittadiariano.it/blog/aixes/wp-content/plugins/addtofacebook/facebook_share_icon.gif" alt="Condividi su Facebook"></a> <a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://cittadiariano.it/blog/aixes/2010/03/29/la-raffinazione-dei-rifiuti/">Condividi su Facebook</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Israele: un viaggio, alcune riflessioni</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 19:56:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>aixes</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nel mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Raccontare Israele e come fare un riassunto delle puntate precedenti, un ripercorrere all’indietro tutte le tappe della nostra storia, della nostra cultura, della nostra civiltà. In ogni istante del viaggio ci tornano in mente esperienze, conoscenze recondite della nostra vita, immagini conservate nei cassetti dei nostri ricordi e che affiorano prepotentemente all’improvviso come un film [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft size-medium wp-image-170" src="http://cittadiariano.it/blog/aixes/files/2009/11/IMG_6826-300x225.jpg" alt="IMG_6826" width="300" height="225" />Raccontare Israele e come fare un riassunto delle puntate precedenti, un ripercorrere all’indietro tutte le tappe della nostra storia, della nostra cultura, della nostra civiltà. In ogni istante del viaggio ci tornano in mente esperienze, conoscenze recondite della nostra vita, immagini conservate nei cassetti dei nostri ricordi e che affiorano prepotentemente all’improvviso come un film rivisto e rivissuto mille volte.</p>
<p style="text-align: justify">Per chi crede, non importa quale nome possa avere il proprio Dio, è “il” luogo sacro per eccellenza, la terra che ha consentito all’uomo di entrare in contatto fisico con la propria divinità. Per chi non crede è comunque un’esperienza unica, una tentazione, una sensazione che segna dentro, in qualche modo, indelebilmente.</p>
<p style="text-align: justify">Israele è l’apoteosi delle contraddizioni, l’esempio più lampante di quanto l’uomo possa essere stato (e sia ancora) assolutamente irrazionale e intollerante, nei rapporti con i propri simili, nell’assurda altalenanza della sua “breve” storia.  E’ la terra dove il tempo si è fermato, dove certi valori sono ancora incredibilmente forti e radicati nella gente, oggi esattamente come 2000 o 3000 anni fa.</p>
<p style="text-align: justify">Israele, la Palestina, tutto il Medio Oriente: sono i luoghi in cui la gente afferma la propria essenza ogni giorno, dove ci si riconosce e si manifesta la propria identità già nel modo di vestire, di parlare, di scrivere, di mangiare, di pregare in ogni istante della giornata, anche se questo potrebbe, in qualche modo, mettere a rischio perfino la  propria esistenza.</p>
<p style="text-align: justify">E’ Mediterraneo in tutta la sua franchezza, nei suoi tipici colori, nei suoni, nei profumi, nei sapori. E’ una terra antica e modernissima allo stesso tempo, dove la storia ha dovuto combattere a denti stretti per poter testimoniare un passato spesso cancellato dal susseguirsi delle dominazioni. Ebrei, musulmani, cristiani, ortodossi si sono alternati al tavolo del potere, cercando invano, ogni volta, di annientare anche il ricordo di chi li aveva preceduti. E il risultato oggi è quello che si vive ogni giorno entrando a Gerusalemme: una grande Babele, quello che tutti considerano il centro dell’Universo, conteso da tutte le civiltà ed in cui confluiscono tutte le fedi, religiose e politiche.</p>
<p style="text-align: justify">Non entro nel merito di chi ha torto o ha ragione, di chi si comporta &#8220;oggi&#8221; da persecutore o da perseguitato, ma basta fare un giro tra le strade millenarie che collegano Haifa a Tel Aviv, Tiberiade a Gerusalemme, per capire che non esiste un oggi e un ieri, il tempo qui sembra si sia fermato e le vicende continuano ad accadere sovrapponendosi e complicandosi in mille mondi paralleli. Cause ed effetti si sono intrecciati al punto che non siamo più in grado di giudicare il comportamento di nessuno.</p>
<p style="text-align: justify">Allora ognuno ha il diritto di guardare ad Israele soltanto con i propri occhi, possibilmente con l&#8217;apertura mentale di dover accettare che le proprie convinzioni più intime e segrete possano essere sbeffeggiate e violentate da chi accanto a noi la pensa diversamente.</p>
<p style="text-align: justify">E&#8217; vero, il timore di trovarsi di fronte ad incidenti, prima del viaggio, c&#8217;era, ma si è completamente dissolto appena messo piede in questa terra di confine. Dopo le poche ore passate ad osservare ebrei e musulmani, israeliani e palestinesi che convivono a stretto contatto, con ruoli diversi, negli stessi luoghi fisici, ma lontani anni luce per come concepiscono la loro esistenza, siamo sommersi dallo stupore, da una incredulità totale, nel constatare che in fondo la convivenza è molto più tranquilla di quanto si potesse immaginare.</p>
<p style="text-align: justify">Ovunque, soprattutto nelle zone d&#8217;entroterra, lungo le superstrade che collegano le città più importanti, capita di osservare una distribuzione a macchia di leopardo di centri abitati dalle caratteristiche diametralmente opposte. Sulla sinistra un paese in bianco e nero, palesemente arretrato, diroccato, case bianche, basse, senza tetto, rifinite per quanto appena necessario, povere ed essenziali, sovrastate da un severo minareto. Sulla destra, separato soltanto dalla strada che percorriamo, un paese moderno,  pulito, coloratissimo, con deliziose villette a schiera all&#8217;americana, tantissimo verde e tetti spioventi rossi fiammanti. Differenze che altrove di riscontrano soltanto dopo  centinaia o migliaia di chilometri di cammino, qui si evidenziano a distanza di pochi metri.</p>
<p style="text-align: justify">Cosa dire di più? Per i nostri occhi di cristiani/cattolici romani questa resta la Terra Santa, il luogo che ha avuto la Grazia di essere calpestato dai piedi del Nostro Signore, il terreno che si è intriso del Suo sangue, le pietre che hanno ascoltato la Sua Parola. Sono sensazioni indescrivibili quelle che abbiamo provato in Galilea, ai piedi delle alture del Golan, sfiorando le rocce del Monte delle Beatitudini, l&#8217;acqua del Mare di Galilea, quella su cui Gesù ha vissuto e si è rivelato al mondo con i suoi prodigi e le sue parabole, dove incontrò gli Apostoli e dove tornò dopo la Risurrezione. La Galilea è la Sua terra, la Nostra terra.</p>
<p style="text-align: justify">Una sensazione nettamente diversa, invece, si prova a Gerusalemme. Crocevia del mondo, è il luogo dove tutti si affannano a dimostrare di avere l&#8217;esclusiva sulla storia e sulle tradizioni, sul corpo e sull&#8217;anima. I luoghi in cui Gesù ha sofferto la sua passione e morte, sono distrattamente contrastati, offuscati, dalla presenza soffocante degli altri, degli ebrei, dei musulmani, delle mille divisioni intestine della stessa tradizione cristiana. Allora ci si trova sbattuti da un vicolo all&#8217;altro, da una chiesa ad una sinagoga, da una moschea ad un mausoleo ortodosso senza soluzione di continuità, in una inebriante indigestione di sapori, colori, suoni e profumi.</p>
<p style="text-align: justify">Camminando tra gli stretti vicoli della Città Vecchia, sembra all&#8217;improvviso di trovarsi a bordo di in una macchina del tempo e dello spazio. Ci si trova contemporaneamente nella Gerusalemme intatta di 2000 anni fa, costruita dalle stesse pietre che videro cadere Gesù sotto il peso della Croce ed in quella tecnologica dei grattacieli, dei telefonini e delle auto di grossa cilindrata. Se su un marciapiede capita di incontrare un gruppo di sfacciate turiste americane in T-shirt, minigonne e infradito, sullo stesso marciapiede, qualche metro più in là, ci si imbatte in lunghi abiti neri che lasciano scoperti soltanto dei magnifici occhi color nocciola. In un vicolo capita di vedere una lunga fila di bugigattoli stracolmi di stoffe, di spezie e di improbabili souvenir made in Cina, girato l&#8217;angolo ci si trova in una elegante via di negozi ebrei, di gioiellerie e di ricchi quadri autentici. Il quartiere cristiano, invece, è qualcosa di intermedio, che guarda in tutte e tre le direzioni, rinunciando spesso alla propria identità, in nome del dio Denaro.</p>
<p style="text-align: justify">Così dal vivo si capiscono molte cose, molti discorsi che fece Gesù tanti secoli fa, ma sempre così attuali. Capisco quanto si arrabbiò quando vide il Tempio invaso dagli ambulanti, quello stesso tempio che oggi, dopo mille distruzioni, è diventato una immensa Moschea. E&#8217; uno dei tantissimi paradossi di Gerusalemme, infatti proprio uno dei muri che circondano quella moschea è il Muro del Pianto, dove vengono a pregare tutti gli ebrei col capo coperto. Altro paradosso è quello del Monte Sion, il luogo che gli ebrei considerano l&#8217;origine della loro civiltà, dove è conservata la Tomba del Re Davide, stesso edificio in cui, secondo la tradizione cristiana, Gesù, discendente di Davide, tenne la sua Ultima Cena.</p>
<p style="text-align: justify">Ho visto Israele con gli occhi di un cristiano, anche se non sono stato un classico pellegrino. Ho visto Israele con gli occhi di un discendente dell&#8217;Antica Roma che un tempo dominava questi luoghi e che costruì città splendide come Cesarea, sul litorale tra Tel Aviv e Haifa o di uno di quei Crociati che non furono molto dolci con i Saraceni. Ho anche avuto orecchie per ascoltare la versione degli ebrei, primi e ultimi in questa terra così contesa.  Ho capito quali possono essere i sentimenti che molti ebrei nutrono per il loro nemico ancestrale, quello che si identifica storicamente nei cultori dell&#8217;Islam. Purtroppo, invece, non ho avuto la possibilità di ascoltare la voce dei musulmani, soprattutto dei palestinesi. Ho soltanto visto i loro occhi stanchi, nei quartieri periferici di Gerusalemme, come quelli che si estendono sul Monte degli Ulivi, quartieri solo per uomini e bambini maschi, dove le donne rimangono chiuse nell&#8217;ignoranza delle loro pareti domestiche. Troppo poco per capire, troppo poco che comprendere la loro situazione di stranieri &#8220;tollerati&#8221; in quella che considerano giustamente la loro terra.</p>
<p style="text-align: justify">Ma la parola &#8220;giustizia&#8221;, da queste parti, assume una dimensione non più misurabile, che cambia forma e lunghezza a seconda degli occhi che la osservano e della lingua che la descrive. Troppo difficile per essere compresa.</p>
<p><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://cittadiariano.it/blog/aixes/2009/11/21/israele-un-viaggio-alcune-riflessioni/"><img src="http://cittadiariano.it/blog/aixes/wp-content/plugins/addtofacebook/facebook_share_icon.gif" alt="Condividi su Facebook"></a> <a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://cittadiariano.it/blog/aixes/2009/11/21/israele-un-viaggio-alcune-riflessioni/">Condividi su Facebook</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Compagni di scuola</title>
		<link>http://cittadiariano.it/blog/aixes/2009/04/30/compagni-di-scuola/</link>
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		<pubDate>Thu, 30 Apr 2009 20:42:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>aixes</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricordi]]></category>

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		<description><![CDATA[
Qualche settimana fa siamo riusciti, dopo ben 27 anni dalla maturità, a rivederci con una parte dei vecchi compagni di classe del liceo. Grazie a Facebook e alla magia di internet, non c&#8217;è voluto molto per riunire davanti ad una buona pizza gente che ha condiviso tutto per cinque anni di scuola e che poi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify"><img class="alignleft" src="http://newsite.pietroloconte.it/images/stories/compagni%20di%20scuola.jpg" alt="" width="200" height="281" /></p>
<p style="text-align:justify">Qualche settimana fa siamo riusciti, dopo ben 27 anni dalla maturità, a rivederci con una parte dei vecchi compagni di classe del liceo. Grazie a Facebook e alla magia di internet, non c&#8217;è voluto molto per riunire davanti ad una buona pizza gente che ha condiviso tutto per cinque anni di scuola e che poi ha intrapreso strade diverse, profondamente diverse, in tutti i sensi, geografici, familiari, sociali, professionali. E&#8217; stato divertente e curioso cercare di riconoscere e riconoscersi, annullare in un istante lo spazio ed il tempo e rivivere le stesse emozioni, gli stessi stati d&#8217;animo, la stessa sana voglia di divertirsi e di sfottere di una volta.</p>
<p style="text-align:justify">Quasi la stessa sensazione che provai la prima volta che mi recai nel mondo da favola di Disneyland, dove per qualche ora si torna bambini, fuori e dentro, e viene spontaneo assumere atteggiamenti, comportamenti e sentimenti che normalmente non avremmo mai il coraggio di esternare.</p>
<p style="text-align:justify">Dopo un primo impatto un po&#8217; impacciati, legati anche ai preconcetti tipici di queste occasioni, accentuati dallo spettro prospettato dal noto film di Carlo Verdone (sarò riconosciuto/a? dimostrerò più o meno della mia età rispetto agli altri? riuscirò a soddisfare le mie e le loro aspettative?), ci siamo lasciati andare e siamo tornati esattamente quelli che eravamo all&#8217;età di 17-18 anni: caciaroni e simpatici con i presenti, cinici e crudeli con gli assenti. Normale amministrazione. Da ammazzarsi dalle risate nel ricordare gli aneddoti, le disavventure, le gite, i professori. Soltanto qualche breve cenno sulla nostra vita di oggi, il lavoro, la famiglia, per non appesantire la serata e non rovinare la bella atmosfera di festa che si era venuta a creare. Una cosa che mi ha un po&#8217; sorpreso, ma in fondo lo speravo, non siamo cambiati più di tanto. Certamente il nostro fisico ha risentito dei quasi 30 anni passati, ma lo spirito, l&#8217;entusiasmo, gli interessi, sono rimasti gli stessi, una certezza rassicurante, credo per tutti quanti.</p>
<p style="text-align:justify">Siamo anche tornati al vecchio bar della scuola, un bugigattolo che una volta ci ospitava nei minuti d&#8217;intervallo, durante l&#8217;ora di religione, dove chi osava marinare la scuola si rifugiava con la speranza di non essere visto dai professori. Allora era piccolissimo, c&#8217;era soltanto lo spazio per il bancone e un flipper che mandavamo sempre, inevitabilmente, in tilt. Ora è tutto cambiato. E&#8217; diventato un locale di tendenza, frequentatissimo nelle serate romane, ampliato e ristrutturato, coloratissimo di luce e rumore. Siamo rimasti sconvolti, età media degli avventori esattamente la stessa che avevamo noi quando quel bar era nostro territorio, ma ora per noi completamente estraneo, come se fossimo stati catapultati all&#8217;improvviso in un universo parallelo o nel futuro remoto. In un mondo che non ci appartiene più.</p>
<p style="text-align:justify">Ci siamo salutati così, forse un po&#8217; tristi e malinconici, con la promessa di rivederci presto, magari con le famiglie al seguito, in un agriturismo ai castelli. Magari senza dover aspettare altri 27 anni.</p>
<p><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://cittadiariano.it/blog/aixes/2009/04/30/compagni-di-scuola/"><img src="http://cittadiariano.it/blog/aixes/wp-content/plugins/addtofacebook/facebook_share_icon.gif" alt="Condividi su Facebook"></a> <a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://cittadiariano.it/blog/aixes/2009/04/30/compagni-di-scuola/">Condividi su Facebook</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Un terremoto dentro di noi</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Apr 2009 20:23:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>aixes</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Impotenza e rabbia. Sono le sensazioni predominanti in queste ore di sofferenza e di angoscia. Stavolta è toccato a noi italiani, andare sulle prime pagine di tutti i giornali del mondo con immagini di distruzione e di morte. L&#8217;egoismo ancestrale che domina le nostre emozioni, forse determinato da un istinto di sopravvivenza che viene da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://newsite.pietroloconte.it/images/stories/terremoto.jpg"></a>Impotenza e rabbia. Sono le sensazioni predominanti in queste ore di sofferenza e di angoscia. Stavolta è toccato a noi italiani, andare sulle prime pagine di tutti i giornali del mondo con immagini di distruzione e di morte. L&#8217;egoismo ancestrale che domina le nostre emozioni, forse determinato da un istinto di sopravvivenza che viene da molto lontano, spesso ci rende quasi indifferenti nei confronti delle sofferenze nel mondo. Siamo quasi sempre sordi ai lamenti di civiltà lontane in guerra perenne o vittime di inauditi disastri naturali, così come alle richieste d&#8217;aiuto dei mendicanti striscianti sui marciapiedi delle nostre città o dei nostri vicini che soffrono nella dignità del silenzio tra le loro quattro mura. Quando, invece, un evento, qualsiasi esso sia, ci tocca da vicino, o riguarda un nostro parente o un amico, o adirittura noi stessi, fragili in balia di forze oscure infinitamente più potenti di noi, siamo colpiti nel profondo della nostra anima.</p>
<p style="text-align: justify">Barcolliamo senza più un briciolo di forza, alla ricerca di un riferimento, di un sostegno, avvertendo il colpo, un duro colpo nello stomaco e nel cuore, tanto da sbatterci al tappeto senza pietà. Anch&#8217;io ho sentito le scosse, quelle più forti che hanno avuto la sfrontatezza e l&#8217;ardire di osare sfidare l&#8217;eternità di una città simbolo di potenza come Roma. Le ho sentite e mi sono meravigliato. Nessuna paura, la presunzione di chi vive nella Città Eterna ci garantisce una sorta d&#8217;immunità fittizia ma rassicurante, ma una forte sensazione di insicurezza e impotenza. Vedere i muri della propria casa, che per i nostri sensi sono simbolo di solidità fisica e psichica di un&#8217;intera esistenza, vacillare come una foglia alla leggera brezza del mattino è sconfortante ed estremamente difficile da digerire. Non riesco neanche ad immaginare cosa possono aver provato tante persone che, pur se nella gioia di aver salvato la propria vita e quella dei propri cari, hanno assistito impotenti alla distruzione definitiva di tutte le loro cose, dei loro oggetti, dei ricordi più cari. Per chi, infine, ha perso anche le persone amate non sarà più lo stesso, non ci sarà più un futuro, nessun giorno della vita nei prossimi anni avrà più lo stesso sapore, la stessa serenità di un tempo. E&#8217; la morte nel cuore, un terremoto fuori e dentro di ciascuno di noi.</p>
<p><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://cittadiariano.it/blog/aixes/2009/04/08/un-terremoto-dentro-di-noi/"><img src="http://cittadiariano.it/blog/aixes/wp-content/plugins/addtofacebook/facebook_share_icon.gif" alt="Condividi su Facebook"></a> <a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://cittadiariano.it/blog/aixes/2009/04/08/un-terremoto-dentro-di-noi/">Condividi su Facebook</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Ma chi se ne importa&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Dec 2008 13:21:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>aixes</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[
Sono tanti i problemi di questa epoca di crisi globale. La gente comune deve ogni giorno lottare per sopravvivere o, per i più fortunati, arrivare alla fine del mese senza doversi indebitare ancora di più.
Questi problemi sono ancora più sentiti nei periodi di festa, quando l&#8217;atmosfera natalizia ci spinge ad essere più generosi ma il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a href="http://cittadiariano.it/blog/aixes/files/2008/12/foto_14651859_53550.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-158" src="http://cittadiariano.it/blog/aixes/files/2008/12/foto_14651859_53550.jpg" alt="" width="230" height="153" /></a><a href="http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/sport/calcio/beckham-milan/arrivo-milano/foto_14651859_53550.jpg"></a></p>
<p>Sono tanti i problemi di questa epoca di crisi globale. La gente comune deve ogni giorno lottare per sopravvivere o, per i più fortunati, arrivare alla fine del mese senza doversi indebitare ancora di più.</p>
<p>Questi problemi sono ancora più sentiti nei periodi di festa, quando l&#8217;atmosfera natalizia ci spinge ad essere più generosi ma il portafoglio ci guarda con occhi di sfida, inesorabilmente vuoto.</p>
<p>Questi sono anche i problemi di una giovane coppia, lui si chiama David e lei Victoria. La vita è stata molto avara con loro, lui costretto a lavorare sui campi d&#8217;erba, lei sempre immortalata da obiettivi indiscreti e invadenti.<br />
Sono sempre costretti a girovagare il mondo alla ricerca di un tetto e di un letto, non trovano mai pace.</p>
<p>Oggi la stampa mondiale si è finalmente occupata anche di loro e finalmente ci ha informati della loro tragedia. </p>
<p>Finalmente anche per loro problemi come l&#8217;assitenza sanitaria e la ricerca della casa sono stati finalmente risolti.</p>
<p>Mi piace pensare a David che &#8230; viaggia alla volta della clinica Le Betulle di Appiano Gentile per le visite mediche di rito, mentre la cara mogliettina trascorrerà l&#8217;intera giornata a fare una serie di visite in alcuni alberghi della città di Milano per scegliere la loro residenza per i prossimi mesi.</p>
<p>Notizie che fanno bene al cuore&#8230;</p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/sport/calcio/beckham-milan/arrivo-milano/arrivo-milano.html">http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/sport/calcio/beckham-milan/arrivo-milano/arrivo-milano.html</a></p>
<p>MA CHI SE NE IMPORTA!!!!</p>
<p><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://cittadiariano.it/blog/aixes/2008/12/20/ma-chi-se-ne-importa/"><img src="http://cittadiariano.it/blog/aixes/wp-content/plugins/addtofacebook/facebook_share_icon.gif" alt="Condividi su Facebook"></a> <a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://cittadiariano.it/blog/aixes/2008/12/20/ma-chi-se-ne-importa/">Condividi su Facebook</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Lussemburgo: cuore d&#8217;Europa</title>
		<link>http://cittadiariano.it/blog/aixes/2008/11/02/lussemburgo-cuore-deuropa/</link>
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		<pubDate>Sat, 01 Nov 2008 22:28:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>aixes</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nel mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[
Per quale motivo si dovrebbe visitare il Gran Ducato del Lussemburgo? Scommetto che non sia facile trovarlo negli itinerari turistici europei. E&#8217; uno stato così piccolo che risulta difficile incontrarlo lungo la strada, a meno che non ci si vada di proposito.
A me è capitato di andarci per lavoro, proprio questa settimana, e una idea [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a href="http://cittadiariano.it/blog/aixes/files/2008/11/luxembourg.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-147" src="http://cittadiariano.it/blog/aixes/files/2008/11/luxembourg.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Per quale motivo si dovrebbe visitare il Gran Ducato del Lussemburgo? Scommetto che non sia facile trovarlo negli itinerari turistici europei. E&#8217; uno stato così piccolo che risulta difficile incontrarlo lungo la strada, a meno che non ci si vada di proposito.</p>
<p style="text-align: justify">A me è capitato di andarci per lavoro, proprio questa settimana, e una idea me la sono fatta. La sensazione principale che mi sono portato appresso si riassume in una sola parola: &#8220;Europa&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify">Situato in un angoletto tra Belgio, Francia e Germania, ha subito fortemente l&#8217;influenza economica e la storia di questi tre paesi. Si tratta di un fazzoletto d&#8217;Europa più piccolo della Val D&#8217;Aosta. La sua capitale ha il numero di abitanti di un piccolo quartiere di Roma.</p>
<p style="text-align: justify">I lussemburghesi sono un popolo particolare. Poliglotti per definizione, parlano regolarmente tre lingue (francese, tedesco e lussemburghese, tutte e tre lingue ufficiali), inoltre la grande maggioranza parla correttamente anche l&#8217;inglese. Passeggiando per le strade della capitale, comunque, si ascolta quasi esclusivamente il francese. Sono numerosissime anche le comunità di immigrati da altri paesi d&#8217;Europa, primi fra tutti Portogallo e Italia, pertanto anche il portoghese e l&#8217;italiano sono praticamente di casa.</p>
<p style="text-align: justify">La cosa che mi ha molto sorpreso è proprio la forte presenza italiana. Italia si legge dappertutto, sulle insegne dei negozi, i nomi delle ditte di traslochi e quelle di costruzioni.</p>
<p style="text-align: justify">Il costo della vita non è eccessivo, ma soprattutto il potere d&#8217;acquisto (rapporto tra stipendi e costo della vita) è molto favorevole. Non a caso il Lussemburgo è al primo posto al mondo per <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lista_di_stati_per_PIL_(nominale)_procapite" target="_blank">PIL</a> e al secondo al mondo per il potere d&#8217;acquisto (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lista_di_stati_per_PIL_(PPA)_procapite" target="_blank">PPA</a>). Qualche esempio: un&#8217;infermiera guadagna 4.500 euro, un operaio 3.500, una cassiera 1.900, mentre un litro di gasolio non raggiunge 1 euro. L&#8217;unico settore inavvicinabile è quello immobiliare, i prezzi delle case sono astronomici.</p>
<p style="text-align: justify">E&#8217; una bella atmosfera quella che si respira tra i vicoli del centro medievale. Malgrado il clima sempre inclemente (a detta degli italiani che ci vivono, piove o è grigio almeno 330 giorni all&#8217;anno), l&#8217;impressione è che la gente sia serena. Il mio albergo era nella piazza della stazione, eppure non mi è capitato di incontrare barboni o sbandati. I negozi più numerosi, per le strade del centro, gioiellerie e abbigliamento, soprattutto scarpe di qualità.</p>
<p style="text-align: justify">Si fa fatica a distinguere lo Stato dalla sua capitale, infatti, non a caso si chiamano allo stesso modo.</p>
<p style="text-align: justify">E&#8217; decisamente un paese ricco, di storia, di economia, di finanza. In passato la sua economia, come quella del Belgio, si basava essenzialmente sull&#8217;industria dell&#8217;acciaio. Oggi si basa, credo, sull&#8217;economia portata dagli uomini d&#8217;affari e della finanza internazionale, dai politici del Parlamento Europeo, dai militari della NATO. L&#8217;indotto di tutto questo fa campare circa mezzo milione di persone in un ambiente sano, pulito, avendo saputo preservare il proprio patrimonio di cultura e di storia.</p>
<p style="text-align: justify">Un paese che ha saputo conservare la propria identità (malgrado tutto) rimanendo al centro dell&#8217;Europa, in tutti i sensi.</p>
<p style="text-align: justify">Se consiglio di andarci? Beh, indovinate&#8230; Forse non vale la pena di un viaggio esclusivo, ma se il nostro itinerario in giro per l&#8217;Europa passasse dalle parti del suo cuore&#8230; perché no? </p>
<p style="text-align: justify"> </p>
<p><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://cittadiariano.it/blog/aixes/2008/11/02/lussemburgo-cuore-deuropa/"><img src="http://cittadiariano.it/blog/aixes/wp-content/plugins/addtofacebook/facebook_share_icon.gif" alt="Condividi su Facebook"></a> <a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://cittadiariano.it/blog/aixes/2008/11/02/lussemburgo-cuore-deuropa/">Condividi su Facebook</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Almeno l&#8217;itagliano sallo!</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Oct 2008 17:05:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>aixes</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tormentoni]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando muoio mi faccio cromare. (Non sarebbe meglio metallizzato?)
Di fronte a queste cose rimango putrefatto! (Che schifo!)
Arriva il treno, hai blaterato il biglietto? (&#8230;)
Come faccio a fare tutte queste cose simultaneamente? Dovrei avere il dono dell&#8217;obliquità! (e chi sei la torre di Pisa?)
Basta! Vi state coagulando contro di me! (necessita trasfusione?)
E&#8217; nel mio carattere: quando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando muoio mi faccio cromare. (Non sarebbe meglio metallizzato?)</p>
<p>Di fronte a queste cose rimango putrefatto! (Che schifo!)</p>
<p>Arriva il treno, hai blaterato il biglietto? (&#8230;)</p>
<p>Come faccio a fare tutte queste cose simultaneamente? Dovrei avere il dono dell&#8217;obliquità! (e chi sei la torre di Pisa?)</p>
<p>Basta! Vi state coagulando contro di me! (necessita trasfusione?)</p>
<p>E&#8217; nel mio carattere: quando qualcosa non va, io sodomizzo! (Stategli lontano!)</p>
<p>Anche l&#8217;occhio va dalla sua parte&#8230; (Si chiama strabismo&#8230;)</p>
<p>Non so a che santo riavvolgermi. (Una video cassetta devota&#8230;)</p>
<p>Avete i nuovi telefonini GPL? (No mi spiace solo benzina!)</p>
<p>Il cadavere presentava evidenti segni di decesso. (Ma va?! Strano)</p>
<p>Prima di operarmi mi fanno un&#8217; autopsia generale. (Auguri!)</p>
<p>Abbiamo mangiato la trota salmonellata. (Ancora auguri!)</p>
<p>Vorrei un&#8217;aspirina in supposte effervescenti. (Quando si dice faccia da culo&#8230;.)</p>
<p>Vorrei una maglia con il collo a volpino.(Non era lupetto?&#8230;)</p>
<p>Vorrei una pomata per l&#8217;Irpef. (Herpes è difficile&#8230;)</p>
<p>Tu non sei proprio uno sterco di santo. (Menomale)</p>
<p>E&#8217; andato a lavorare negli evirati arabi. (Contento lui&#8230;)</p>
<p>A forza di andare di corpo mi sono quasi disintegrata. (O disidratata?Alla faccia della diarrea!)</p>
<p>Mia nonna ha il morbo di Pakistan. (&#8230;)</p>
<p>La mia auto ha la marmitta paralitica. (&#8230;e al posto dei cavalli ha le sedie a rotelle?)</p>
<p>Verrà in ufficio una stragista per il tirocinio. (Si salvi chi può!)</p>
<p>Sono momentaneamente in stand-bike. (L&#8217;attesa in bicicletta&#8230;)</p>
<p>Da vicino vedo bene, è da lontano che sono lesbica. (Aiuto&#8230;)</p>
<p>Mi sono fatta il Leasing al viso. (&#8230;pensavo un mutuo&#8230;)</p>
<p>E&#8217; inutile piangere sul latte macchiato. (Meglio farlo su un bel cappuccino&#8230;.)</p>
<p><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://cittadiariano.it/blog/aixes/2008/10/15/almeno-litagliano-sallo/"><img src="http://cittadiariano.it/blog/aixes/wp-content/plugins/addtofacebook/facebook_share_icon.gif" alt="Condividi su Facebook"></a> <a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://cittadiariano.it/blog/aixes/2008/10/15/almeno-litagliano-sallo/">Condividi su Facebook</a></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La soluzione THOR</title>
		<link>http://cittadiariano.it/blog/aixes/2008/06/24/la-soluzione-thor/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Jun 2008 01:07:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>aixes</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ariano Irpino]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[THOR]]></category>
		<category><![CDATA[Trattamento meccanico-chimico dei rifiuti]]></category>

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		<description><![CDATA[
Come ho fatto per l’ArrowBio qualche giorno fa, affronto stavolta la tecnologia THOR, un altro sistema di trattamento dei rifiuti indifferenziati a freddo. Anche questo sistema risulterà estremamente vantaggioso in termini economici ed ecologici nei confronti delle discariche e dei termovalorizzatori. In particolare potrebbe inserirsi anche nell’attuale procedimento che porta all’inceneritore, offrendo tuttavia una maggiore garanzia sui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cittadiariano.it/blog/aixes/files/2008/06/impiantothor.jpg"></a><a href="http://cittadiariano.it/blog/aixes/files/2008/06/processothor.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-141" src="http://cittadiariano.it/blog/aixes/files/2008/06/processothor.jpg" alt="Il processo THOR" width="500" height="486" /></a><a href="http://cittadiariano.it/blog/aixes/files/2008/06/confrontojpg.jpg"></a></p>
<p style="text-align: justify"><span><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">Come ho fatto per l’<a href="http://cittadiariano.it/blog/aixes/2008/06/21/la-soluzione-arrowbio/" target="_blank"><strong>ArrowBio</strong></a> qualche giorno fa, affronto stavolta la tecnologia <strong>THOR</strong>, un altro sistema di <strong>trattamento dei rifiuti</strong> <strong>indifferenziati</strong> a freddo. Anche questo sistema risulterà estremamente<strong> vantaggioso</strong> in termini <strong>economici </strong>ed <strong>ecologici </strong>nei confronti delle discariche e dei termovalorizzatori. In particolare potrebbe inserirsi anche nell’attuale procedimento che porta all’inceneritore, offrendo tuttavia una <strong>maggiore garanzia</strong> sui <strong>residui </strong>(nanopolveri e ceneri) prodotti dalla combustione. </span></span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman"><strong><span>Di che si tratta?</span></strong></span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">La tecnologia <strong>THOR</strong><strong><span style="font-weight: normal"> (Total House Waste Recycling) nasce</span></strong> da uno studio ideato e condotto dal nostro <strong>C.N.R.</strong> (<strong>Prof. Paolo Plescia</strong>) con il supporto di un&#8217;azienda di Roma, che si è occupata della realizzazione industriale dei prototipi e dell’impianto. Il primo impianto <strong>sperimentale</strong> è già in funzione in Sicilia e sta offrendo <strong>ottimi risultati</strong>.</span></span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">Come per l’ArrowBio, anche il sistema THOR <strong>non necessita</strong> di raccolta <strong>differenziata</strong> essendo la separazione dei vari componenti alla base dello stesso processo. Questo aspetto è sicuramente importante, viste le attuali percentuali di raccolta, anche se non molto educativo nei confronti dei cittadini. Ad ogni modo nulla vieta che una parte della differenziazione possa continuare ad essere fatta a monte. Anche questo procedimento consente, pertanto, di recuperare gran parte dei <strong>materiali riciclabili</strong> come i metalli <strong>ferrosi</strong> e <strong>non ferrosi</strong>, la <strong>plastica</strong> e il<strong> vetro</strong>. A differenza del sistema ArrowBio, tuttavia, <strong>non vengono prodotti <span style="font-weight: normal">fertilizzanti</span></strong> e <strong><span style="font-weight: normal">Biogas, ma <strong>combustibile solido</strong> ad alto potere calorifero che può essere impiegato per tutti gli usi tipici dei combustibili (<strong>motori</strong>, <strong>caldaie</strong>, sistemi di riscaldamento centralizzati, impianti di termovalorizzazione), <strong>senza produrre i residui</strong> nocivi (solidi ed aeriformi) tipici dei termovalorizzatori attuali. Vengono prodotti, inoltre, materiali per l&#8217;edilizia.</span></strong></span></span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">Il concetto a base di tale processo non è l’impiego dell’acqua, come per l’ArrowBio, ma la <strong>polverizzazione dei rifiuti</strong>, riducendoli in particelle tanto piccole (inferiori a <strong>dieci millesimi di millimetro</strong>) da poter distinguere e separare facilmente in esse i singoli componenti (<strong>elementi chimici</strong>, <strong>metalli</strong>, <strong>plastiche</strong>) grazie a noti, ed abbondantemente sperimentati, procedimenti <strong>fisico-chimici</strong>.<span>  </span></span></span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">Anche con questo sistema è possibile <strong>ridurre sensibilmente</strong>, o tenere sotto controllo, l’emissione di <strong>polveri nocive</strong> e i <strong>cattivi odori</strong>. Anche per questo sistema, grazie alla produzione di combustibile, l’energia termica prodotta rende completamente <strong>autonomo</strong> l’impianto.</span></span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman"><strong><span>Il Processo</span></strong></span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">Proviamo a descrivere, in linea di massima, come si sviluppa il procedimento. Si tratta essenzialmente di una combinazione di trattamenti di tipo <strong>fisico-chimico</strong> e <strong>mineralurgico</strong>, cioè trattamenti tipici delle industrie minerarie che separano ed arricchiscono le materie prime minerali con metodi <strong>a basso costo</strong>.</span></span></span></p>
<p class="Normale" style="margin: 0in 0in 0pt;text-align: justify"><span><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">Scopo del processo, in pratica, è raggiungere il cosiddetto “<strong>grado di liberazione</strong>”<span style="color: #000000"> cioè la dimensione più piccola entro la quale il minerale, o la sostanza che interessa, risulta libera da qualsiasi corpo estraneo. Riducendo la pezzatura del rifiuto a <strong>poche decine di micron</strong> qualsiasi operazione di <strong>separazione</strong> ed <strong>arricchimento</strong>, <strong>sterilizzazione</strong>, <strong>combustione</strong> o <strong>pirolisi</strong> (processo che consente la scissione dei legami chimici mediante calore ma senza combustione, cioè senza ossigeno) è attuabile in modo molto <strong>più efficiente</strong>, con <strong>minore spreco di energia.</strong></span></span></span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-family: Times New Roman"><span><span style="font-size: small">I rifiuti indifferenziati vengono introdotti in uno speciale “<strong>mulino</strong>” <strong>meccano-chimico</strong> che li frantuma e polverizza fino a ridurli a livello di pochi micron di diametro. </span></span><span style="font-size: 11.5pt;color: #000000">Le <strong>pressioni di urto</strong> sono tali (da 8000 a 15000 atmosfere) da distruggere qualsiasi <strong>flora batterica</strong> (e quindi odori e fermentazione), rendendo così il prodotto <strong>sterile</strong> e completamente <strong>disidratato</strong> (l’acqua contenuta viene vaporizzata). </span><span><span style="font-size: small">A questo punto i vari elementi vengono <strong>separati</strong> utilizzando diversi metodi e strumenti che assomigliano molto a quelli utilizzati dal sistema ArrowBio, ma in questo caso le particelle sono <strong>infinitamente più piccole</strong>. Viene infatti impiegata <strong>l’acqua</strong> e un ciclone <strong>d’aria</strong> per separare gli elementi pesanti come <strong>sali</strong> e <strong>metalli</strong> da quelli leggeri <strong>combustibili</strong>, un <strong>magnete</strong> per attrarre i metalli <strong>ferrosi</strong> e <strong>correnti indotte</strong> per gli altri <strong>metalli</strong>. In questo modo vengono separate anche le plastiche, dalle quali viene successivamente eliminato il pericoloso <strong>cloro</strong> (la <strong>C</strong> di <strong>PVC</strong>) facendolo precipitare come sale. Vengono inoltre separate frazioni di <strong>vetro</strong>, materiali <strong>inerti</strong> e frazioni <strong>metalliche</strong> più fini. Quanto rimane è essenzialmente <strong>materia organica residua</strong> (carta, legno e materiale organico) che viene compattata e ridotta ad autentiche <strong>eco-balle</strong> pronte per la combustione da <strong>riscaldamento</strong> o <strong>caldaia</strong>, oppure può essere tenuta <strong>sfusa</strong> o <strong>emulsionata</strong> per essere trasportata liquida (<strong>bio-olio</strong> per motori diesel). Ad ogni modo, in qualsiasi forma viene attuata, è sempre esente da cloro, solfati e inerti. </span></span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">I <strong>residui</strong> di tutto questo processo sono praticamente <strong>nulli</strong> in quanto tutto il materiale che ne esce, se non viene riciclato, diventa combustibile per generare energia termica. La parte che viene bruciata, a sua volta, produce <strong>scorie</strong> (ceneri volanti e ceneri pesanti). Anche queste vengono prelevate e sottoposte a un processo di modificazione <strong>cristallochimica</strong>, frantumate e trattate in maniera da essere ancora riutilizzabili, essendo materiale di tipo <strong>vetroso,</strong> come <strong>malte pozzolane</strong> sintetiche molto utili per l’industria edile. </span></span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">Insomma anche per il processo THOR, anzi, <strong>ancora di più</strong> rispetto al processo ArrowBio, <span> </span>“Nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma”.</span></span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">Rispetto al processo ArrowBio, il sistema THOR è un po’ più indietro nella sperimentazione. I primi parziali impianti pilota sono stati allestiti nel periodo 2003-2006 a <strong>Sidney</strong> in Australia. Il primo sistema completo,  invece, è attualmente operante in <strong>Sicilia</strong> e riesce a trattare fino a <strong>8 tonnellate</strong> l&#8217;ora . </span></span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman"><strong><span>I vantaggi e le possibili applicazioni</span></strong></span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">Se non teniamo conto del livello di maturità raggiunto dalla tecnologia, i vantaggi di questo processo sono <strong>ancora superiori</strong> rispetto alla soluzione ArrowBio. </span></span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">Primo vantaggio evidente è che il <strong>volume</strong> dei rifiuti micronizzati si riduce di <strong>tre quarti</strong>, <span> </span>cioè i rifiuti che occupavano, ad esempio, 400 metri cubi, dopo il trattamento ne occupano soltanto 100.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0in 0in 0pt;text-align: justify"><span><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">Malgrado non sia necessario differenziare a monte, anche questo metodo consente di recuperare un’alta percentuale di<strong> materiali riciclabili</strong> (metalli ferrosi e non ferrosi, <span> </span>inerti, plastiche e vetro) e <strong>materiali</strong> per <strong>l’edilizia</strong> (leganti e malte).</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0in 0in 0pt;text-align: justify"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0in 0in 0pt;text-align: justify"><span><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">Anche qui non si producono <strong>cattivi odori</strong>, né <strong>microparticelle volatili</strong>, né <strong>diossina</strong>, né alcun tipo di elemento <strong>inquinante</strong> per l’aria, l’acqua e il suolo.</span></span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">Oltre ai vantaggi già elencati, simili a quelli della soluzione ArrowBio, la micronizzazione permette di aumentare anche del <strong>120%</strong> il <strong>calore di combustione</strong> dei rifiuti (rispetto ai CDR inviati ai termovalorizzatori) con un notevole <strong>risparmio</strong> (o incremento, a seconda del punto di vista) <strong>di energia</strong>. Inoltre, le minime dimensioni delle particelle consentono <strong>un’agevole separazione</strong> delle componenti <strong>pericolose</strong> (metalli e sostanze clorurate) e di quelle <strong>riciclabili</strong>.</span></span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">C’è una totale <strong>assenza di residui</strong> e la completa <strong>autosufficienza energetica</strong> del sistema.</span></span></span></p>
<p style="text-align: justify"> </p>
<p style="text-align: center" align="center"><em><span><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman"><a href="http://cittadiariano.it/blog/aixes/files/2008/06/impiantothor.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-142" src="http://cittadiariano.it/blog/aixes/files/2008/06/impiantothor.jpg" alt="L\'impianto THOR" width="500" height="376" /></a></span></span></span></em></p>
<p style="text-align: center" align="center"><em><span><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">Un impianto pilota (da 2 tonnellate/ora)</span></span></span></em></p>
<p style="text-align: justify"><span><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">Molto interessante la possibilità del sistema di essere <strong>campalizzato</strong> e le <strong>dimensioni </strong>estremamente <strong>ridotte</strong> dell’impianto gli consentono<strong> infinite applicazioni</strong>. Ad esempio può essere trasportato <strong>ovunque serve</strong> su camion o su nave o, viceversa, il combustibile prodotto può essere impiegato <strong>dalla stessa nave</strong> come carburante. Altra applicazione potrebbe essere, ad esempio, nelle isole o nelle zone dove scarseggia l’acqua, l’energia termica prodotta potrebbe <strong>alimentare un dissalatore</strong>, in questo modo nello stesso tempo si produrrebbe <strong>acqua potabile</strong> e si risolverebbe il problema dello <strong>smaltimento</strong> dei rifiuti solidi urbani. </span></span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">Un esempio concreto delle sue possibilità: consideriamo un’area urbana di <strong>5000 abitanti</strong> che produce circa <strong>50 tonnellate al giorno</strong> di rifiuti solidi. In queste condizioni il sistema <span> </span>THOR permette di ricavare una media giornaliera di <strong>30 tonnellate di combustibile</strong>, <strong>3 tonnellate di vetro</strong>, <strong>2 tonnellate</strong> tra<strong> metalli ferrosi</strong> e <strong>non ferrosi</strong> e <strong>1 tonnellata di inerti</strong>, nei quali è compresa anche la frazione ricca di cloro dei rifiuti, che viene separata per non inquinare il combustibile. Il resto dei rifiuti è <strong>acqua</strong>, che viene espulsa sotto forma di vapore durante il processo di micronizzazione. Il prodotto che esce da Thor è <strong>sterilizzato</strong> perché le pressioni che si generano nel mulino determinano la completa distruzione delle <strong>flore batteriche</strong>, e, inoltre, non produce <strong>odori da fermentazione</strong>: resta inerte dal punto di vista biologico, ma combustibile. </span></span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman"><strong><span>Passiamo ai costi</span></strong></span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">I <strong>costi </strong>sono di massima <strong>comparabili</strong> con quelli già estremamente <strong>convenienti</strong> dell’ArrowBio. Infatti, secondo quanto valutato dal suo inventore, un impianto di meccano-raffinazione di taglia medio-piccola da <strong>20 mila tonnellate</strong> di rifiuti l’anno costa circa <strong>40 Euro</strong> per tonnellata di materiale, molto <strong>meno della metà</strong> rispetto a quanti ne richiederebbero <strong>discariche e inceneritori</strong>, anche perché ai costi di questi ultimi andrebbero aggiunti quelli di <strong>gestione</strong>, e in particolare le spese legate allo <strong>smaltimento delle scorie e ceneri</strong> per gli inceneritori, o della <strong>gestione degli odori, dei gas e del percolato</strong> delle discariche, entrambi inesistenti nel THOR. Quanto al calore prodotto, il <strong>potere calorico</strong> dei rifiuti dopo la raffinazione meccanica <strong>raddoppia</strong> (<strong>5.300 Kcal/kg</strong>) rispetto a quello di rifiuti contenenti normali cascami di carta (<strong>2.500 Kcal/kg</strong>).</span></span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">Il primo impianto THOR, quello attualmente in funzione in Sicilia, riesce a trattare fino a <strong>8 tonnellate l’ora</strong> e non ha bisogno di un’area di stoccaggio in attesa del trattamento; è completamente <strong>meccanico</strong>, <strong>non termico</strong> e quindi non è necessario tenerlo sempre in funzione, anzi può essere acceso solo quando serve, limitando o eliminando così lo stoccaggio dei rifiuti e i conseguenti odori. Inoltre, è stato progettato anche come <strong>impianto mobile</strong>, utile per contrastare le <strong>emergenze</strong> e in tutte le situazioni dove è necessario trattare i rifiuti <strong>velocemente</strong>, <strong>senza scorie</strong> e senza impegnare <strong>spazi di grandi dimensioni</strong>, con un costo contenuto: un impianto da <strong>4 tonnellate/ora</strong> occupa un massimo di <strong>300 metri quadrati</strong> e ha un costo medio di <strong>2 milioni di Euro</strong>. </span></span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">Riportando questi dati ai valori presi a riferimento per l’ArrowBio, un impianto più grande (come ad esempio quello siciliano) da <strong>8 t/ora</strong>, che smaltirebbe <strong>70.000 t/anno,</strong> costerebbe molto meno, almeno<strong> un terzo</strong>. </span></span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">A questi valori, inoltre, occorrerebbe aggiungere il <strong>ricavo</strong> dalla vendita dei <strong>materiali riciclati</strong>, quelli per <strong>l’edilizia</strong> e il <strong>combustibile</strong> (o l’energia termica prodotta).</span></span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">Questo è <strong>un altro</strong> dei possibili sistemi che <strong>risolverebbero per sempre</strong> il problema dei rifiuti. Ancora non pronto per l’impiego<strong> massiccio commerciale</strong>, ma già <strong>disponibile</strong> per risolvere, ad esempio, le “<strong>emergenze</strong>” croniche. Si tratta, inoltre, di un progetto <strong>italiano</strong>, prodotto da menti <strong>italiane</strong> che sono <strong>fuori</strong> dai giochi di <strong>potere</strong> e <strong>camorristici</strong>. Sarà forse questo il motivo per cui <strong>non se ne sente mai parlare</strong> da nessuna parte?</span></span></span></p>
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		<title>La soluzione ArrowBio</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jun 2008 15:52:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>aixes</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ariano Irpino]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Nel mondo]]></category>
		<category><![CDATA[ArrowBio]]></category>
		<category><![CDATA[Biogas]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[Rifiuti solidi urbani]]></category>
		<category><![CDATA[Trattamento meccanico biologico dei rifiuti]]></category>

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		<description><![CDATA[
Nell&#8217;attesa che il progetto vada avanti (ho già preso contatti con la ditta che rappresenta la tecnologia ArrowBio in Italia), vorrei descrivere, per i non informati, il processo ArrowBio e anticipare una piccola breve valutazione dei suoi vantaggi rispetto alle discariche ed ai termovalorizzatori.
Di che si tratta?
La tecnologia ArrowBio è un brevetto registrato per il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cittadiariano.it/blog/aixes/files/2008/06/confrontojpg.jpg"></a><img src="http://cittadiariano.it/blog/aixes/files/2008/06/arrowbio.jpg" alt="Il processo ArroBio" width="861" height="1013" /></p>
<p style="text-align: justify">Nell&#8217;attesa che il progetto vada avanti (ho già preso contatti con la ditta che rappresenta la tecnologia ArrowBio in Italia), vorrei descrivere, per i non informati, il processo ArrowBio e anticipare una piccola breve valutazione dei suoi vantaggi rispetto alle discariche ed ai termovalorizzatori.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Di che si tratta?</strong></p>
<p style="text-align: justify">La tecnologia <strong>ArrowBio</strong> è un brevetto registrato per il trattamento dei rifiuti solidi urbani. Esistono altri sistemi similari che affronterò prossimamente (ad esempio il sistema <strong><a href="http://cittadiariano.it/blog/aixes/2008/06/24/la-soluzione-thor/" target="_blank">THOR</a></strong> realizzato dal nostro <strong>CNR</strong> in Sicilia).</p>
<p style="text-align: justify">Primo aspetto positivo, soprattutto in un paese pigro come il nostro, è che il processo ArrowBio tratta rifiuti <strong>indifferenziati</strong>. Questo procedimento consente, ad ogni modo, di recuperare gran parte dei <strong>materiali riciclabili</strong> come i metalli <strong>ferrosi</strong> e <strong>non ferrosi</strong>, la <strong>plastica</strong> (HDPE, PET e pellicola) e il<strong> vetro</strong>. Permette inoltre di produrre <strong>fertilizzanti</strong> e <strong>Biogas </strong>che è una fonte di energia alternativa pulita, utilizzabile per il trasporto o per la produzione di energia elettrica o termica.</p>
<p style="text-align: justify">Mentre, per il trattamento dei rifiuti, le discariche utilizzano la <strong>terra</strong> e i termovalorizzatori (o inceneritori) il <strong>fuoco</strong>, il concetto assolutamente innovativo del processo ArrowBio, è che utilizza l&#8217;<strong>acqua</strong> . Ci si è posti il quesito: i rifiuti solidi urbani contengono, per loro natura, una grande quantità d&#8217;acqua, cosa ne facciamo? Utilizziamola per trattare e separare i rifiuti stessi! Non a caso il primo impianto ArrowBio è stato costruito a <strong>Tel Aviv</strong>, dove l&#8217;acqua è molto preziosa e gli israeliani sanno come ottimizzarne l&#8217;uso.</p>
<p style="text-align: justify">Quali sono i <strong>vantaggi</strong> derivanti dall&#8217;utilizzo dell&#8217;acqua? Una delle sue più note proprietà è che permette di <strong>separare</strong> facilmente gli elementi leggeri (che galleggiano) da quelli pesanti (che vanno a fondo). Tenere i rifiuti in acqua consente di <strong>ridurre sensibilmente</strong>, o tenere sotto controllo, l&#8217;emissione di <strong>polveri nocive</strong> e i <strong>cattivi odori</strong>. Grazie alla separazione in acqua, la produzione di <strong>compost pulito</strong> (cioè con meno contaminanti) avviene molto più facilmente e l&#8217;acqua è l&#8217;elemento base per la produzione di <strong>Biogas</strong> di ottima qualità (con elevato contenuto di metano) mediante <strong>digestione anaerobica</strong> (cioè con batteri che operano in assenza di ossigeno). Inoltre, visto che i rifiuti hanno un alto contenuto di umidità, quando si è a regime, il sistema non ha più bisogno di prelevare acqua dall&#8217;esterno.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Il Processo</strong></p>
<p style="text-align: justify">Proviamo a descrivere, in linea di massima, come si sviluppa il procedimento. C&#8217;è una prima fase di <strong>preparazione</strong> e <strong>separazione idromeccanica</strong> dei rifiuti. Il contenuto dei camion viene scaricato in una grande <strong>vasca piena d&#8217;acqua</strong>. Per <strong>gravità</strong> avviene la prima grande separazione: i <strong>materiali inorganici</strong> (metalli, vetro e altri inerti) hanno generalmente un peso specifico maggiore dell&#8217;acqua e pertanto <strong>vanno a fondo</strong>. Le <strong>plastiche</strong> e i <strong>materiali organici</strong> biodegradabili, invece, tendono a <strong>galleggiare</strong> o a rimanere in sospensione.</p>
<p style="text-align: justify">I materiali <strong>inorganici</strong>, pertanto, vengono inviati ad una linea del processo che si occupa dell&#8217;ulteriore separazione in <strong>materiali ferrosi</strong> (quelli che si attaccano ad una calamita), <strong>metalli non ferrosi</strong> (quelli che vengono separati tramite correnti indotte) e<strong> vetro</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Le <strong>plastiche </strong>e i materiali <strong>organici biodegradabili</strong> vengono a loro volta separati, alcuni per <strong>dimensioni</strong>, altri <strong>manualmente</strong> e, quelli molto leggeri come le buste di plastica, mediante <strong>separatori ad aria</strong>. Tutto il rimanente è composto quasi esclusivamente da materiale organico biodegradabile, pertanto viene<strong> triturato</strong>, <strong>frantumato</strong> idraulicamente e <strong>filtrato</strong>. La terriccio che ne risulta viene immerso nuovamente in acqua per separare ancora una volta le <strong>componenti metalliche</strong> e <strong>vetrose</strong> rimanenti (pesanti) da quelle <strong>biologiche </strong>(leggere). </p>
<p style="text-align: justify">La soluzione organica acquosa ottenuta (<strong>minestrone biologico</strong>) viene così inviata a due successivi contenitori che, tramite processi naturali di <strong>fermentazione anaerobica</strong> (acetogenico e metanogenico) a temperatura ambiente, digeriscono la brodaglia producendo <strong>biogas</strong> e <strong>fango biologico</strong>. Il biogas è utilizzato per la <strong>produzione di energia elettrica</strong> e <strong>calore</strong>, mentre il fango biologico viene disidratato e venduto come <strong>concime</strong>. </p>
<p style="text-align: justify">I <strong>residui</strong> di tutto questo processo ammontano a circa il <strong>20%</strong> (dipende dal tipo di rifiuti introdotti), che possono essere inviati a discarica o inceneritore (ma sono inerti e quindi non pericolosi) o ancora verso impianti specializzati, per una ulteriore separazione (ce n&#8217;è uno molto buono in Veneto).</p>
<p style="text-align: justify">Insomma come disse Antoine Lavoisier, &#8220;Nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify">Attualmente è già operante (da 5 anni) l&#8217;impianto di <strong>Tel Aviv</strong> (Israele) da 40.000 t/anno, mentre sono in fase di completamento quelli di <strong>Falkirk</strong> (Scozia) da 70.000 t, <strong>Pachuca</strong> (Messico) da 180.000 t e <strong>Sidney</strong> (Australia) da 90.000 t.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>I vantaggi</strong></p>
<p style="text-align: justify">E&#8217; lecito affermare che i vantaggi di questo processo sono innumerevoli.</p>
<p style="text-align: justify">Malgrado non sia necessario differenziare a monte, questo metodo consente di recuperare <strong>l&#8217;80-90% dei materiali riciclabili</strong> (95% dei metalli ferrosi, 85% dei metalli non ferrosi, 85% della plastica, il 90% del vetro).</p>
<p style="text-align: justify">Produce <strong>Biogas</strong>, essenzialmente metano, utile per ottenere <strong>energia elettrica</strong> (per alimentare lo stesso impianto, ad esempio) o come <strong>carburante pulito </strong>per il trasporto pubblico al posto dei carburanti fossili altamente inquinanti.</p>
<p style="text-align: justify">Non produce <strong>cattivi odori</strong>, né <strong>microparticelle</strong>, né <strong>diossina</strong>, né alcun tipo di elemento <strong>inquinante</strong> per l&#8217;aria, l&#8217;acqua e il suolo.</p>
<p style="text-align: justify">La percentuale di <strong>residuo</strong> è bassa (&lt; 20%) e ulteriormente riducibile, e comunque è inerte.</p>
<p style="text-align: justify">Naturalmente ci sono molti altri <strong>vantaggi tecnici </strong>(come la qualità e la stabilità del metano e del compost prodotti dalla fermentazione anaerobica rispetto a quella aerobica, etc.), ma tediare il lettore non è lo scopo (principale) di questo blog.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Passiamo ai costi</strong></p>
<p style="text-align: justify">I <strong>costi </strong>rispetto ad altri metodi sono senz&#8217;altro inferiori (solo il deposito in discarica è più economico&#8230; ma è inutile sottolinearne il differente rapporto costo/efficacia). Del resto, se scozzesi ed ebrei sono stati i primi ad utilizzare questo metodo&#8230; ci sarà un motivo!</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://cittadiariano.it/blog/aixes/files/2008/06/confrontojpg.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-139 aligncenter" src="http://cittadiariano.it/blog/aixes/files/2008/06/confrontojpg.jpg" alt="confronto tecnologie" width="429" height="231" /></a></p>
<p style="text-align: center"><em>Un grafico che mette a confronto la tecnologia ArrowBio rispetto alle altre utilizzate per il trattamento dei rifiuti solidi urbani.</em></p>
<p style="text-align: justify">Da questo grafico si può notare come il processo ArrowBio si inserisce tra gli altri metodi di trattamento dei rifiuti solidi urbani. E&#8217; senz&#8217;altro il metodo che <strong>produce di più</strong> e <strong>inquina di meno</strong>, con <strong>costi medi</strong> sufficientemente <strong>bassi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Per quantificare i costi ho dato uno sguardo all&#8217;analisi effettuata dall&#8217;<a href="http://http://www.environment-agency.gov.uk/wtd/679004/679026/679085/1089064/1089116/?version=1&amp;lang=_e"><strong>Agenzia per l&#8217;Ambiente</strong> della <strong>Gran Bretagna</strong></a>, che per i suoi conti si è basata sull&#8217;impianto di <strong>Tel Aviv</strong>. Per un impianto di tipo ArrowBio da <strong>75.000 t/anno</strong> (circa <strong>10 volte</strong> l&#8217;esigenza della città di <strong>Ariano</strong> o pari a circa la <strong>metà</strong> dell&#8217;esigenza dell&#8217;intera provincia di <strong>Avellino</strong>), il costo dell&#8217;impianto è di circa <strong>15 milioni</strong> di Euro. Considerando un periodo di ammortamento di 15 anni, ogni tonnellata di rifiuti in ingresso costa circa <strong>40 Euro</strong>, ma produce una ricchezza (materiali riciclati + Biogas + fertilizzanti) pari a <strong>25 Euro</strong>, cioè in pratica con questo sistema smaltire una tonnellata di rifiuti costa &#8220;solo&#8221; <strong>15 Euro</strong>. Tanto per fare un raffronto mandare i rifiuti all&#8217;inceneritore costa <strong>90 Euro</strong> a tonnellata e per quanto possa essere fatto bene ci sarà sempre una percentuale di ceneri e microparticelle tossiche prodotte.</p>
<p style="text-align: justify">Questo è <strong>soltanto uno</strong> dei possibili sistemi che risolverebbero per sempre il problema dei rifiuti. Chi ha il coraggio di dire che sono <strong>solo fandonie</strong> e che invece bisogna continuare ad arricchire <strong>politici corrotti</strong> e la solita <strong>Camorra</strong>, a inquinare le <strong>falde acquifere</strong> e <strong>l&#8217;aria che respiriamo</strong>, tutto a spese del denaro delle <strong>nostre</strong> tasche e della <strong>salute </strong>dei <strong>nostri figli</strong>?</p>
<p style="text-align: justify"> </p>
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