Archive for the ‘Tormentoni’ Category

Almeno l’itagliano sallo!

mercoledì, ottobre 15th, 2008

Quando muoio mi faccio cromare. (Non sarebbe meglio metallizzato?)

Di fronte a queste cose rimango putrefatto! (Che schifo!)

Arriva il treno, hai blaterato il biglietto? (…)

Come faccio a fare tutte queste cose simultaneamente? Dovrei avere il dono dell’obliquità! (e chi sei la torre di Pisa?)

Basta! Vi state coagulando contro di me! (necessita trasfusione?)

E’ nel mio carattere: quando qualcosa non va, io sodomizzo! (Stategli lontano!)

Anche l’occhio va dalla sua parte… (Si chiama strabismo…)

Non so a che santo riavvolgermi. (Una video cassetta devota…)

Avete i nuovi telefonini GPL? (No mi spiace solo benzina!)

Il cadavere presentava evidenti segni di decesso. (Ma va?! Strano)

Prima di operarmi mi fanno un’ autopsia generale. (Auguri!)

Abbiamo mangiato la trota salmonellata. (Ancora auguri!)

Vorrei un’aspirina in supposte effervescenti. (Quando si dice faccia da culo….)

Vorrei una maglia con il collo a volpino.(Non era lupetto?…)

Vorrei una pomata per l’Irpef. (Herpes è difficile…)

Tu non sei proprio uno sterco di santo. (Menomale)

E’ andato a lavorare negli evirati arabi. (Contento lui…)

A forza di andare di corpo mi sono quasi disintegrata. (O disidratata?Alla faccia della diarrea!)

Mia nonna ha il morbo di Pakistan. (…)

La mia auto ha la marmitta paralitica. (…e al posto dei cavalli ha le sedie a rotelle?)

Verrà in ufficio una stragista per il tirocinio. (Si salvi chi può!)

Sono momentaneamente in stand-bike. (L’attesa in bicicletta…)

Da vicino vedo bene, è da lontano che sono lesbica. (Aiuto…)

Mi sono fatta il Leasing al viso. (…pensavo un mutuo…)

E’ inutile piangere sul latte macchiato. (Meglio farlo su un bel cappuccino….)

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Da quale albero sei caduto?

domenica, aprile 20th, 2008

Lasciamo da parte per qualche minuto i problemi e dedichiamoci ad un simpatico passatempo. Si tratta di un  test un po’ oroscopo un po’ tormentone, simpatico e interessante.

E’ rapidissimo, basta vedere a che albero corrisponde il tuo compleanno e controllare la descrizione corrispondente. Chissà se ci azzecca. 

Se vuoi, puoi lasciare un commento ma soprattutto dimmi da che albero sei caduto!

Ah dimenticavo… io sono caduto da un pioppo :)   

Calendario

dal 01 gennaio al 11 gennaio – Abete
dal 12 gennaio al 24 gennaio – Olmo
dal 25 gennaio al 03 febbraio – Cipresso
dal 04 febbraio al 08 febbraio – Pioppo
dal 09 febbraio al 18 febbraio – Cedro
dal 19 febbraio al 28 febbraio – Pino
dal 01 marzo al 10 marzo – Salice piangente
dal 11 marzo al 20 marzo – Limetta
dal 21 marzo (solo) – Quercia
dal 22 marzo al 31 marzo – Nocciola
dal 01 aprile al 10 aprile – Sorbo
dal 11 aprile al 20 aprile – Acero
dal 21 aprile al 30 aprile – Noce
dal 01 maggio al 14 maggio – Pioppo
dal 15 maggio al 24 maggio – Castagno
dal 25 maggio al 03 giugno – Frassino
dal 04 giugno al 13 giugno – Carpino
dal 14 giugno al 23 giugno – Fico
dal 24 giugno (solo) – Betulla
dal 25 giugno al 04 luglio – Melo
dal 05 luglio al 14 luglio – Abete
dal 15 luglio al 25 luglio – Olmo
dal 26 luglio al 04 agosto – Cipresso
dal 05 agosto al 13 agosto – Pioppo
dal 14 agosto al 23 agosto – Cedro Tree
dal 24 agosto al 02 – Pino Tree
dal 03 settembre al 12 settembre – Salice piangente
dal 13 settembre al 22 settembre – Limetta
dal 23 settembre (solo) – Ulivo
dal 24 settembre al 03 ottobre – Nocciola
dal 04 ottobre al 13 ottobre – Sorbo
dal 14 ottobre al 23 ottobre – Acero
dal 24 ottobre al 11 novembre – Noce
dal 12 novembre al 21 novembre – Castagno
dal 22 novembre al 01 dicembre – Frassino
dal 02 dicembre al 11 dicembre – Carpino
dal 12 dicembre al 21 dicembre – Fico
dal 22 dicembre (solo) – Faggio
dal 23 dicembre al 31 dicembre – Melo

Alberi (in ordine alfabetico) 

abete

Abete (Il misterioso) – di gusto straordinario, gestisce bene lo stress, ama qualsiasi cosa bella, ostinato, tende a prendersi cura di chi gli sta vicino, difficilmente si fida degli altri, tuttavia fa amicizia facilmente e adora partecipare alle feste, dopo lunghe ore di lavoro impegnativo gli piace l’ozio e la pigrizia, piuttosto modesto, di talento, disinteressato, ha molti amici, molto affidabile.

acero

Acero (L’indipendenza della mente) – non si tratta di una persona ordinaria, pieno di fantasia e originalità, timido e riservato, ambizioso, orgoglioso, sicuro di sé, ha fame di nuove esperienze, a volte nervoso, ha molte complessità, buona memoria, impara facilmente, ha rapporti d’amore complicati, ci tiene a far colpo.

betulla

Betulla (L’ispirazione) – vivace, attraente, elegante, amichevole, senza pretese, modesto, non ama l’eccesso, aborrisce le volgarità, ama la vita nella natura e nella calma, non molto appassionato, pieno di immaginazione, poca ambizione, crea attorno a se un’atmosfera tranquilla e di contenuto.

carpino

Carpino (Il buon gusto) – di straordinaria bellezza, si preoccupa per il suo aspetto e la sua condizione, di buon gusto, non è egoista, rende la sua vita più confortevole possibile, conduce una vita ragionevole e disciplinata, nel proprio partner cerca gentilezza e riconoscimento, sogna amanti insoliti, raramente è felice con i suoi sentimenti, diffida della maggior parte delle persone, non è mai sicuro delle proprie decisioni, molto coscienzioso.

castagno

Castagno (L’onestà) – insolito di statura, impressionante, ben sviluppato senso di giustizia, è divertente stargli vicino, un pianificatore, nato diplomatico, può essere facilmente irritato, sensibile ai sentimenti degli altri, grande lavoratore, talvolta si atteggia da superiore, a volte si sente un incompreso, è fortemente orientato verso la famiglia, molto leale in amore, fisicamente prestante.

cedro

Cedro (La fiducia) – di rara forza, sa adattarsi, ama i regali inattesi, di buona salute, per niente timido, tende a guardare gli altri dall’alto verso il basso, sicuro di sé, grande oratore, determinato, spesso impaziente, gli piace impressionare gli altri, ha molti talenti, industrioso, di sano ottimismo, in attesa di un vero amore, in grado di prendere rapide decisioni.

cipresso

Cipresso (La lealtà) – forte, muscoloso, adattabile, prende ciò che la vita ha da offrire ma non necessariamente gli piace, si sforza di essere contento, ottimista, vuole essere finanziariamente indipendente, vuole amore e affetto, odia la solitudine, amante passionale che non si sazia mai, fedele, a volte irascibile, può essere indisciplinato e trascurato, ama acquisire conoscenze, ha bisogno di sentirsi utile.  

faggio

Faggio (La creatività) – ha buon gusto, si preoccupa per il suo aspetto, materialista, ha buona organizzazione nella vita e nella carriera, parsimonioso, buon leader, non prende rischi inutili, ragionevole, splendido compagno di vita, ci tiene a mantenere la forma (diete, sport, Ecc.)

fico

Fico (La sensibilità) – molto determinato, un po’ di caparbio, onesto, leale, indipendente, odia essere contraddetto, quando vuole può essere un grande lavoratore, ama la vita e gli amici, gli piacciono i bambini e gli animali, orientato sessualmente, ha un grande senso dell’umorismo, ha talento artistico e una grande intelligenza.

frassino

Frassino (L’ambizione) – estremamente attraente, vivace, impulsivo, esigente, non si cura delle critiche, ambizioso, intelligente, di talento, ama giocare con il destino, può essere molto egotista, affidabile, inquieto amante, talvolta il denaro prevale sul cuore , chiede attenzione, ha bisogno d’amore e di molto supporto emotivo.

limetta

Limetta (Il dubbio) – intelligente, grande lavoratore, accetta ciò che la vita gli da, ma non prima di provare a cambiare le cattive circostanze in buone, odia i litigi e lo stress, ama fuggire in vacanza, può apparire inflessibile, ma in realtà è dolce e accondiscendente, sempre disposto a fare sacrifici per la famiglia e gli amici, ha molti talenti  ma non sempre ha abbastanza tempo sfruttarli, grande qualità di leadership, a volte è geloso ma estremamente leale.

 melo

 Melo (L’amore) – tranquillo e a volte timido, ha molto fascino, sex-appeal e attrattiva, atteggiamento amabile, dal sorriso civettuolo, avventuroso, sensibile, leale in amore, ha voglia di amare e di essere amato, partner fedele e gentile, molto generoso , ha molti talenti, ama i bambini, ha bisogno di un partner affettuoso.

 nocciolo

Nocciolo (Lo straordinario) – affascinante, ha senso dell’umorismo, molto esigente ma può essere anche molto comprensivo, sa come fare un’ottima impressione, attivo combattente per le cause sociali e politiche, popolare, molto lunatico, orientato sessualmente, onesto, un perfezionista, ha un forte senso della giustizia e pretende assoluta imparzialità.

noce

Noce (La passione) – implacabile, strano e pieno di contraddizioni, spesso egotista, aggressivo, nobile, d’ampio orizzonte, ha spesso reazioni inaspettate, spontaneo, estremamente ambizioso, senza flessibilità, partner difficile e non comune, non piace sempre ma è spesso ammirato, geniale stratega , molto geloso e passionale, non accetta compromessi.

olmo

Olmo (La nobiltà d’animo) – piacevole foggia, ha gusto nel vestire, modeste esigenze, tende a non perdonare gli errori, allegro, ama comandare ma non obbedire, partner onesto e fedele, gli piace prendere decisioni per gli altri, d’animo nobile, generoso , ha un buon senso dell’umorismo, pratico.

 pino

Pino (Il conciliatore) – ama la piacevole compagnia, desidera ardentemente la pace e l’armonia, ama aiutare gli altri, ha una grande immaginazione, ama scrivere poesie, non si preoccupa della moda, grande compassione, amichevole con tutti, si innamora perdutamente, ma tronca subito se tradito o mentito, emotivamente debole, di bassa autostima, ha bisogno di affetto e di rassicurazione.

pioppo

Pioppo (L’incertezza) – appare molto decorativo, di talento, non molto sicuro di sé, molto coraggioso se necessario, ha bisogno di vivere in un ambiente piacevole e favorevole, molto pignolo, spesso solitario, grande animosità, ha grande natura artistica, buon organizzatore, ha un’inclinazione verso la filosofia, affidabile in ogni situazione, prende sul serio il rapporto di coppia.

 quercia

Quercia (Il coraggio) – natura robusta, coraggioso, forte, implacabile, indipendente, ragionevole, non gli piace cambiare, tiene i piedi per terra, uomo d’azione.

 salice

Salice piangente (La malinconia) – gli piace essere libero dallo stress, ama la vita familiare, pieno di speranze e sogni, attraente, capace nel comprendere gli altri, ama tutto ciò che è bello, incline alla musica, ama viaggiare in luoghi esotici, inquieto, capriccioso, onesto, può essere influenzato ma non è facile vivere con lui quando è sotto pressione, talvolta esigente, ha una buona intuizione, soffre in amore finché non riesce a trovare il partner fedele e leale; ama fare ridere gli altri. 

 sorbo

Sorbo (La sensibilità) – pieno di charme, allegro, non sa cosa sia l’egoismo, gli piace richiamare l’attenzione, ama la vita, il movimento, l’agitazione e persino le complicazioni, è sia dipendente che indipendente, ha buon gusto, spirito artistico, ha passione, è emotivo, di buona compagnia , non perdona.

 ulivo

Ulivo (La sapienza) – ama il sole, il calore e i buoni sentimenti, ragionevole, equilibrato, evita l’aggressione e la violenza, tollerante, allegro, calmo, ha un senso della giustizia ben sviluppato, sensibile, capace nel comprendere gli altri, privo di gelosia, ama la lettura e la compagnia di persone sofisticate.

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We were Italians

mercoledì, febbraio 6th, 2008

Italians

Riporto, tradotto, un brano scritto da un autore a me ignoto che ha voluto raccontare i suoi ricordi di bambino italiano nato in America e delle sensazioni che accomunano ancora oggi la maggioranza degli italo-americani. Una sorta di intervista rilasciata ai posteri perché non dimentichino.

Sono certo che ancora per la maggior parte dei bambini italo-americani di seconda generazione che sono cresciuti negli anni ‘40, ‘50 e ‘60, vi fosse una precisa distinzione tra “noi” e “loro”.

Noi eravamo italiani, tutti gli altri, gli irlandesi, i tedeschi, i polacchi, erano gli americani.

Realizzai di essere finalmente americano quando avevo già raggiunto abbondantemente la maggiore età. Ero nato americano ed avevo vissuto qui tutta la mia vita, ma per me gli americani erano quelli che mangiavano burro di arachidi e gelatina spalmati su panini fatti con pane bianco moscio.

Non nutrivo nessun astio nei loro confronti, era solo che pensavo che il nostro modo era il migliore. Noi avevamo il nostro uomo del pane, l’uomo delle uova, l’uomo degli ortaggi, l’uomo dei polli, per citare solo alcuni degli ambulanti che venivano di solito nel nostro quartiere. Noi conoscevamo loro e loro conoscevano noi. Gli americani invece andavano a fare la spesa da A & P (una delle prima catene di supermercati).  

Mi ha sempre stupito il fatto che alcuni miei amici e compagni di scuola il giorno del Ringraziamento e a Natale mangiassero solo tacchino ripieno, patate e salsa di mirtilli. Noi mangiavamo il tacchino, ma solo dopo l’antipasto, la minestra, le lasagne, le polpette di carne e l’insalata! E se tra gli ospiti c’era qualcuno che non amava il tacchino, noi avevamo sempre anche pronto l’arrosto di manzo. E subito dopo si continuava a mangiare frutta, frutta secca, pasticcini e biscotti fatti in casa coperti di tante cose colorate.

Era in quelle occasioni che imparavi tante cose: a mangiare un pasto da sette portate tra mezzogiorno e le quattro del pomeriggio, come maneggiare le caldarroste bollenti e a mettere le pesche nel vino. 

Gli italiani hanno un rapporto romantico con il cibo.
La domenica ci svegliavamo con l’odore di aglio e cipolla a friggere nell’olio d’oliva. E a pranzo c’erano sempre maccheroni al sugo.
La domenica non era domenica se non si andava a messa. E naturalmente non si poteva mangiare prima della messa perché si doveva fare la comunione. Sapevamo che quando saremmo arrivati  a casa avremmo trovato le polpette a friggere, e non c’era niente di meglio che gustare le polpette appena cotte con una fetta di pane fresco croccante immerso nella pentola di sugo bollente.

Un’altra differenza tra loro e noi è che noi avevamo i giardini. Non solo di fiori, ma di pomodori, di peperoni, di basilico, di lattuga e l’immancabile “cucuzza”. Ognuno di noi aveva una vite e un albero di fico. In autunno bevevamo il vino fatto in casa discutendo per ore su chi l’aveva fatto meglio.  

Quei giardini prosperavano perché avevamo qualcosa che i nostri amici americani non sembravano di avere. Avevamo i nonni. 
Non è che loro non avessero i nonni. È solo che non vivevano nella stessa casa o nella stessa strada.

Noi mangiavamo con i nostri nonni, e Dio non voglia che non li andassimo a trovare almeno 3 volte a settimana. Ricordo ancora quando mio nonno ci raccontava come era venuto in America, quando era giovane, sulla “barca”. 

Non dimenticherò mai l’atmosfera dei giorni di festa, quando tutti i familiari si riunivano a casa dei miei nonni, le donne in cucina, gli uomini in salotto, i ragazzi ovunque. Dovevo avere almeno una cinquantina di cugini.
Mio nonno si sedeva in mezzo a tutto questo, a bere il suo vino. Era così fiero della sua famiglia e di come fosse cresciuta bene.

Quando i miei nonni morirono, le cose cominciarono a cambiare. Le riunioni di famiglia diventarono sempre più scarse e sembrava sempre che mancasse qualcosa.
Anche se normalmente ci incontravamo a casa di mia madre, ho sempre avuto la sensazione che la nonna e il nonno fossero lì con noi.

È comprensibile che le cose possano cambiare con il passare del tempo.
Abbiamo tutti nostre famiglie e nostri nipoti. Ma oggi ci vediamo solo di tanto in tanto, ci si incontra solo per le grandi occasioni, le nascite o i matrimoni.

Anche le altre cose sono cambiate. La vecchia casa che mio nonno comprò, ora è coperta da un rivestimento in alluminio. Un prato verde copre il terreno dove una volta crescevano i pomodori. Non c’è stato nessuno a coprire il fico, per proteggerlo da freddo, per cui ora è morto.

Le feste sono cambiate. Ancora facciamo il giro dei familiari, ma in qualche modo le cose sono diventate più formali. La grande quantità di alimenti che consumavamo, senza effetti nocivi, ora non è più buona per noi. Troppo amido, troppo colesterolo, troppe calorie nei dolci.

La differenza tra “noi” e “loro” non è più così facilmente definibile, e comunque penso che questa sia anche una cosa buona.
I miei nonni erano italiani-italiani, i miei genitori erano italo-americani. Io sono un americano e orgoglioso di esserlo, così come i miei nonni avrebbero voluto che lo fossi. Siamo tutti americani ora … irlandesi, tedeschi, polacchi, tutti cittadini americani.  

Ma in qualche modo mi sento ancora un pochino italiano. Chiamiamola cultura… chiamamole radici … io non sono sicuro di cosa si tratti.

Tutto quello che so è che ai miei figli, ai miei nipoti, ai miei pronipoti è stato sottratto un meraviglioso pezzo del nostro patrimonio, tutto quello che gli americani chiamano “heritage”. 

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Noi che c’eravamo…

giovedì, novembre 8th, 2007

Questo è uno dei tanti tormentoni che girano in rete, amarcord della mia generazione:

Noi … che ci divertivamo anche facendo ‘Strega comanda color.’.
Noi … che le femmine ci obbligavano a giocare a ‘Regina reginella’ e a ‘Campana’.
Noi … che facevamo ‘Palla Avvelenata’.
Noi … che giocavamo regolare a ‘Ruba Bandiera’.
Noi … che non mancava neanche ‘dire fare baciare lettera testamento’.
Noi … che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva.
Noi … che mettevamo le carte da gioco con le mollette sui raggi della bicicletta.
Noi … che chi lasciava la scia più lunga nella frenata con la bici era il più figo.
Noi … che ’se ti faccio fare un giro con la bici nuova non devi cambiare le marce’.
Noi … che passavamo ore a cercare i buchi sulle camere d’aria mettendole in una bacinella.
Noi … che ci sentivamo ingegneri quando riparavamo quei buchi col tip-top.
Noi … che il Ciao si accendeva pedalando.
Noi … che suonavamo al campanello per chiedere se c’era l’amico in casa.
Noi … che facevamo a gara a chi masticava più Big-Babol contemporaneamente.
Noi … che avevamo adottato gatti e cani randagi che non ci hanno mai attaccato nessuna malattia mortale anche se dopo averli accarezzati ci mettevamo le dita in bocca.
Noi … che quando starnutivi, nessuno chiamava l’ambulanza.
Noi … che i termometri li rompevamo, e le palline di mercurio giravano per tutta casa.
Noi … che dopo la prima partita c’era la rivincita, e poi la bella, e poi la bella della bella. (pure mò)
Noi … che se passavamo la palla al portiere coi piedi e lui la prendeva con le mani non era fallo.
Noi … che giocavamo a ‘Indovina Chi?’ anche se conoscevi tutti i personaggi a memoria.
Noi … che giocavamo a ‘Rischiatutto’ anche se conoscevi tutte le domande a memoria.
Noi … che giocavamo a ‘Nomi cose e città‘ (e la città con la D era sempre Domodossola, mentre chi era bravo alla Q metteva Quebec).
Noi … che con le 500 lire di carta ci venivano 10 pacchetti di figurine.
Noi … che ci mancavano sempre quattro figurine per finire l’album Panini.
Noi … che ci appassionavamo guardando ‘Giochi senza Frontiere’
Noi … che ci spaccavamo le dita per giocare a Subbuteo.
Noi … che avevamo il ‘nascondiglio segreto’ con il ‘passaggio segreto’.
Noi … che le cassette se le mangiava il mangianastri, e ci toccava riavvolgere il nastro con la penna.
Noi … che in TV guardavamo solo i cartoni animati.
Noi … che avevamo i cartoni animati belli!!!
Noi … che litigavamo su chi fosse più forte tra Goldrake e Mazinga (Goldrake, ovvio..)
Noi … che guardavamo ‘La Casa Nella Prateria’ anche se metteva tristezza.
Noi … che abbiamo raccontato 1.500 volte la barzelletta del fantasma formaggino.
Noi … che alla messa ridevamo di continuo.
Noi … che si andava a messa se no erano legnate.
Noi … che ci emozionavamo per un bacio su una guancia.
Noi … che non avevamo il cellulare per andare a parlare in privato sul terrazzo.
Noi … che i messaggini li scrivevamo su dei pezzetti di carta da passare al compagno (e non eravamo mafiosi).
Noi … che si andava in cabina a telefonare.
Noi … che c’era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto.
Noi … che non era Natale se alla TV non vedevamo la pubblicità della Coca Cola con l’albero.
Noi … che le palline di natale erano di vetro e si rompevano.
Noi … che al nostro compleanno invitavamo tutti, ma proprio tutti, i nostri compagni di classe.
Noi … che facevamo il gioco della bottiglia tutti seduti per terra.
Noi … che alle feste stavamo sempre col manico di scopa in mano.
Noi … che se guardavamo tutto il film delle 20:30 eravamo andati a dormire tardissimo.
Noi … che guardavamo film dell’orrore anche se avevi paura.
Noi … che giocavamo a calcio con le pigne.
Noi … che le pigne ce le tiravamo pure.
Noi … che bastava una tavola di legno e 4 cuscinetti a sfera per fare una ‘carrozza’
Noi … che suonavamo ai campanelli e poi scappavamo.
Noi … che nelle foto delle gite facevamo le corna ed eravamo sempre sorridenti.
Noi … che il bagno si poteva fare solo dopo le 4.
Noi … che a scuola andavamo con cartelle da 2 quintali.
Noi … che quando a scuola c’era l’ora di ginnastica partivamo da casa in tuta.
Noi … che a scuola ci andavamo da soli e tornavamo da soli.
Noi … che se a scuola la maestra ti dava un ceffone, la mamma a casa te ne dava due.
Noi … che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa era il terrore.
Noi … che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google.
Noi … che internet non esisteva.
Noi … che però sappiamo a memoria ‘Zoff Gentile Cabrini Oriali Collovati Scirea Conti Tardelli Rossi Antognoni Graziani (allenatore Bearzot)’.
Noi … che ‘Disastro di Cernobyl’ vuol dire che non potevamo bere il latte alla mattina.
Noi … che compravamo le uova sfuse, e la pizza alta un dito, con la carta del pane che si impregnava d’olio.
Noi … che non sapevamo cos’era la morale, solo che era sempre quella.. fai merenda con Girella.
Noi … che si poteva star fuori in bici il pomeriggio.
Noi … che se andavi in strada non era così pericoloso.
Noi … che però sapevamo che erano le 4 perchè stava per iniziare BIM BUM BAM.
Noi … che sapevamo che ormai era pronta la cena perchè c’era Happy Days.
Noi … che il primo novembre era ‘Tutti i santi’, mica Halloween.
 
Che fortuna esserci stati!

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