Nell’attesa che il progetto vada avanti (ho già preso contatti con la ditta che rappresenta la tecnologia ArrowBio in Italia), vorrei descrivere, per i non informati, il processo ArrowBio e anticipare una piccola breve valutazione dei suoi vantaggi rispetto alle discariche ed ai termovalorizzatori.
Di che si tratta?
La tecnologia ArrowBio è un brevetto registrato per il trattamento dei rifiuti solidi urbani. Esistono altri sistemi similari che affronterò prossimamente (ad esempio il sistema THOR realizzato dal nostro CNR in Sicilia).
Primo aspetto positivo, soprattutto in un paese pigro come il nostro, è che il processo ArrowBio tratta rifiuti indifferenziati. Questo procedimento consente, ad ogni modo, di recuperare gran parte dei materiali riciclabili come i metalli ferrosi e non ferrosi, la plastica (HDPE, PET e pellicola) e il vetro. Permette inoltre di produrre fertilizzanti e Biogas che è una fonte di energia alternativa pulita, utilizzabile per il trasporto o per la produzione di energia elettrica o termica.
Mentre, per il trattamento dei rifiuti, le discariche utilizzano la terra e i termovalorizzatori (o inceneritori) il fuoco, il concetto assolutamente innovativo del processo ArrowBio, è che utilizza l’acqua . Ci si è posti il quesito: i rifiuti solidi urbani contengono, per loro natura, una grande quantità d’acqua, cosa ne facciamo? Utilizziamola per trattare e separare i rifiuti stessi! Non a caso il primo impianto ArrowBio è stato costruito a Tel Aviv, dove l’acqua è molto preziosa e gli israeliani sanno come ottimizzarne l’uso.
Quali sono i vantaggi derivanti dall’utilizzo dell’acqua? Una delle sue più note proprietà è che permette di separare facilmente gli elementi leggeri (che galleggiano) da quelli pesanti (che vanno a fondo). Tenere i rifiuti in acqua consente di ridurre sensibilmente, o tenere sotto controllo, l’emissione di polveri nocive e i cattivi odori. Grazie alla separazione in acqua, la produzione di compost pulito (cioè con meno contaminanti) avviene molto più facilmente e l’acqua è l’elemento base per la produzione di Biogas di ottima qualità (con elevato contenuto di metano) mediante digestione anaerobica (cioè con batteri che operano in assenza di ossigeno). Inoltre, visto che i rifiuti hanno un alto contenuto di umidità, quando si è a regime, il sistema non ha più bisogno di prelevare acqua dall’esterno.
Il Processo
Proviamo a descrivere, in linea di massima, come si sviluppa il procedimento. C’è una prima fase di preparazione e separazione idromeccanica dei rifiuti. Il contenuto dei camion viene scaricato in una grande vasca piena d’acqua. Per gravità avviene la prima grande separazione: i materiali inorganici (metalli, vetro e altri inerti) hanno generalmente un peso specifico maggiore dell’acqua e pertanto vanno a fondo. Le plastiche e i materiali organici biodegradabili, invece, tendono a galleggiare o a rimanere in sospensione.
I materiali inorganici, pertanto, vengono inviati ad una linea del processo che si occupa dell’ulteriore separazione in materiali ferrosi (quelli che si attaccano ad una calamita), metalli non ferrosi (quelli che vengono separati tramite correnti indotte) e vetro.
Le plastiche e i materiali organici biodegradabili vengono a loro volta separati, alcuni per dimensioni, altri manualmente e, quelli molto leggeri come le buste di plastica, mediante separatori ad aria. Tutto il rimanente è composto quasi esclusivamente da materiale organico biodegradabile, pertanto viene triturato, frantumato idraulicamente e filtrato. La terriccio che ne risulta viene immerso nuovamente in acqua per separare ancora una volta le componenti metalliche e vetrose rimanenti (pesanti) da quelle biologiche (leggere).
La soluzione organica acquosa ottenuta (minestrone biologico) viene così inviata a due successivi contenitori che, tramite processi naturali di fermentazione anaerobica (acetogenico e metanogenico) a temperatura ambiente, digeriscono la brodaglia producendo biogas e fango biologico. Il biogas è utilizzato per la produzione di energia elettrica e calore, mentre il fango biologico viene disidratato e venduto come concime.
I residui di tutto questo processo ammontano a circa il 20% (dipende dal tipo di rifiuti introdotti), che possono essere inviati a discarica o inceneritore (ma sono inerti e quindi non pericolosi) o ancora verso impianti specializzati, per una ulteriore separazione (ce n’è uno molto buono in Veneto).
Insomma come disse Antoine Lavoisier, “Nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma”.
Attualmente è già operante (da 5 anni) l’impianto di Tel Aviv (Israele) da 40.000 t/anno, mentre sono in fase di completamento quelli di Falkirk (Scozia) da 70.000 t, Pachuca (Messico) da 180.000 t e Sidney (Australia) da 90.000 t.
I vantaggi
E’ lecito affermare che i vantaggi di questo processo sono innumerevoli.
Malgrado non sia necessario differenziare a monte, questo metodo consente di recuperare l’80-90% dei materiali riciclabili (95% dei metalli ferrosi, 85% dei metalli non ferrosi, 85% della plastica, il 90% del vetro).
Produce Biogas, essenzialmente metano, utile per ottenere energia elettrica (per alimentare lo stesso impianto, ad esempio) o come carburante pulito per il trasporto pubblico al posto dei carburanti fossili altamente inquinanti.
Non produce cattivi odori, né microparticelle, né diossina, né alcun tipo di elemento inquinante per l’aria, l’acqua e il suolo.
La percentuale di residuo è bassa (< 20%) e ulteriormente riducibile, e comunque è inerte.
Naturalmente ci sono molti altri vantaggi tecnici (come la qualità e la stabilità del metano e del compost prodotti dalla fermentazione anaerobica rispetto a quella aerobica, etc.), ma tediare il lettore non è lo scopo (principale) di questo blog.
Passiamo ai costi
I costi rispetto ad altri metodi sono senz’altro inferiori (solo il deposito in discarica è più economico… ma è inutile sottolinearne il differente rapporto costo/efficacia). Del resto, se scozzesi ed ebrei sono stati i primi ad utilizzare questo metodo… ci sarà un motivo!
Un grafico che mette a confronto la tecnologia ArrowBio rispetto alle altre utilizzate per il trattamento dei rifiuti solidi urbani.
Da questo grafico si può notare come il processo ArrowBio si inserisce tra gli altri metodi di trattamento dei rifiuti solidi urbani. E’ senz’altro il metodo che produce di più e inquina di meno, con costi medi sufficientemente bassi.
Per quantificare i costi ho dato uno sguardo all’analisi effettuata dall’Agenzia per l’Ambiente della Gran Bretagna, che per i suoi conti si è basata sull’impianto di Tel Aviv. Per un impianto di tipo ArrowBio da 75.000 t/anno (circa 10 volte l’esigenza della città di Ariano o pari a circa la metà dell’esigenza dell’intera provincia di Avellino), il costo dell’impianto è di circa 15 milioni di Euro. Considerando un periodo di ammortamento di 15 anni, ogni tonnellata di rifiuti in ingresso costa circa 40 Euro, ma produce una ricchezza (materiali riciclati + Biogas + fertilizzanti) pari a 25 Euro, cioè in pratica con questo sistema smaltire una tonnellata di rifiuti costa “solo” 15 Euro. Tanto per fare un raffronto mandare i rifiuti all’inceneritore costa 90 Euro a tonnellata e per quanto possa essere fatto bene ci sarà sempre una percentuale di ceneri e microparticelle tossiche prodotte.
Questo è soltanto uno dei possibili sistemi che risolverebbero per sempre il problema dei rifiuti. Chi ha il coraggio di dire che sono solo fandonie e che invece bisogna continuare ad arricchire politici corrotti e la solita Camorra, a inquinare le falde acquifere e l’aria che respiriamo, tutto a spese del denaro delle nostre tasche e della salute dei nostri figli?
Tags: ArrowBio, Biogas, rifiuti, Rifiuti solidi urbani, Trattamento meccanico biologico dei rifiuti


Bellissimo articolo, complimenti Aix
Avevo già studiato il meccanismo approfondendo la parte microbiologica, con questo post la mia informazione a riguardo è più completa!:)
Concordo in pieno con le tue considerazione sulla validità del sistema Arrow-Bio per il trattamento dei rifiuti in contrapposizione del termovalorizzare ma il punto è conviene alla nostra classe dirigente una tale scelta?
Come mai i media nazionali evitano di parlare se non in termini marginali e non esplicativi?
Quali intrecci d’interessi verrebbe a contrastare una tale scelta?
Come mai dei politici italiani con esclusione dei verdi ( tengo a precisare non sono un simpatizzante verde) nessuno ne parla. Due sono le risposte o sono correi o degli emeriti ignoranti. Cmq grazie Aixes per la chiarezza espositiva e per il tuo improbo impegno. Con stima ziopinco
cosa si può fare perchè questo non sia solo un articolo ma un punto di partenza per qualcosa di più concreto? C’è qualche legge, qualche sussidio, qualche imput dall’europa che possa dare incentivi economici per progetti simili? possono sicuramente evitare che i rifiuti vengano convogliati in un centro simile dichiarando l’obbligo di smaltirli in discarica, ma questo regime fino a quando potrà durare?
Questo, lo ripeto, può essere un punto di partenza per una svolta determinante per il bene della nostra città, della nostra terra, dei nostri figli. Non sprechiamolo.
La mia idea era proprio quella di istituire un comitato di studio che affronti tutti gli aspetti del problema: non solo quello tecnico ed economico ma anche legale e amministrativo. Se uniamo le nostre energie, forse qualche passo in avanti riusciamo a farlo.
Per reperire persone esperte nei vari ambiti servirebbe una “vetrina” più grande.
Spero di essere utile
Da quanto ho appena letto su un forum Meetup di Grillo di Napoli, si sta creando anche da loro un comitato di studio che affronti seriamente il discorso ArrowBio.
http://beppegrillo.meetup.com/10/boards/thread/4063337/0/
Interessante il fatto che allo scetticismo delle prime settimane, ora siano tutti convinti che sia una soluzione fattibile.
Il problema, da quanto mi sto rendendo conto, è che il commissariato all’emergenza non è ben disposto a soluzioni alternative agli inceneritori.
Occorrerà remare anche contro di esso…
certo…la camorra guadagna incenerendo o sotterrando. Il commissario deve obbedire, quindi sistemi di recupero così efficienti per loro (e per le loro tasche) rappresentano perdite ingenti. E’ questo il regime di cui parlavo. Tra comune, provincia, regione, ministeri ed unione europea magari qualcosa (economicamente) la si potrebbe pure racimolare, ma il regime ci taglierebbe le gambe. Per i centri di riciclaggio non so chi caccerebbe dei soldi, ma di sicuro qualcuno c’è. Chi potrebbe essere in grado di trovarlo?
Ottimo articolo: l’ho riportato nel mio blog poichè penso che sia molto importante….
Il mio non sarà un commento, salvo che sto pensando che forse si potrebbe usare questo procedimento anche per recuperare materiale dalle vecchie discariche, bonificandole, o no ?) ma vorrei sapere chi si potrebbe contattare, in Italia, per discutere di un eventuale progetto ?? Sono della rete rifiuti zero di Sicilia, Aimée.
Certo, il procedimento è nato in Israele proprio per bonificare la più grande discarica di Tel Aviv. La società rappresentante per l’Italia del sistema ArrowBio è la CST S.p.A. di Torino (sito: http://www.cstspa.com).
OXALOR
La soluzione ecologica per la nettezza urbana
Impianti per il trattamento di acque sporche e vecchie discariche già esistenti
La soluzione migliore dà sempre i migliori risultati
“Nulla si crea e nulla si distrugge in natura, solo si trasforma da uno stato all’altro.”
Antoine-Laurent de Lavoisier
L’azienda per la nettezza urbana è garanzia fondamentale per la cura dell’ambiente.
Ciò che riguarda la nettezza urbana, la raccolta, il trasporto, i procedimenti di smaltimento e le discariche, è un problema di primaria importanza per il recupero di un equilibrio naturale.
I rifiuti urbani dovrebbero essere considerati non come qualcosa da distruggere o bruciare ma come materie grezze da riciclare e riutilizzare.
Bisogna modificare le vecchie concezioni dell’impiantistica dei rifiuti che era mirata solo alla distruzione degli stessi e di conseguenza trasformare i vecchi impianti in nuovi impianti di elaborazione e riutilizzo di ciò che fu concepito come da distruggere.
La domanda oggi verte sulla creazione di nuove tecnologie che non incorrano negli svantaggi ben noti delle precedenti e siano utili al ripristino degli equilibri naturali.
Le tecnologie Oxalor
La tecnologia Oxalor è basata su di un processo di reazione chimica controllata, stabilizzazione tramite deidratazione e disinfezione dei rifiuti urbani, impianti per il trattamento delle acque sporche, rifiuti verdi, animali, guano di uccelli nonché rifiuti della ristorazione e residui di biometano.
Come risultato della reazione chimica la parte organica dei rifiuti viene trasformata in fertilizzante per il terreno con forti qualità alcaline, mentre la parte non organica (metallo, plastica, legno, ecc) è completamente suddivisa.
Questi materiali risultanti sono disinfettati e pronti per il riciclo come materia grezza di valore.
Tutto il procedimento dura 2 ore e mezzo ed è completamente meccanizzato, la reazione è naturale e non rilascia agenti inquinanti nell’atmosfera.
Il procedimento richiede un numero limitato di addetti.
I macchinari sono robusti, facili da usare, di provata qualità e soggetti a limitato logorio negli anni. Perciò i costi sono ridotti considerevolmente rispetto ad altre tecnologie.
Un altro grande vantaggio di Oxalor sono i tempi brevi di realizzazione dell’impianto nonché la sua capacità produttiva (tra produzione, consegna ed assemblaggio sono necessari solo 6/8 mesi).
Il costo di un impianto Oxalor è di molto inferiore a quello di un inceneritore.
La tecnologia Oxalor si applica con successo anche al ripristino di vecchie discariche stabilizzandone il contenuto e consentendo il riciclo dei materiali.
Il gruppo Oxalor si è costituito nel 1996 con l’intento di creare innovativi procedimenti di smaltimento rifiuti. La Oxalor è il primo ed unico metodo di smaltimento ad aver ottenuto licenze ufficiali dal Ministero dell’agricoltura Francese.
La Oxalor è attiva in Francia da più di 7 anni. Dal 2000 è brevettata e distribuita in molti altri paesi.
Smaltimento rifiuti con la tecnologia Oxalor
• Rifiuti urbani
• Residui di rifiuti urbani, residui di smistamento
• Fango derivante da impianti di trattamento acque sporche
• Concime animale, guano
• Rifiuti verdi
• Rifiuti di mercati all’aperto, ristoranti, ecc.
• Rifiuti derivati dal metano
La separazione dei rifiuti non è necessaria
Principi del procedimento
I rifiuti vengono mischiati al reagente Calox, questo determina una reazione termica controllata (fino a 110°) tra il reagente ed i liquidi (fanghiglia, letame, acqua).
La reazione chimico-fisica genera il calore che disidrata la materia. Durata del procedimento ore 2,5.
Al termine del procedimento ogni materiale è stabilizzato, disinfettato, smistato e pronto al riciclo.
100% di reazione naturale
100% di procedimento ecologico
La tecnologia Oxalor è negli standard ambientali.
Mete raggiunte:
• Stabilizzazione e disinfezione dell’intero volume dei rifiuti
• Rende più agevole l’utilizzo delle discariche
• Decrementa volume e peso dei rifiuti
• Eliminazione di effetti potenzialmente dannosi (no gas, no liquidi, no cattivi odori)
• A norma con le leggi U.E.
Possibilità di utilizzo
Materiali organici:
• I prodotti Oxalor vengono usati in agricoltura come fertilizzanti
Materiali non organici (metallo, plastica, vetro, materiali inerti):
• Riciclo e riutilizzo fino al 90% (il 10% resta inerte)
• Fino al 10% dei residui inerti possono essere usati come sottofondo per la costruzione di strade
• Le discariche vengono riempite di materiali stabilizzati e disinfettati nel rispetto delle normative U.E
Oxalor : il nuovo inizio per l’Europa all’insegna dell’ecologia
La tecnologia Oxalor corrisponde alle richieste U.E. per:
Riduzione rifiuti biodegradabili provenienti da discariche. Questo avviene al 100% con Oxalor
Supporto per fonti di energia rinnovabili
I prodotti Oxalor (oxyom e oxyob) sono fonti di energia rinnovabile ad alta caloricit
Risultati con la tecnologia Oxalor:
Separazione netta e disinfezione dei vari metalli, tutti i tipi di plastica, vetro e materiali inerti per il riciclo e riutilizzo.
Con la tecnologia Oxalor si riduce l’emissione di CO?
In accordo con il protocollo di Kyoto, committenti per la riduzione di emissioni di gas, la tecnologia Oxalor lavora con successo in tale direzione.
Il fattore di emissione gas per la biomassa è uguale a zero
Ottimo oxalor ,ero il rappresentante per l’Italia ,ho comunicato con tutti.
Non potevano non sapere,destra sinistra centro verdi ecologi ,tutti i comuni d’Italia ,Provincie,Regioni.
Un muro di gomma che la muraglia Cinese fà ridere.
Ho rinunciato al mandato dopo tre anni.
vorrei avere più informazioni su oxalor e le differenze con arrow bio.grazie.
per angelo grazioano … quali sono state le maggiori difficoltà???