Gustavo cerca moglie
Desidero inaugurare una nuova rubrica in cui ricorderò alcuni cartoni animati che hanno segnato la mia infanzia e che non ho più rivisto da allora.
Chi è molto giovane mi perdonerà di questo amarcord un po’ forzato, che in fondo non lo riguarda, ma credo che in ognuno di noi possa stimolare una certa curiosità. Nell’epoca di chi è abituato agli anime giapponesi ed ai cartoni supertecnologici della Dreamworks probabilmente non diranno molto, ma secondo me, non potendo sfruttare la narcosi dei grandiosi effetti speciali dei nostri giorni, quei cartoni avevano dei contenuti, qualcosa da dire, soprattutto riservato agli adulti.
Gustavo e il complesso d’inferiorità
Quello che ho scelto oggi è uno dei più vecchi e dimenticati. Quando ho trovato su youtube molti suoi episodi mi sono eccitato come un bambino. Si tratta di Gustavo, un racconto semiserio e un po’ surreale, una parodia del classico uomo medio e le sue frustrazioni, sempre un po’ pasticcione e spesso sfortunatissimo. Un mix stilizzato e un po’ naif tra Paperino, Charlot, Mr. Bean e Fantozzi, realizzato nella Ungheria sovietica alla fine degli anni sessanta. Per noi bambini era divertente, anche perchè era uno dei pochi cartoni trasmessi, la domenica all’ora di pranzo, dalla tv monocanale, monocolore (politico) e monocromatica dell’epoca.
Gustavo e la mosca
Ogni episodio durava 5-6 minuti e raccontava una storia con una morale ben precisa. Gustavo (Gusztav, Gustavus, Gustav) con la sua immancabile bombetta, probabilmente per la propaganda sovietica del tempo stava a simboleggiare la goffaggine della società capitalistica, a volte presuntuosa e arrogante, ma sempre perdente. Un simbolo della pochezza umana che trova il suo apice nel quotidiano moderno. Mi sono sempre chiesto, successivamente, come mai venisse trasmesso sul nostro unico canale nazionale in piena guerra fredda. Fa impressione e un po’ tenerezza vedere quanto la modernità per quell’epoca non sia poi cambiata di molto, dopo quarant’anni.
Gustavo imbroglione
Spero di aver stimolato la fantasia e la curiosità di qualcuno, ma nessuna parola può raccontare meglio di una attenta visione. Fortunatamente grazie a YouTube è possibile vedere decine di episodi. Ricordo che soltanto un paio di anni fa, non c’era traccia di Gustavo in tutta la rete.
Buon divertimento!
Tags: anni '60, cartoni animati, gustav, gustavo, ungheria




Accidenti, non era mica tanto per bambini!
Grazie aix per averlo segnalato, non lo conoscevo.
PS: carina la sigla!
Infatti la sigla era uno dei punti di forza di quel cartone animato… tutta la mia generazione ha ancora in mente quelle note
Possibile che non lo conoscevo?
Grazie aixes!
Eheheh
Evidentemente già appartieni ad un’altra generazione!
Grazie, pensavo che Gustavo fosse sepolto solo nella mia memoria e invece c’è qualcun altro che lo ricorda.
A rivederlo adesso, un po’ mi fa nostalgia e mi fa pensare a quanto eravamo semplici in quegli anni.
L’episodio “il complesso di inferiorità” è proprio lo spunto di tutta l’epopea di Fantozzi.
Gustavo è in onda ogni giorno alle 19,25 su Telesanterno, canale locale visibile in Emilia Romagna
Urca non so come mai improvvisamente tre minuti fa mi è venuto in mente Baltasar. Allora ho iniziato a cercare in internet il professor Baltasar e poi eccomi qui davanti al mitico Gustavo che io vedevo solo in bianco e nero.
“Per noi bambini era divertente”
per te forse !
a me ha tediato l’infanzia, essendo chiaramente per adulti
allora era di una noia mortale con una musica inascoltabile
uuao mia madre me ne parlava, ma nn pensavo fosse così bllo
grz aixes.
gustavo era il mio preferito!!